F1 d ambrosio non siamo felici ma abbiamo dimostrato di poter lottare per la pole

• Pubblicato il • 5 min
F1 d ambrosio non siamo felici ma abbiamo dimostrato di poter lottare per la pole

Il weekend di Monte Carlo doveva rappresentare il momento del rilancio Ferrari, ma la SF-26 non è riuscita a trasformare le sue qualità progettuali in una pole position. Sul Principato, dove le caratteristiche del turbo e del carico aerodinamico possono fare la differenza, la Ferrari ha comunque confermato punti di forza rilevanti, pur chiudendo le qualifiche in una posizione che non soddisfa le aspettative di inizio appuntamento. Lewis Hamilton si è inserito davanti, con Charles Leclerc immediatamente alle spalle, mentre la prima fila è stata completata da piloti che hanno avuto la meglio nel giro decisivo.

qualifiche gp di monaco: ferrari seconda fila nonostante la sf-26

A Monte Carlo i problemi legati alla potenza della power unit sono rimasti in secondo piano, lasciando emergere maggiormente il profilo tecnico della SF-26. La vettura è descritta come la macchina con il miglior telaio e con il maggiore carico aerodinamico, ottenuto tramite scelte progettuali definite “coraggiose”. In parallelo, la presenza di un turbo più piccolo rispetto alla concorrenza viene indicata come un fattore che rende l’auto particolarmente agile nel toboga del principato.

Nonostante questi elementi, la Ferrari deve accettare la seconda fila in vista del GP di Monaco: Lewis Hamilton chiude al terzo posto, mentre Charles Leclerc è nuovamente quarto. Il quadro delle posizioni davanti alla Ferrari vede Kimi Antonelli con la pole, affiancato da Max Verstappen, a conferma di un equilibrio che si decide nel dettaglio del giro secco.

assenza di fred vasseur e parole di jerome d’ambrosio

Con Fred Vasseur assente in pista, dovuto alla necessità di effettuare controlli in ospedale, il portavoce in scuderia è stato Jerome d’Ambrosio, vice team principal della Scuderia Ferrari. Nel suo intervento vengono sottolineate le difficoltà incontrate a Monte Carlo: le aspettative erano legate a una lotta concreta per la pole position, obiettivo che in qualifica non si è materializzato.

delusione per il giro decisivo e valore della competitività per la pole

D’Ambrosio ha chiarito che non sarebbe realistico definire felice la situazione: con l’ultimo giro della Q3, la vettura non viene descritta come già in posizione di pole prima della chiusura della tornata. Fino al momento in cui Charles Leclerc ha toccato le barriere, la SF-26 risultava in discussione per la partenza davanti.

La lettura complessiva evidenzia comunque un aspetto positivo: per la prima volta nel corso dell’anno Ferrari è in condizione di lottare per la pole. Il risultato finale rimane deludente, ma l’elemento tecnico e competitivo viene indicato come una conquista da cui ripartire.

ferrari in q1 e q2 vicina al primato, calo in q3 nel giro secco

Un punto osservato riguarda l’andamento delle sessioni: in Q1 e Q2 la Ferrari risulta sempre in lizza per il primato, mentre in Q3 perde “qualcosa”. Il nodo centrale viene identificato nella capacità di estrarre tutto il potenziale della macchina nel giro secco. La spiegazione è legata anche alle scelte di assetto e al fatto che, nel weekend, i tempi possono essere buoni, ma senza una piena traduzione in condizioni perfette quando serve il massimo controllo.

difficoltà ad arrivare perfetti in q3: nessun millesimo può mancare

Secondo le valutazioni riportate, il passaggio determinante avviene quando bisogna mettere insieme ogni elemento in Q3. Il comportamento descritto è coerente con la necessità di chiudere la tornata senza lasciare nemmeno un millesimo sul tavolo, perché i top arrivano tutti nella stessa fase con prestazioni molto elevate. Nel momento in cui non si è perfettamente a proprio agio, diventa difficile compiere quel salto di qualità indispensabile per contendere la prima posizione.

problemi in frenata: feeling e brake by wire tra le cause della mancata pole

Leclerc avrebbe evidenziato un problema in frenata, indicato come una difficoltà capace di togliere fiducia nello spingere durante il giro. La questione viene presentata come più marcata sul monegasco rispetto a Lewis Hamilton. La fase di decelerazione viene descritta come diventata molto complessa, in un contesto in cui la stagione comporta cambiamenti significativi tra le nuove monoposto.

staccata e assemblaggio della monoposto in staccata: limite e feeling

La difficoltà viene collegata alla necessità di mettere insieme più fattori in staccata, tra assetto e sensibilità del veicolo. Viene richiamato in particolare il brake by wire: qualora il pilota non trovi il feeling con l’impostazione della vettura, diventa più difficile cercare il limite e coordinare tutti i passaggi per ottenere la massima prestazione nel giro decisivo.

partenza e gara: ferrari punta a massimizzare le opportunità dal via

La Ferrari viene evidenziata per una capacità importante in partenza, elemento che alimenta l’idea di una gara positiva. L’osservazione sulla distanza ridotta dal via alla prima curva, nel contesto del GP di Monaco, limita la possibilità di sorpasso immediato, ma l’intenzione resta concentrata sul massimizzare le occasioni disponibili.

strategie per sfruttare le carte in partenza

La linea comunicata prevede di massimizzare le opportunità in base a ciò che si presenterà. Al momento della partenza, le “carte” verranno giocate per cercare il miglior esito possibile, lasciando poi al corso della gara il compito di definire l’impatto reale del posizionamento sulla resa finale.

personaggi citati

  • Jerome d’Ambrosio
  • Lewis Hamilton
  • Charles Leclerc
  • Fred Vasseur
  • Kimi Antonelli
  • Max Verstappen
Charles Leclerc, Ferrari

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