Formula 1 in argentina, il ritorno a buenos aires è possibile: c’è spazio nel calendario?

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Formula 1 in argentina, il ritorno a buenos aires è possibile: c’è spazio nel calendario?

L’Argentina punta a recuperare un ruolo centrale nel motorsport internazionale, sostenuta da una tradizione sportiva profondamente radicata e dal rinnovato entusiasmo generato dalla presenza di Franco Colapinto in Formula 1. Il Paese sta investendo nella modernizzazione dell’Autodromo Oscar e Juan Gálvez di Buenos Aires, con l’obiettivo iniziale di ospitare la MotoGP nel 2027 e, in prospettiva, tornare ad accogliere un Gran Premio di Formula 1.

Argentina e Formula 1: il progetto per il ritorno nel calendario

In Argentina lo sport rappresenta una componente importante dell’identità nazionale. Il pubblico sostiene con grande partecipazione gli atleti e i piloti che rappresentano il Paese, alimentando una delle culture sportive più appassionate del Sudamerica. Questa caratteristica si riflette anche nelle competizioni motoristiche, considerate un possibile strumento per rilanciare la visibilità internazionale dell’Argentina.

Il Paese non ospita un Gran Premio di Formula 1 dal 1998, anno dell’ultima gara disputata sul circuito di Buenos Aires e vinta da Michael Schumacher al volante della Ferrari. Il ritorno della massima categoria automobilistica è quindi diventato un obiettivo di lungo periodo, collegato ai lavori di riqualificazione dell’autodromo e alla crescita dell’interesse popolare.

Autodromo Oscar e Juan Gálvez: lavori in corso per la MotoGP

Da diversi mesi proseguono gli interventi all’Autodromo Oscar e Juan Gálvez. Il piano di trasformazione comprende la pista e le infrastrutture presenti nell’area, con il rinnovamento di sottopassi, tribune e servizi destinati al pubblico. L’obiettivo più vicino è rendere l’impianto adeguato per ospitare la MotoGP nell’aprile del 2027.

La gara motociclistica viene considerata una possibile rampa di lancio verso il progetto Formula 1. Gli interventi dovranno dimostrare di poter garantire standard moderni e funzionali, in linea con le esigenze attuali dei grandi campionati internazionali. La qualità delle strutture rappresenta infatti uno degli aspetti valutati per l’organizzazione di un Gran Premio.

Il rinnovamento degli impianti assume un’importanza simile a quella già riscontrata in altri autodromi, dove l’adeguamento delle strutture è stato collegato alla permanenza nel calendario. Per Buenos Aires, la conclusione dei lavori sarà quindi fondamentale, anche se non è ancora certo che gli interventi siano sufficienti a soddisfare ogni requisito richiesto dalla Formula 1.

Il sostegno della FIA al ritorno dell’Argentina

Il progetto argentino ha ricevuto un’apertura favorevole da parte della Federazione Internazionale dell’Automobile. Durante il Congresso americano della FIA, svolto a Buenos Aires, Mohammed Ben Sulayem ha incontrato il presidente argentino Javier Milei. Tra gli argomenti affrontati è comparsa anche l’ipotesi di riportare nel Paese la Formula 1 oppure il Campionato del mondo Rally.

Il presidente della FIA ha espresso sostegno all’iniziativa, ricordando la storia dell’Argentina nel motorsport. La prima gara di Formula 1 disputata nel Paese risale al 1953, mentre il Rally argentino ha fatto il proprio debutto nel 1980. Secondo Ben Sulayem, la passione del pubblico e il miglioramento della situazione economica rendono il progetto realizzabile.

La decisione finale, però, non dipende dalla Federazione. L’organizzazione del calendario e la gestione commerciale dei Gran Premi spettano ai detentori dei diritti della competizione. Il sostegno istituzionale può favorire il dialogo, ma non garantisce l’assegnazione di una gara.

Franco Colapinto riaccende l’entusiasmo dei tifosi

Per diversi anni al progetto argentino è mancato un riferimento capace di riaccendere l’interesse nazionale. La situazione è cambiata con la promozione di Franco Colapinto in Formula 1 alla fine del 2024. Il pilota argentino ha riportato il pubblico ad appassionarsi alla massima categoria e ha contribuito a rafforzare l’idea di un ritorno del Gran Premio a Buenos Aires.

Anche durante la sua più recente esperienza con Alpine, l’accoglienza dei tifosi è stata caratterizzata da una forte partecipazione. L’entusiasmo per Colapinto costituisce un elemento importante per il progetto, ma la Formula 1 dovrà valutare la solidità dell’interesse argentino nel tempo e non soltanto l’effetto legato alla presenza di un pilota di casa.

Personalità legate al progetto argentino

Il percorso verso il possibile ritorno dell’Argentina nel motorsport internazionale coinvolge diverse figure legate alla politica, alla Federazione e alla Formula 1:

  • Franco Colapinto, pilota argentino di Formula 1.
  • Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA.
  • Javier Milei, presidente dell’Argentina.
  • Michael Schumacher, vincitore dell’ultimo Gran Premio d’Argentina disputato nel 1998.

Calendario di Formula 1: gli ostacoli per Buenos Aires

Il ritorno in Formula 1 presenta difficoltà più complesse rispetto alla sola disponibilità dell’impianto. Ben Sulayem ha evidenziato che il calendario dispone di un numero limitato di appuntamenti e che l’inserimento dell’Argentina richiederebbe l’uscita di un altro Gran Premio. L’ipotesi di arrivare a 25 gare non viene considerata facilmente percorribile.

Nel breve periodo gli spazi disponibili sono ridotti. Dopo l’uscita di Zandvoort, i primi contratti indicati come prossimi alla scadenza riguardano Portimao, Città del Messico e Singapore. Le ultime due sedi hanno già manifestato l’interesse a proseguire il rapporto con la Formula 1, rendendo ancora più complessa l’apertura di una finestra per Buenos Aires.

Per queste ragioni, un ingresso dell’Argentina nel calendario appare difficilmente ipotizzabile prima del 2029. In passato sono stati avviati contatti, senza che si arrivasse a un accordo concreto. La Formula 1 sta inoltre valutando opportunità di espansione in Africa e in Asia, aree considerate dotate di margini di crescita significativi.

Un possibile accordo di lunga durata per l’Argentina

Oltre alla data del debutto, resta da definire la durata dell’eventuale presenza argentina. Negli ultimi anni la Formula 1 ha privilegiato contratti pluriennali, così da assicurare maggiore stabilità al calendario e permettere agli organizzatori di pianificare investimenti costanti.

Buenos Aires dovrebbe quindi presentare un piano industriale solido, sostenuto da risorse adeguate e da un programma continuativo per le infrastrutture. Il progetto non potrebbe basarsi esclusivamente sull’entusiasmo prodotto da Colapinto, soprattutto considerando l’incertezza legata alla sua permanenza nella massima serie e la possibile disponibilità del primo spazio utile soltanto dopo il 2029.

La demolizione della tribuna della Horqiulla all’Autodromo di Buenos Aires
Categorie: Formula 1Motori

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