Figc, commissariamento dopo il caso malagò: tutti gli scenari possibili e cosa può succedere adesso

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Figc, commissariamento dopo il caso malagò: tutti gli scenari possibili e cosa può succedere adesso

Il futuro della FIGC rimane incerto dopo le contestazioni sollevate sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza federale. L’eventuale commissariamento produrrebbe conseguenze immediate sugli organi direttivi, aprendo al tempo stesso interrogativi sul ruolo del Consiglio federale e sui possibili strumenti di tutela davanti alla giustizia sportiva.

FIGC e commissariamento: quali sarebbero le conseguenze

Nel caso in cui l’ipotesi del commissariamento dovesse concretizzarsi, il primo effetto sarebbe la decadenza degli organi direttivi della Federazione. Il provvedimento coinvolgerebbe anche il Consiglio federale, nonostante quest’ultimo non risulti direttamente interessato dalla vicenda relativa all’ammissione della candidatura di Malagò.

Secondo le valutazioni espresse dal procuratore generale Taucer, la possibile irregolarità sarebbe riconducibile all’operato del segretario generale Marco Brunelli. Quest’ultimo avrebbe consentito a Giovanni Malagò di partecipare alla corsa per la presidenza senza che fossero verificati integralmente i requisiti richiesti dalla normativa federale.

Giovanni Malagò e il ricorso al Collegio di Garanzia

In presenza di un commissariamento totale, gli organi federali decaduti potrebbero impugnare il provvedimento davanti al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI. Giovanni Malagò sarebbe intenzionato ad agire in tempi rapidi, chiedendo la sospensione della decisione per mantenere la possibilità di proseguire le proprie attività fino alla pronuncia definitiva.

La competenza spetterebbe alla Terza Sezione del Collegio di Garanzia, organismo chiamato a occuparsi anche di questioni amministrative, elezioni sportive e commissariamenti. La sezione è presieduta dall’avvocato Massimo Zaccheo, mentre finora il Collegio non è stato coinvolto direttamente nel procedimento relativo alla FIGC.

Resta possibile la richiesta di un parere prima dell’eventuale voto sul commissariamento. Al momento, questa eventualità non sarebbe considerata tra le ipotesi con maggiori possibilità di concretizzarsi.

Giovanni Malagò e il precedente sul pantouflage

Tra gli aspetti collegati alla posizione di Malagò figura anche la questione del pantouflage, riferita al potenziale conflitto di interessi derivante dal precedente incarico alla guida del CONI.

Nel giugno 2026, il Collegio di Garanzia aveva esaminato le richieste di chiarimento presentate dal ministro dello Sport Andrea Abodi. L’organismo aveva dichiarato la propria incompetenza, affidando la valutazione all’Anac, che aveva successivamente considerato regolare la posizione di Malagò.

Nel provvedimento era stato inoltre specificato che, rispetto alla procedura elettorale, non risultava oggetto di contestazione il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 29 dello Statuto FIGC e rilevanti per l’ordinamento sportivo.

FIGC, nuovi ricorsi e possibile iter giudiziario

La vicenda potrebbe proseguire anche davanti alla giustizia amministrativa. Dopo l’eventuale decisione del Collegio di Garanzia, le parti potrebbero presentare nuovi ricorsi al TAR del Lazio. In una fase successiva, il caso potrebbe arrivare al Consiglio di Stato, chiamato ad assumere la decisione conclusiva.

Il procedimento si prospetta quindi articolato e potenzialmente lungo, con diversi passaggi tra organi della giustizia sportiva e tribunali amministrativi. Nel frattempo, il nodo centrale resta legato agli effetti del possibile commissariamento e alla sorte del Consiglio federale.

FIGC: i protagonisti della vicenda

  • Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della FIGC;
  • Marco Brunelli, segretario generale della Federazione;
  • Taucer, procuratore generale intervenuto sulla possibile violazione;
  • Massimo Zaccheo, presidente della Terza Sezione del Collegio di Garanzia;
  • Andrea Abodi, ministro dello Sport.
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Categorie: Calcio

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