F1 sembrava ci fossero teletubbies al muretto come il sistema delle bandiere blu ha creato caos

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F1 sembrava ci fossero teletubbies al muretto come il sistema delle bandiere blu ha creato caos

Durante il Gran Premio d’Ungheria l’ordine in pista è sembrato muoversi come in un’epoca precedente: al posto di un flusso di segnalazioni fluido e automatizzato, la gestione delle bandiere blu ha conosciuto un guasto che ha reso le indicazioni meno chiare e, di conseguenza, più difficili da interpretare. Le implicazioni hanno coinvolto sia i piloti, sia il lavoro di marshal e direzione gara, in una cornice già complessa come quella dell’Hungaroring.

bandiere blu automatizzate e sistemi di supporto: cosa ha funzionato e cosa no

Il contesto prevedeva un sistema automatizzato per la gestione delle bandiere blu, sviluppato dall’azienda Catapult insieme alla FIA. Questa soluzione rende l’organizzazione e la gestione delle segnalazioni più semplice per marshal e direzione gara.

Nel corso della gara ungherese, però, sono emersi problemi: non soltanto il sistema delle bandiere blu, ma anche quello GPS per tracciare le monoposto ha mostrato un funzionamento non corretto. Dopo pochi giri, il sistema iniziava a mostrare bandiere blu anche in situazioni in cui non avrebbero dovuto essere esposte.

La FIA ha individuato rapidamente il malfunzionamento e si è proceduto con una correzione operativa, tornando a una modalità più tradizionale: l’esposizione è stata effettuata manualmente sia tramite bandiera fisica sia attraverso i pannelli.

perché il nuovo metodo ha reso la situazione meno chiara ai piloti

La difficoltà principale riguardava il tipo di informazione disponibile per chi era in pista. Di norma, sui pannelli luminosi lungo la pista la segnalazione della bandiera blu viene mostrata includendo il numero della vettura che deve lasciare spazio. In aggiunta, sulla monoposto arriva un avvertimento sul volante tramite le apposite luci.

Queste componenti consentono al pilota di capire a chi sia indirizzata la bandiera blu. Con l’automatizzazione non funzionante, invece, il flusso di informazioni si è ridotto: sono rimaste le bandiere blu fisiche e i LED luminosi, ma senza avvisi sul volante e senza numeri sui pannelli. In presenza di più monoposto in successione o dentro a un duello, la lettura della situazione è diventata ancora più complessa.

esteban ocon: assenza di numeri e mancanza di riscontro sul display

Esteban Ocon ha descritto la difficoltà nel ricevere indicazioni precise: “Non avevamo alcun riscontro sul display, sulle vetture. Avevamo solo i pannelli con le bandiere blu, ma senza i nostri numeri”. Il pilota ha aggiunto un esempio concreto: stava lottando con Isack Hadjar all’uscita della pit lane, ma risultava doppiato senza esserne consapevole, con la possibilità di averlo ostacolato per alcune curve prima che arrivassero indicazioni dai tecnici. In assenza di un chiarimento immediato, il fatto che la bandiera blu lampeggi per tutto il giro ha reso la situazione poco chiara.

gestione dai muretti e comunicazioni in tempo reale

Parallelamente, spettava agli ingegneri di pista sui muretti fornire indicazioni ai piloti. In condizioni real-time, questa gestione non è sempre semplice: il caso citato riguarda Andrea Kimi Antonelli, rimasto bloccato nel traffico dei doppiati. La reazione di Toto Wolff è stata netta: “Il sistema di segnalazione che non funzionava e le vetture dietro che difendevano mentre Lewis e Kimi erano in lotta è semplicemente vergognoso”, attribuendo l’intoppo a una comunicazione insufficiente verso i piloti riguardo a ciò che accadeva alle loro spalle.

confusione in pista e conseguenze: contatti e penalità

Nonostante l’intervento della Federazione, che ha indicato ai marshal di mostrare le bandiere blu manualmente, l’impossibilità di conoscere con precisione il distacco in tempo reale ha reso ancora più arduo mantenere costanza nella gestione. L’effetto è stato un aumento della confusione, accentuato da un tracciato stretto e ricco di curve come l’Hungaroring.

contatto sainz-piastri: indicazione errata sul pilota da lasciare passare

Uno degli episodi più evidenti ha riguardato il contatto tra Carlos Sainz e Oscar Piastri all’uscita di curva 2. A Sainz era stato indicato che la bandiera blu fosse rivolta a Fernando Alonso e che quindi fosse il pilota della McLaren a dover lasciare passare chi aveva priorità. Alonso, però, ha poi superato Sainz, senza che lo spagnolo si accorgesse in modo immediato della presenza di Piastri alle sue spalle. Coinvolto nel duello con il connazionale, Sainz non ha reagito in tempo, e l’episodio ha innescato il contatto e la conseguente penalità.

penalità per oliver bearman: bandiere blu non rispettate con hadjar

Una sanzione analoga è toccata a Oliver Bearman. In quel momento, il pilota della Haas non avrebbe rispettato le bandiere blu mentre veniva doppiato da Isack Hadjar. Bearman ha manifestato rammarico: “Mi dispiace per la penalità per le bandiere blu con Hadjar, perché onestamente è stato un po’ un incubo là fuori”.

bearman: difficoltà a capire chi sia destinatario della segnalazione

Bearman ha spiegato il motivo della complessità: nel settore guidato non c’è il tempo di guardare negli specchietti e, durante ogni giro, comparivano le schermate delle bandiere blu. Poiché nel corso di quella gara le segnalazioni non funzionavano correttamente, è diventato arduo distinguere se la bandiera blu fosse rivolta a se stessi, all’auto dietro o a quella davanti. Il pilota ha escluso qualsiasi intenzione scorretta, sottolineando che si tratta del normale scenario del doppiaggio, senza volontà di comportamenti non corretti.

esperienza operativa e numero di segnalazioni: cosa sapere sulla gestione manuale

Nel passaggio alla gestione manuale, la quantità di segnalazioni da gestire incide in modo rilevante. È stato ricordato che, prima dell’introduzione delle bandiere blu automatiche, chi controllava il sistema manualmente doveva gestire un volume elevato di episodi. Per dare un riferimento, la persona responsabile aveva tra 170 e 200 segnalazioni da amministrare per gara.

Viene riportato anche un dato relativo all’esperienza maturata: nella gara in cui il sistema fu introdotto, nella corsa precedente (in Canada) si erano verificati circa 170 episodi di bandiere blu gestiti manualmente, con numerosi passaggi poi automatizzati.

nomi coinvolti nell’episodio delle bandiere blu all’Hungaroring

  • Esteban Ocon
  • Andrea Kimi Antonelli
  • Toto Wolff
  • Isack Hadjar
  • Lewis Hamilton
  • Carlos Sainz
  • Oscar Piastri
  • Fernando Alonso
  • Oliver Bearman
  • Gareth Griffith
  • Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, Charles Leclerc, Ferrari
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, e un marshall a bordo pista

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