F1 mercedes impara ferrari, pole grazie allestro di kimi nel terzo settore super

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F1 mercedes impara  ferrari, pole grazie allestro di kimi nel terzo settore super

Andrea Kimi Antonelli ha dominato il sabato del weekend di Silverstone, trasformando la sprint in una conferma concreta: la vittoria del giorno, accompagnata dalla pole position, ha messo lui e la Mercedes nella condizione ideale per la gara della domenica, quella in cui vengono assegnati i punti più pesanti. Venerdì, nel medesimo contesto, la pole era sfuggita per soli 11 millesimi, una differenza minima; sabato, invece, l’italiano ha ricostruito l’allineamento perfetto e ha confezionato un giro capolavoro, tra i più convincenti della stagione.

andrea kimi antonelli: pole position e attacco nell’ultimo settore

Alla ricezione della conferma della prima posizione, Antonelli ha indicato con chiarezza il punto di massima intensità: “Quell’ultimo settore, sono andato completamente all’attacco”. Il dato tecnico racconta perché il terzo e ultimo settore abbia avuto un ruolo decisivo: in quel frangente si è concentrato gran parte del lavoro dell’italiano, con una costruzione del tempo che lo ha portato a firmare un giro estremamente incisivo.

Il contributo non è stato però soltanto individuale. Mercedes ha agito sull’auto con interventi mirati sull’assetto e con una revisione della strategia energetica, impostando scelte che hanno mostrato influenza anche da quanto fatto da Ferrari. Il risultato finale, sul tabellino dei tempi, ha indicato un equilibrio più efficace e la capacità di chiudere al momento giusto, convertendo una performance già competitiva in una pole position netta.

da venerdì a sabato: il ribaltamento nel bilanciamento

Il passaggio di scenario risulta evidente osservando la giornata di venerdì. In quel giorno Mercedes aveva patito un bilanciamento non ideale, soprattutto nelle curve ad alta velocità, dove le folate di vento trasversali rendevano più complesso tenere il posteriore sotto controllo.

La svolta è arrivata al sabato, con un salto più netto proprio nei curvoni. In questo modo è stata cancellata, di fatto, la superiorità che Ferrari aveva mostrato il giorno precedente, sostenuta da un carico che, come già emerso in Spagna, tende a rendere la Rossa particolarmente efficace sia nelle curve molto lunghe sia in tratti percorribili con appoggio prolungato.

silverstone: la stowe come punto di svolta per antonelli

curva 15 (stowe): 12 km/h in più e confronto ribaltato

L’esempio più chiaro riguarda la curva 15, la Stowe. Venerdì Antonelli era riuscito a pareggiare la velocità minima di percorrenza rispetto a Lewis Hamilton, ma in uscita aveva perso terreno: la Ferrari spingeva con maggiore efficacia grazie all’elettrico, guadagnando diversi centesimi.

Al sabato, invece, la fotografia si è ribaltata. Nel tratto della Stowe, Antonelli ha migliorato la prestazione di 12 km/h. Se la Rossa non ha incrementato il proprio passo nello stesso modo, lui ha recuperato margine in una zona determinante e ha cambiato l’esito del confronto, rendendo la progressione verso le staccate successive più aggressiva.

perché la velocità in percorrenza conta anche sull’ultima chicane

Il valore del dato non riguarda solo la velocità all’interno della curva, già di per sé decisiva con differenze superiori ai 10 km/h. La chiave è la trasformazione operativa: avere più velocità in percorrenza ha permesso di uscire dalla Stowe con maggiore slancio e, di conseguenza, ridurre il gap nella progressione verso l’ultima chicane, proprio nel tratto in cui Ferrari continuava a spingere e a guadagnare anche nella giornata di venerdì.

In pratica, Kimi non ha soltanto guadagnato nella curva: ha anche quasi annullato il vantaggio che la Ferrari possedeva in uscita verso l’ultima staccata. Il risultato finale della chicane conclusiva è rimasto meno favorevole rispetto a venerdì, ma il margine costruito fino a quel punto è stato sufficiente per compensare e trasformare l’intero giro in una pole position conquistata con continuità.

copse e gestione dell’energia: l’efficienza che cambia la libertà di spinta

Antonelli ha fatto la differenza con la guida, ma Mercedes ha mostrato un ruolo concreto anche sul piano della pianificazione. La strategia energetica scelta il venerdì non si era rivelata la più efficace; da qui la correzione, maturata osservando gli avversari. Se in altre situazioni era stato il confronto con i rivali a essere uno stimolo per la Stella, qui il flusso si è invertito: Mercedes ha imparato dalla Ferrari, avendo un riferimento chiaro su come muoversi nel weekend.

ferrari: ritmo solido dal primo giro e riduzione del gap

La Ferrari, nel susseguirsi dei giri, ha mantenuto un’impronta metodica: fin dal primo passaggio ha presentato idee chiare e le scelte si sono rivelate efficaci. La conseguenza è stata una riduzione significativa del distacco tra venerdì e sabato prima di Copse, fino a un punto in cui le traiettorie e i tempi hanno quasi “incontrato” le condizioni dell’altra vettura.

Il nodo, come indicato dai dati di campo, è che se si impiega più energia in una zona, bisogna poi trovare il modo di recuperare altrove. Questo concetto si è collegato direttamente alle differenze già osservate in riferimento alla Stowe: nel momento in cui la velocità minima aumenta, diventa più probabile compensare lo svantaggio maturato prima di accumulare centesimi.

copse: 7 km/h il venerdì e solo 2 km/h al sabato

Un’evoluzione simile è stata rilevata anche a Copse. Nella prima qualifica la Ferrari aveva saputo far valere il proprio carico, rifilando alla Mercedes 7 km/h in velocità minima, pur entrando con energia decisamente superiore. Nella seconda giornata, al sabato, il divario si è ridotto a soli 2 km/h.

La lettura tecnica implica una combinazione precisa: Antonelli è riuscito a uscire dal tratto con velocità più alta, mentre l’energia che il venerdì serviva a tentare di recuperare lo svantaggio nei confronti del Cavallino dopo Copse è stata impiegata con maggiore efficienza. Per Mercedes, avere quasi annullato il gap nelle curve veloci ha quindi permesso una gestione più flessibile sul piano energetico, con la possibilità di spingere dove risultava davvero necessario.

grip nei curvoni e lucidità sotto pressione: il giro della pole

Una volta ritrovato il grip nei curvoni, assente nella giornata di venerdì, l’azione in pista è diventata più naturale. In quel contesto Antonelli ha potuto esercitare pressione con decisione nei momenti in cui serviva davvero, trasformando la somma dei passaggi in un giro capace di mettere insieme tutti gli elementi nel frangente decisivo.

È in quella lucidità sotto pressione che Kimi continua a emergere: dalla costruzione dei tempi nell’ultimo settore fino alla gestione dei tratti chiave come Stowe e Copse, il risultato finale ha rappresentato la capacità di convertire aggiustamenti e letture di gara in un vantaggio concreto per la pole position.

figure chiave citate

Persone e riferimenti principali:

  • Andrea Kimi Antonelli
  • Toto Wolff
  • Lewis Hamilton
  • Ferrari
  • Mercedes
  • Leclerc
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

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