Gasperini non esclude il ritorno all'Atalanta: "Mai dire mai, la casa a Bergamo non l'ho venduta
Gian Piero Gasperini ha raccontato il rapporto con la Roma, il legame ancora profondo con Bergamo e il significato dell’esperienza vissuta all’Atalanta. Il tecnico giallorosso ha parlato anche dell’ambizione scudetto della squadra capitolina e della possibilità di tornare un giorno sulla panchina nerazzurra, lasciando aperta una prospettiva legata a una città che continua a considerare parte essenziale della propria storia.
Gian Piero Gasperini e il 3-4-3 costruito all’Atalanta
Il 3-4-3 rappresenta il modulo più identificativo della carriera di Gasperini, anche se nel tempo è stato adattato a situazioni e interpreti differenti. L’allenatore ha spiegato di averlo introdotto prendendo spunto soprattutto dall’esperienza del calcio olandese. In Italia, secondo la sua valutazione, lo schema non ha trovato particolare fortuna.
Il risultato più significativo è arrivato con l’Atalanta, dove il sistema di gioco è diventato il simbolo di un percorso fondato su organizzazione, intensità e partecipazione collettiva. Per Gasperini, i numeri del modulo hanno un’importanza relativa rispetto alla capacità della squadra di muoversi come un unico blocco.
Gasperini e l’importanza del gioco di squadra
La sua idea di calcio richiede che ogni reparto contribuisca alle due fasi. Gli attaccanti devono aiutare in fase difensiva, mentre i difensori sono chiamati a partecipare alla costruzione e all’azione offensiva. Applicazione e altruismo sono considerati elementi indispensabili per creare una vera identità di squadra.
Il tecnico ha riconosciuto di aver attraversato momenti di incertezza durante la carriera. L’esonero dall’Inter è stato indicato come uno dei passaggi più difficili, dal quale è riuscito a ripartire anche grazie alla fiducia ricevuta dall’Atalanta nei periodi in cui i risultati non arrivavano.
Gasperini, l’Atalanta e il legame con Bergamo
La conclusione dell’esperienza bergamasca è maturata quando l’allenatore ha ritenuto di aver raggiunto il limite di ciò che era possibile realizzare sul piano umano. Il bilancio resta legato alla vittoria dell’Europa League, alla qualità del calcio espresso e alla continuità dei piazzamenti in zona Champions League ottenuti nell’arco di nove anni.
Gasperini considera Bergamo la permanenza più lunga e intensa della propria vita professionale nel calcio. Non parla di rimpianti, ma ammette una nostalgia profonda per la comunità bergamasca, nella quale si era integrato pienamente e dove continua a tornare con frequenza. Anche la casa posseduta in città non è stata venduta.
Gasperini alla Roma e il sogno scudetto
L’esperienza nella Capitale viene descritta come molto diversa rispetto a quella bergamasca. Il tecnico ha osservato con ironia il rapporto con la cucina romana, citando la necessità di prestare attenzione alle carbonare per evitare di aumentare ulteriormente di peso.
La Roma punta a migliorare il programma iniziale, che prevedeva di arrivare alla lotta per lo scudetto nell’arco di tre anni. La squadra si trova in testa al campionato e può quindi coltivare l’ambizione di anticipare il percorso verso il titolo. Gasperini resta consapevole delle difficoltà, ricordando che il calcio presenta inevitabilmente alti e bassi e che la capacità di gestirli sarà decisiva.
Il possibile ritorno di Gasperini all’Atalanta
Interpellato sull’ipotesi di un ritorno all’Atalanta, l’allenatore non ha escluso lo scenario. Il rapporto con Bergamo resta vivo sul piano personale e affettivo, mentre il legame con il club continua a rappresentare una parte centrale della sua carriera. Il futuro non viene definito, ma la possibilità di rivederlo sulla panchina nerazzurra rimane aperta.
Le personalità citate:
- Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma ed ex tecnico dell’Atalanta.
- Davide Gasperini, figlio del tecnico e legato alla produzione della Freisa “343”.


