Flap sull’ala: soluzioni per aumentare il carico e migliorare la prestazione
Il tracciato di Budapest è stato spesso accostato a una “Monaco senza muri” per via del profilo esigente e delle velocità medie tendenzialmente basse, che riportano alla mente l’impostazione di quella pista. In un contesto simile, le scuderie hanno indirizzato il lavoro verso configurazioni in grado di massimizzare il carico aerodinamico, con particolare attenzione alla zona del posteriore e ai componenti legati agli elementi mobili.
budapest e l’evoluzione dell’ala mobile
A Monaco, con l’assetto influenzato dalla chiusura delle ali, molte squadre avevano scelto di intervenire sull’attuatore, inserendo piccoli flap oppure sostituendo l’unità stessa. Un’impostazione parallela si è riflessa anche a Budapest, dove diversi team hanno portato modifiche concentrate su dettagli aerodinamici.
novità tecniche tra ferrari e mercedes a budapest
Tra le scuderie che hanno introdotto aggiornamenti, la Ferrari ha presentato una soluzione rivista, basata su profili aggiuntivi sull’ala ribaltabile. La Mercedes, invece, ha sviluppato una configurazione a castello sull’ultimo flap.
haas a budapest: soluzioni ispirate alla red bull
Una delle novità più rilevanti riguarda la Haas, arrivata in Ungheria con soluzioni ispirate ad alcune idee viste sulla Red Bull negli appuntamenti più recenti. Il gruppo di cambiamenti include due flap aggiuntivi posizionati nella parte anteriore e centrale dell’attuatore, una novità che rappresenta un intervento significativo per la scuderia statunitense.
da monaco a budapest: l’area dell’attuatore ripensata
A Monaco, la Haas si era distinta con una soluzione differente: la parte anteriore risultava completamente chiusa, mentre la zona finale era aperta, con un’uscita dotata di un flap inglobato nella cover. A Budapest, quella sezione contrassegnata in blu è stata ripensata e ha iniziato a estendersi verso l’alto con una struttura aggiuntiva, descritta come più complessa.
La nuova configurazione lavora in combinazione con i due flap aggiuntivi (indicati in giallo) per gestire in modo più efficace i flussi. L’obiettivo è ottimizzare l’effetto aerodinamico sfruttando la logica dell’ala mobile per una funzione più ampia rispetto alle intenzioni iniziali.
la libertà regolamentare e il ruolo delle sezioni grigie
La zona di intervento viene descritta come cruciale perché una zona grigia del regolamento consente l’aggiunta di flap in una porzione che nasce principalmente per ospitare l’attuatore. Questa condizione ha permesso agli ingegneri di sviluppare strutture aerodinamiche con interventi mirati, usando il comando dell’ala mobile per finalità ulteriori rispetto al solo utilizzo previsto.
orecchie sull’ultimo flap: la scuola red bull
Accanto ai flap aggiuntivi, emerge anche un elemento ricondotto chiaramente alla scuola Red Bull: le “orecchie” sull’ultimo flap mobile. La soluzione è stata introdotta dalla squadra di Milton Keynes proprio nel weekend di Monaco, creando una sezione triangolare in combinazione con il nolder. La finalità indicata è quella di generare ulteriore carico aerodinamico e consentire un’estensione più efficace del flap.
milton keynes nel contesto tecnico
Nel quadro delle influenze tecniche descritte, la menzione della squadra di riferimento è legata alle idee adottate e replicate attraverso le soluzioni sull’ala mobile.
- Milton Keynes (scuola tecnica associata alla Red Bull)
- Ferrari
- Mercedes
- Haas
- Red Bull
