F1, Lawson a Zandvoort: la risposta che la Red Bull non si aspettava
Zandvoort ha segnato due passaggi decisivi nella carriera di Liam Lawson, entrambi nati da circostanze impreviste e legati all’assenza di un pilota infortunato. Nel 2023 il neozelandese aveva debuttato in Formula 1 proprio sul circuito olandese. Tre anni più tardi è tornato a guidare una Red Bull sulla stessa pista, trasformando un’altra chiamata d’emergenza in una prova concreta delle proprie capacità.
Liam Lawson e il ritorno decisivo a Zandvoort
Il nome Zandvoort deriva dall’espressione olandese che significa “luogo di sabbia”, ma per Lawson il circuito rappresenta soprattutto l’inizio e la possibile evoluzione della sua esperienza in Formula 1. Nel 2023 era stato inserito all’improvviso nella formazione AlphaTauri per sostituire Daniel Ricciardo, costretto a fermarsi dopo un infortunio alla mano sinistra riportato durante le Prove Libere 2.
In quella prima occasione, Lawson si era trovato a competere nel Mondiale senza una preparazione specifica e senza alcuna garanzia sulla durata della sua permanenza. Nel 2026 la situazione si è ripetuta in modo sorprendentemente simile: ancora Zandvoort, ancora un pilota infortunato e ancora il neozelandese chiamato a prendere il posto di un collega.
Questa volta, però, Lawson non era più un esordiente. Aveva già guidato una Red Bull, conosceva le pressioni legate a quella squadra e aveva sperimentato quanto rapidamente il percorso verso il sedile principale potesse interrompersi.
Red Bull e il tempo negato a Lawson
Nel 2025 Lawson aveva disputato appena due Gran Premi con la Red Bull prima di essere sostituito da Yuki Tsunoda. Per la struttura di Milton Keynes, e in particolare per Helmut Marko, quel breve periodo era stato sufficiente per ritenere il pilota non ancora pronto a sostenere il ruolo accanto a Max Verstappen. Il ritorno a Faenza era stato presentato come una scelta utile a preservarne la carriera.
Il problema di Lawson, secondo la ricostruzione degli eventi, non era la mancanza di un’ulteriore opportunità, ma l’assenza del tempo necessario per maturare esperienza. Prima di affrontare il peso di una Red Bull, il neozelandese aveva bisogno di consolidarsi in gara e di acquisire maggiore familiarità con le esigenze di un sedile così competitivo.
Ha costruito questa preparazione durante gran parte della stagione precedente e nella prima metà del campionato successivo. Quando è tornato sulla monoposto, è apparso più preparato, più stabile e più consapevole rispetto al pilota visto nel 2025.
Liam Lawson contro Max Verstappen: il confronto in pista
A Zandvoort è bastato un solo fine settimana per rendere visibile il cambiamento. Non sono state necessarie dichiarazioni pubbliche o risultati eccezionali da prima pagina: il confronto diretto con Verstappen, la comprensione della RB22 e la possibilità di lavorare per un intero weekend hanno fornito indicazioni sufficientemente chiare.
Il primo confronto è arrivato in qualifica. Lawson ha portato la Red Bull in ottava posizione, restando vicino al compagno di squadra. Al momento della partenza, le due RB22 erano affiancate: da una parte Verstappen, quattro volte campione del mondo e profondo conoscitore dell’ambiente Red Bull; dall’altra Lawson, rientrato in macchina con pochissimo preavviso dopo mesi lontano da quella vettura.
Il cronometro ha restituito un dato significativo: meno di un decimo di secondo separava Lawson da Verstappen. Il tempo sul giro non considera il passato, le promozioni, le retrocessioni o le decisioni già prese dalla squadra. Registra soltanto il rendimento espresso in quel preciso momento.
Anche il primo giro di gara ha offerto un segnale importante. Prima che Verstappen perdesse il controllo della monoposto e terminasse contro le barriere, Lawson lo ha attaccato con decisione. Non ha lasciato spazio all’intimidazione legata al nome dell’avversario e ha provato a superarlo. Quell’azione ha mostrato un pilota intenzionato a correre, non semplicemente a occupare il posto lasciato libero da un compagno.
Il settimo posto e il significato del weekend olandese
Con l’uscita di scena di Verstappen, il confronto diretto si è concluso, ma per Lawson è iniziata una fase ancora più impegnativa. Rimasta con una sola vettura in gara, la Red Bull ha affidato a lui tutta la responsabilità del risultato della squadra.
Il neozelandese ha risposto con una prestazione ordinata e consistente, chiudendo il Gran Premio al settimo posto e conquistando punti che, fino a pochi giorni prima, non rientravano nei suoi programmi.
Il risultato può essere letto più come un riscatto personale che come una rivincita. La rivincita richiama un confronto con chi ha preso una decisione o inflitto una delusione; il riscatto riguarda soprattutto la necessità di dimostrare a se stessi il proprio valore. Lawson aveva bisogno di capire cosa avrebbe potuto fare disponendo del tempo che gli era mancato nel 2025.
A Zandvoort quella possibilità è arrivata ancora una volta grazie all’infortunio di un altro pilota. Nel 2023 era stato il problema fisico di Ricciardo ad aprirgli la porta della Formula 1; nel 2026 è stato l’infortunio al polso di Isack Hadjar a riportarlo sulla Red Bull, con Tsunoda temporaneamente spostato al suo posto in Racing Bulls.
Il futuro di Liam Lawson in Formula 1
Il ritorno sulla pista olandese ha dimostrato due aspetti differenti della crescita di Lawson. Nel 2023 aveva provato di poter competere in Formula 1; nel 2026 ha mostrato di poter guidare una Red Bull senza essere schiacciato dalla pressione della squadra e dal confronto con Verstappen.
Resta da capire quale effetto avrà il settimo posto sulle valutazioni della famiglia Red Bull. Non è ancora possibile sapere se Hadjar tornerà presto al volante o quale sarà la collocazione futura di Lawson. Un singolo weekend, anche positivo, non offre garanzie in un campionato descritto come particolarmente selettivo e severo.
Il collegamento tra i due appuntamenti di Zandvoort non chiude quindi definitivamente il percorso del neozelandese. Può rappresentare l’inizio di una nuova fase, sostenuta da una certezza maturata sul campo: Lawson ha finalmente avuto il tempo di mostrare il pilota che è diventato.
Protagonisti della vicenda di Zandvoort
- Liam Lawson
- Max Verstappen
- Isack Hadjar
- Daniel Ricciardo
- Yuki Tsunoda
- Helmut Marko
