F1 a interlagos, la pioggia mette alla prova i piloti e premia le scelte della fia
La pioggia ha fermato a lungo le qualifiche di Formula 1 a Interlagos, dove le condizioni della pista non consentivano alle monoposto di scendere in pista all’orario stabilito. L’attesa è stata necessaria per ridurre i rischi legati alla scarsa visibilità e all’aquaplaning, prima che il miglioramento del meteo permettesse di disputare regolarmente la sessione.
Qualifiche di Formula 1 a Interlagos sospese per la pioggia
Alle 15 locali, l’orario previsto per l’inizio delle qualifiche, l’asfalto del circuito brasiliano era impraticabile per una monoposto moderna. Il problema non dipendeva soltanto dalla quantità d’acqua accumulata, ma anche dalla combinazione tra visibilità ridotta e rischio di perdita di aderenza provocato dall’aquaplaning.
Si tratta di condizioni nelle quali non è possibile accettare compromessi, perché compromettono sia il controllo della vettura sia la capacità dei piloti di individuare ciò che accade davanti a loro. Interlagos è conosciuto per i cambiamenti meteorologici rapidi: precipitazioni intense possono colpire il tracciato in pochi minuti, mentre l’asfalto può tornare praticabile altrettanto velocemente.
Bernd Mayländer valuta le condizioni della pista
La FIA ha affidato la valutazione del circuito a Bernd Mayländer, pilota ufficiale della safety car da 26 anni. Il tedesco ha effettuato diversi sopralluoghi per verificare l’evoluzione della situazione e stabilire quando fosse possibile autorizzare l’ingresso delle monoposto.
La perturbazione intermittente ha reso difficile individuare una finestra sicura per l’avvio della sessione. La gravità del maltempo è stata confermata anche dagli avvisi diramati dalla Protezione Civile di San Paolo sugli smartphone, con l’invito alla popolazione a raggiungere un luogo sicuro.
Formula 1 sul bagnato tra visibilità e aquaplaning
L’attesa ha riacceso il dibattito sulla possibilità per la Formula 1 di correre sotto la pioggia. Il confronto con il passato ha riportato l’attenzione sulla capacità delle monoposto di affrontare condizioni difficili, ma la situazione di Interlagos ha evidenziato una distinzione precisa.
La Formula 1 può disputare una sessione anche con pioggia intensa, purché il circuito non sia completamente allagato. Il limite non riguarda esclusivamente gli pneumatici: conta anche la quantità d’acqua che le vetture riescono a smaltire e la visibilità disponibile per chi segue un’altra monoposto.
Quando l’aquaplaning diventa incontrollabile, le qualità del pilota non sono sufficienti a compensare i limiti fisici imposti dalle condizioni della pista.
Il via dopo cento minuti di attesa
Dopo circa cento minuti di sospensione, un nuovo sopralluogo di Mayländer ha permesso di dare il via libera alle qualifiche. La pista era passata da una situazione impraticabile a condizioni compatibili con la guida, inizialmente utilizzando gli pneumatici full wet.
La scelta delle gomme è stata determinata dalla presenza d’acqua e dalle temperature contenute, che rendevano complesso portare gli pneumatici intermedi nella corretta finestra di funzionamento. La FIA ha mantenuto una posizione prudente, senza cedere alla pressione di anticipare la partenza.
La decisione ha consentito di completare la giornata. Soltanto negli ultimi quattro minuti della Q3 la pioggia è tornata ad aumentare, quando la griglia di partenza era già stata definita.
Le prestazioni dei piloti nelle qualifiche bagnate
I piloti hanno affrontato una prova tecnica particolarmente impegnativa, adattandosi a una pista in continua evoluzione e al passaggio dalle full wet alle intermedie. In condizioni nelle quali anche una minima imprecisione poteva provocare la perdita del controllo, la precisione di guida ha avuto un ruolo determinante.
L’unico a terminare contro le protezioni è stato Rafael Câmara. L’episodio non ridimensiona la sua prestazione: il brasiliano era al debutto assoluto in un Gran Premio di Formula 1 e ha affrontato una delle situazioni più complesse possibili per un esordiente. Nel complesso, la sua giornata è stata sorprendente.
Protagonisti delle qualifiche sotto la pioggia
- Bernd Mayländer, pilota ufficiale della safety car incaricato di valutare le condizioni del circuito.
- Rafael Câmara, esordiente in Formula 1 e unico pilota a finire contro le protezioni.
Interlagos ha dimostrato che la Formula 1 conserva la capacità di correre sul bagnato, a condizione che la pista permetta ai piloti di esprimere le proprie qualità senza trasformare la sessione in una situazione casuale e incontrollabile. L’attesa ha quindi consentito di disputare qualifiche difficili, ma completate in sicurezza.
