Francesco Crotti: "Copierei la tecnica di Andy Diaz per migliorare la velocità e fare salti
Francesco Crotti ha chiuso una stagione di crescita e conferme, culminata con il quarto posto ai Campionati Mondiali U20 di Eugene nel salto triplo. Determinazione, gestione degli acciacchi e volontà di perfezionarsi sono i punti centrali del percorso dello specialista azzurro, impegnato a trasformare il proprio potenziale in risultati sempre più rilevanti.
Francesco Crotti e il quarto posto ai mondiali U20
La gara disputata negli Stati Uniti è stata affrontata da Crotti con qualche problema fisico, considerato normale nella sua specialità e da gestire con attenzione. L’atleta è arrivato a Eugene consapevole delle proprie capacità, ma anche con alcune incertezze. Durante le qualificazioni ha cercato le sensazioni già provate ai Campionati Italiani, trovando risposte positive.
Dopo un primo salto utile a garantirsi l’accesso alla finale, Crotti ha ottenuto la sua migliore misura fino a quel momento. Nell’ultimo atto ha concluso al quarto posto, a soli dodici centimetri dal podio. Il salto da 16,24 metri è stato realizzato staccando piuttosto indietro e, secondo l’atleta, esistevano margini per fare meglio. Il risultato resta comunque motivo di soddisfazione, in una disciplina in cui pochi centimetri possono determinare una vittoria o una sconfitta.
Il lavoro dello staff e la mentalità da outsider
Una parte importante del risultato è stata attribuita al gruppo di lavoro guidato dall’allenatore Paolo Brambilla, affiancato da una squadra specializzata in fisioterapia e prevenzione degli infortuni. La preparazione dello staff ha permesso all’atleta di presentarsi all’appuntamento internazionale nelle migliori condizioni possibili.
Il percorso di Crotti è stato segnato anche dalla consapevolezza di non essere sempre partito tra i favoriti. L’esperienza maturata negli Europei precedenti, dove aveva ricoperto il ruolo di outsider, gli ha insegnato a non sottovalutare alcun avversario e a mantenere alta la concentrazione in ogni competizione.
Gli inizi nello sport e la scelta del salto triplo
Prima dell’atletica, Crotti ha praticato nuoto, cimentandosi nei 50 metri stile libero e nel delfino. Ha iniziato a dedicarsi all’atletica tra gli otto e i sei anni, partendo dal mezzofondo e passando poi al giavellotto. Un problema legato alla crescita di anche e ginocchio ha portato il suo allenatore a orientarlo verso i salti, dopo un test specifico.
L’atleta continua ad apprezzare il giavellotto, soprattutto per l’aspetto tecnico e artistico, e mostra interesse anche per le specialità dei lanci. Gli ostacoli, provati da giovanissimo, non hanno invece rappresentato una disciplina adatta alle sue caratteristiche. Tra le possibilità future resta la curiosità di sperimentare il lancio del disco.
Infortuni, prevenzione e tecnica di salto
Un infortunio al menisco, avvenuto durante un’attività di arrampicata a scuola, ha richiesto un intervento chirurgico tre anni fa. In seguito si sono aggiunti altri acciacchi, tra cui un problema al bicipite femorale durante la stagione indoor. Queste esperienze hanno modificato l’approccio all’allenamento, con una maggiore attenzione al lavoro in palestra e alla prevenzione degli infortuni.
Dal punto di vista tecnico, il gesto del balzo è cambiato con il passaggio alle braccia sincrone. La nuova soluzione appare più efficace, anche se deve ancora essere consolidata. Crotti spiega inoltre che le misure ottenute in allenamento non sempre si ripetono in gara, perché il clima agonistico e le condizioni della competizione non sono facilmente riproducibili.
La preparazione mentale comprende la visualizzazione del salto e la ripetizione dei movimenti prima dell’esecuzione. Anche la routine pre-gara è definita: in Italia l’atleta cerca di mangiare pasta con tonno, mentre nei momenti in cui non riesce a seguire questa abitudine ascolta rap italiano o statunitense.
Il rapporto con l’allenatore e i riferimenti nel salto triplo
Il rapporto con Paolo Brambilla si è trasformato nel corso degli anni. Dopo una fase iniziale distante dalla sua guida, Crotti ha costruito un legame fondato su esperienza e confronto. L’allenatore mantiene un atteggiamento preciso e critico, utile per individuare gli aspetti da sviluppare durante gli allenamenti e nelle gare.
Nel panorama italiano, Crotti guarda con ammirazione a Diaz, Della Valle e Biasutti, osservandone sia il lavoro quotidiano sia il comportamento in pedana. Da Diaz prenderebbe l’ultimo balzo, mentre da Della Valle vorrebbe acquisire la velocità di ingresso.
La generazione cresciuta dopo Tokyo
Crotti ha ricordato l’entusiasmo vissuto in occasione dei due ori olimpici conquistati da Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs a Tokyo. La definizione di atleti appartenenti alla generazione di Tokyo viene considerata parzialmente corretta, perché molti di loro gareggiavano già prima di quell’evento.
Secondo Crotti, quei successi hanno contribuito ad attirare maggiore attenzione sull’atletica e a mostrare che lo sport italiano non ruota esclusivamente intorno al calcio. Le infrastrutture statunitensi dedicate all’atletica lo hanno colpito, mentre l’ipotesi di un’esperienza nella NCAA, valutata durante l’infanzia, resta incerta per i frequenti cambiamenti degli allenatori nel sistema universitario. La presenza stabile del suo attuale tecnico rappresenta un elemento importante.
Gli obiettivi sportivi e universitari
Dopo il diploma in Amministrazione, Finanza e Marketing, Crotti inizierà una laurea triennale in Banca e Finanza a Brescia, riservandosi di valutare in seguito una possibile magistrale. Sul piano sportivo, il primo obiettivo è superare la misura di 16,50 metri.
Tra gli appuntamenti futuri figurano i Campionati Italiani Indoor e Outdoor e gli Europei Under 23 di luglio. Per affrontarli sarà necessario arrivare preparati, migliorando soprattutto la velocità di ingresso, che nei test risulta positiva ma deve essere trasferita con maggiore efficacia in pedana. Lo sviluppo di questo aspetto sarà decisivo per trasformare la crescita tecnica in salti più lunghi.
Ospite di Talent Zone
- Francesco Crotti, specialista italiano del salto triplo.
