F1, la fia chiarisce i problemi dei regolamenti 2026 e spiega perché non è intervenuta prima

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F1, la fia chiarisce i problemi dei regolamenti 2026 e spiega perché non è intervenuta prima

La prima stagione della nuova era tecnica della Formula 1 è arrivata alla pausa estiva tra valutazioni positive sullo spettacolo e critiche sulla gestione delle power unit. Il regolamento 2026 ha aumentato in modo significativo il peso della componente elettrica, alimentando un confronto acceso tra Federazione, costruttori e piloti.

Formula 1 2026 e nuove power unit: il confronto tra FIA e piloti

La Formula 1 ha evidenziato un consenso ancora ampiamente favorevole tra gli appassionati, rilevato anche attraverso la piattaforma Formula 1 Fan Voice. Le opinioni espresse dai piloti sono state invece più severe. Max Verstappen ha definito le nuove power unit una “Formula E sotto steroidi” durante i test invernali in Bahrain.

Oscar Piastri, intervenuto a Spa-Francorchamps, ha criticato la presenza di funzioni di auto-apprendimento nei sistemi propulsivi e il rischio di assistere a griglie di partenza influenzate da computer capaci di comportarsi in modo diverso a seconda delle condizioni.

Nikolas Tombazis, direttore FIA per le monoposto, ha spiegato che il dissenso dei piloti non ha sorpreso la Federazione. Secondo Tombazis, i piloti sono interlocutori particolarmente esigenti ed era prevedibile che esprimessero con chiarezza le proprie perplessità.

Critiche su energia, super clipping e algoritmi

Le contestazioni relative alla gestione dell’energia, al super clipping e agli algoritmi erano già state considerate dalla FIA nei due anni precedenti all’avvio del campionato. La Federazione aveva valutato alcuni interventi correttivi, ma non è riuscita ad approvarli a causa del sistema di governance applicato ai regolamenti delle power unit.

Tombazis ha sostenuto che, se la decisione fosse dipesa esclusivamente dalla sua posizione, le modifiche previste per il biennio 2027-2028 sarebbero state introdotte con maggiore anticipo. Il nuovo pacchetto punta a un passaggio graduale verso una ripartizione della potenza pari al 60% per la componente elettrica e al 40% per quella termica.

Regolamenti 2026 e vincoli della governance FIA

Le perplessità sui motori del 2026 erano emerse già prima dell’inizio della stagione. Verstappen aveva parlato pubblicamente dei possibili limiti del progetto durante il Gran Premio d’Austria del 2023, dopo le prime sessioni al simulatore con la nuova formula motoristica.

La FIA ha precisato che quelle indicazioni erano state prese in considerazione, ma il quadro normativo rendeva complessa una revisione delle regole. I costruttori impegnati nella produzione delle power unit avevano sottoscritto un accordo di governance vincolante per FIA, FOM e motoristi, con principi paragonabili a quelli dell’Accordo della Concordia per le squadre.

Il documento, firmato nel 2022, disciplinava i requisiti applicabili ai produttori di power unit negli anni 2023, 2024 e 2025. Tra le disposizioni figuravano anche i limiti finanziari e operativi, pensati per impedire a un nuovo costruttore di investire somme sproporzionate rispetto ai partecipanti già presenti.

Lo stesso accordo limitava la possibilità della FIA di modificare unilateralmente i regolamenti. Per approvare interventi rilevanti era necessario il consenso di un numero significativo di produttori: nel caso delle modifiche concordate a maggio, serviva l’approvazione di almeno quattro motoristi. Questa maggioranza non è stata raggiunta negli anni precedenti.

Potenza elettrica e difficoltà tecniche già note

La scelta di rafforzare la componente elettrica era legata alle priorità dell’industria automobilistica e alle esigenze dei costruttori coinvolti. Una distribuzione della potenza vicina al 50-50 tra motore termico e unità elettrica rappresentava un obiettivo complesso, ma risultava importante per i produttori interessati a entrare o restare in Formula 1.

Senza il coinvolgimento dei nuovi costruttori, il campionato avrebbe potuto contare soltanto su due motoristi, una situazione considerata problematica. La necessità di garantire una componente elettrica più potente ha quindi contribuito alle difficoltà emerse durante lo sviluppo.

Le simulazioni effettuate intorno al 2022 avevano già evidenziato alcuni dei problemi poi discussi dai piloti. A quel punto, però, il progetto era già troppo avanzato: diversi costruttori avevano impegnato risorse rilevanti e modificare radicalmente il regolamento sarebbe stato difficile.

Gare 2026 e spettacolo nella prima metà della stagione

Nonostante le criticità tecniche e le discussioni sulla gestione dell’energia, Tombazis ha descritto la prima parte del campionato come caratterizzata da gare generalmente emozionanti e numerose battaglie.

La Mercedes ha ottenuto la maggior parte delle vittorie, mostrando un vantaggio evidente sugli avversari, anche se la situazione non è stata definita necessariamente come un dominio. Rispetto ad altri avvii di cicli regolamentari, quando le gare tendevano a essere più lineari e prevedibili, il campionato 2026 ha offerto diversi cambiamenti di scenario e competizioni considerate spettacolari.

Personalità coinvolte nel dibattito sulle power unit

Le principali dichiarazioni sul nuovo regolamento sono state espresse da piloti e rappresentanti della Federazione impegnati nel confronto sull’evoluzione tecnica della Formula 1.

  • Max Verstappen, pilota che ha criticato l’impostazione delle nuove power unit e ne aveva segnalato i possibili limiti già nel 2023.
  • Oscar Piastri, autore di osservazioni sugli algoritmi, sull’auto-apprendimento e sull’influenza dei sistemi informatici sulle prestazioni.
  • Nikolas Tombazis, direttore FIA per le monoposto e portavoce delle valutazioni della Federazione sui regolamenti 2026 e sulle modifiche future.
La partenza del GP d'Austria
Categorie: Formula 1

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