F1 antonelli eroico ha finito anche con wheel shield rotta e 100 punti di efficienza persi
Il GP di Gran Bretagna si è trasformato in una prova di resistenza per Andrea Kimi Antonelli e per la Mercedes W17. Il pilota non ha rinunciato alla rimonta quando la vettura ha iniziato a manifestare problemi, rifiutando l’idea di fermarsi ai box. La gara, però, è cambiata all’improvviso durante la fase di recupero, con un guasto che ha colpito un componente regolamentare vicino ai sistemi di frenata e che ha reso la guida instabile, costringendo a strategie correttive e a una gestione difficilissima della traiettoria.
mercedes w17 e guasto improvviso: stop mancato ai box
La Mercedes W17 di Antonelli non ha potuto contare su condizioni stabili: il muretto box della Stella, più volte, ha suggerito lo stop in base a quanto emergeva dai timori tecnici. I tecnici temevano un cedimento strutturale nell’area anteriore sinistra, mentre il giovane pilota bolognese era convinto di poter domare la vettura in difficoltà, con l’obiettivo di portare a casa almeno un punticino e restare al comando del mondiale piloti anche in caso di ulteriori ritiri.
Nel corso della gara, mentre stava completando la rimonta su Charles Leclerc e si era portato a meno di tre secondi, Antonelli ha subito un cedimento improvviso. Al 39esimo giro, a Copse, il problema poteva inizialmente sembrare la rottura della sospensione anteriore sinistra, ma l’origine reale non era strutturale: la volante risultava storto e l’auto non seguiva più le traiettorie normali.
wheel shield: cos’è la paratia in carbonio integrata al brake duct
Il cedimento ha riguardato la wheel shield, un elemento definito dalla normativa: una paratia in carbonio installata in integrazione con il brake duct. La ricostruzione ha aperto anche la discussione sull’uso dei cordoli, con una lettura che attribuisce la rottura a una guida particolarmente aggressiva. Sul tema è intervenuto Toto Wolff, che ha difeso il pilota mettendo l’accento su una mancanza di affidabilità, già costata alla Mercedes tre ritiri.
due soste per riparare la w17 danneggiata
La condizione della monoposto ha imposto a Antonelli due soste ai box. La prima è arrivata al 41esimo giro, quando lo staff ha proceduto con la sostituzione del muso e dell’ala anteriore. La seconda sosta è avvenuta due tornate più tardi: in quel momento, è stato rimosso ciò che faceva attrito tra ciò che restava della wheel shield e il cerchio.
È stato considerato probabile che le viti che fissano la porzione della wheel shield, realizzata in materiali compositi, non abbiano retto l’effetto delle vibrazioni. Con il distacco della wheel shield, non più ancorata, la paratia avrebbe iniziato a muoversi in modo incontrollato, assumendo un comportamento simile a una banderuola.
sterzo e push rod: perché la guida è diventata impossibile
Il problema non ha inciso solo sull’aerodinamica: il braccio dello sterzo non riusciva più a scorrere nel suo ambito naturale perché entrava in attrito con la wheel shield. Anche le escursioni del puntone del push rod risultavano condizionate da un elemento disarticolato, rendendo la guida molto problematica.
In particolare, sterzare a sinistra non risultava paragonabile allo sterzo verso destra. Inoltre, il volante non stava più dritto: in queste circostanze è diventato impossibile disegnare linee regolari. La conseguenza è stata una sequenza di track limit, fino alla penalizzazione di 5 secondi sul tempo accumulato fino alla bandiera scacchi.
prestazioni e penalità: dal nono posto al 16esimo
Nonostante il danno, Antonelli ha mostrato un adattamento straordinario. Il giro 45 è stato chiuso in 1’33”812 e la tornata successiva in 1’33”503, prestazioni considerate tra le migliori in quella fase della gara nonostante la W17 fosse “ferita”.
È emerso poi che Antonelli stava guidando una F1 asimmetrica: sul lato sinistro avrebbe perso circa 100 punti di efficienza aerodinamica. Anche la portata della presa d’aria per il raffreddamento dei freni (disco e pinza) e per l’alimentazione del flusso fresco nei cestelli risultava compromessa.
Il traguardo è stato raggiunto al nono posto, con una chiusura definita eroica, a conferma della volontà di proseguire. Tuttavia, la corsa non si è conclusa con la posizione ottenuta: dopo la penalizzazione, Antonelli è stato retrocesso fino al 16esimo posto finale. A determinare ulteriori difficoltà è intervenuto anche l’effetto della pace dietro safety car, causata al giro 46 dall’uscita a Stowe di Max Verstappen: il gruppo si è compattato per arrivare alla bandiera scacchi dietro alla vettura di staffetta, rendendo più complessa la gestione del risultato.
personaggi coinvolti nella vicenda
Nel racconto di gara compaiono diversi protagonisti legati a dinamiche operative e sportive:
- Andrea Kimi Antonelli
- Toto Wolff
- Charles Leclerc
- Max Verstappen
