F1 Mercedes oltre la pole di Antonelli esplode il caso Russell

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F1 Mercedes oltre la pole di Antonelli esplode il caso Russell

La qualifica ha consegnato alla Mercedes un risultato che, sulla carta, può sembrare stabile, ma che nasconde segnali differenti tra i due piloti. La gioia della pole è durata poco per Kimi Antonelli, mentre George Russell ha espresso una lettura più preoccupata del momento tecnico, concentrandosi su una perdita di prestazioni in rettilineo che continua a pesare sui tempi.

kimi antonelli: dalla pole ai dettagli che contano davvero

La soddisfazione per la prima posizione si è esaurita rapidamente già al rientro ai box, durante il dialogo con l’ingegnere Peter Bonnington. Appena sceso dalla monoposto, lo sguardo di Kimi Antonelli ha chiarito che la pole rappresenta soprattutto un punto di partenza verso la tappa davvero decisiva: la raccolta di punti gara dopo gara fino alla bandiera a scacchi dell’ultima prova.

Dopo il Gran Premio di Monaco dello scorso 7 giugno, Antonelli ha realizzato prestazioni molto solide, ma ha dovuto cedere 43 punti al compagno di squadra George Russell. Anche con i suoi diciannove anni, il messaggio è stato chiaro: conta l’insieme della stagione, non un singolo momento.

La pole conquistata a Spa non assegna punti di per sé, ma resta comunque un indicatore importante. In Q1, l’unico frangente in cui la superiorità del pilota ha mostrato qualche incertezza è stato legato alle condizioni in pista: Antonelli ha spiegato che, quando si è entrati in pista, si è alzato un po’ di vento e l’assetto è risultato al limite per quella situazione. Per questo motivo è stato necessario agire sulle regolazioni dell’ala anteriore.

assetto ritrovato con la pista e contributo degli aggiornamenti

Con il miglioramento progressivo delle condizioni, l’equilibrio è tornato nella direzione giusta. Lo conferma anche quanto riportato dallo stesso Antonelli via team radio: ogni elemento ha trovato la propria collocazione.

Antonelli ha inoltre collegato il risultato all’aspetto più tecnico: la sessione è stata una questione di fiducia nel pacchetto e nella capacità di spremere il potenziale della Mercedes. Nel primo e nel terzo settore, gli aggiornamenti introdotti a Spa hanno fornito un apporto rilevante; nel tratto più guidato, il passo decisivo è arrivato dal pilota.

Nel descrivere l’ultimo tentativo, Antonelli ha dichiarato di aver provato a mantenere più velocità. Ha anche evidenziato la difficoltà legata al superclipping, che diventava sempre più frequente e cambiava il punto di riferimento. Secondo il pilota, si è trattato della parte più insidiosa della qualifica, mentre nel giro decisivo l’obiettivo è stato mantenere velocità in continuità ovunque: la vettura ha risposto.

meteo, partenza e degrado gomme: gara complessa

Per la gara, Antonelli ha mantenuto un approccio prudente, restando abbottonato sulle prospettive. L’atteggiamento potrebbe dipendere da considerazioni scaramantiche o dal fatto che il degrado gomme rappresenti ancora un’incognita. Il pilota ha indicato che la prima valutazione, come sempre a Spa, sarà il meteo. Successivamente sarà cruciale partire bene e osservare cosa succederà nel lungo tratto rettilineo fino alla curva 5. In caso di condizioni favorevoli, si passerà alla gestione di un degrado che si preannuncia elevato. Il quadro, nel complesso, è stato definito complesso.

george russell: perdita di velocità sui rettilinei e lavoro urgente

Nel contesto attuale, Antonelli si trova come riferimento della Mercedes, mentre Russell porta avanti un tema tecnico che continua a non trovare risposte complete. La terza posizione in griglia non è stata letta come un risultato negativo, ma pesa soprattutto il margine: mezzo secondo incassato da Antonelli.

Russell, dopo un venerdì in cui si era presentato mentalmente abbattuto, si è poi rivolto ai microfoni con un atteggiamento diverso. L’obiettivo è stato spiegare pubblicamente ciò che sta vivendo: nel confronto tra ieri e oggi, ha descritto una perdita sui rettilinei passata da otto decimi a quattro decimi, qualificandola come un passo nella giusta direzione. Il punto centrale resta, però, che il problema è persistente e non riconducibile a un singolo componente.

dagli indizi di silverstone all’idea di un problema più profondo

Russell ha ricordato che anche a Silverstone si era pensato di aver individuato l’origine, attribuendola inizialmente a fattori come i freni, ma la conclusione si è spostata. Osservando la dinamica legata all’acceleratore e al proprio stile di guida, Russell si è convinto che la causa potesse essere interna a lui. Ora, invece, l’ipotesi di una responsabilità esclusiva del pilota viene respinta: la certezza è che non si tratti dello stile di guida, perché il team sta lavorando per risolvere un problema serio. Ogni giro diventa comunque frustrante quando emerge una forbice tra due e sei decimi proprio sui rettilinei.

Il pilota ha aggiunto di essere contento del giro dal punto di vista prestazionale, affermando che, quantomeno, avrebbe potuto lottare per la prima fila. Nelle ultime 36 ore l’attenzione si è concentrata sulla velocità in rettilineo, senza entrare nel dettaglio di altri aspetti come assetto o gomme, perché tutta la squadra è impegnata a capire cosa stia succedendo.

impatto delle prestazioni: 75% del margine legato al rettilineo

Russell ha descritto anche l’esperienza diretta in pista: guardando il volante, la sensazione è che la macchina perda velocità mentre si è a tutto gas. Nonostante i tentativi di analisi, la squadra non dispone ancora di una spiegazione definitiva. Russell ha dichiarato di non credere che si tratti della power unit, sostenendo che esiste qualcosa che rallenta sui rettilinei. L’ingegnere ha individuato dove viene perso tempo, ma quando al traguardo emerge una differenza di mezzo secondo, l’impatto emotivo resta forte. Allo stesso tempo, ha riferito che oltre il 75% del margine sarebbe legato alla velocità sul rettilineo, migliorando la percezione del problema perché delimita l’area critica.

Russell ha espresso la speranza che già nel prossimo weekend a Budapest la questione possa essere superata.

andrew shovlin: indagine prioritaria sulle cause

Dopo le qualifiche, il responsabile degli ingegneri Andrew Shovlin ha confermato l’approccio operativo: è in corso un’indagine con massima priorità sulle cause del calo prestazionale. La perdita osservata viene indicata come netta e non spiegabile con lo stile di guida.

Per una squadra che mira al titolo mondiale, la necessità di trovare una risposta rapida è diventata un punto fermo, con l’esigenza di interpretare correttamente gli indizi già presenti e stabilire con precisione quando il problema ha iniziato a mostrare i suoi contorni più chiari.

persone coinvolte nel racconto tecnico

  • Kimi Antonelli
  • George Russell
  • Peter Bonnington
  • Andrew Shovlin
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

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