Donnarumma, processo per la rapina a parigi: chiesti fino a 10 anni per i presunti mandanti, la moglie racconta l’aggressione
La rapina subita da Gianluigi Donnarumma e Alessia nella loro abitazione parigina torna al centro dell’attenzione giudiziaria. L’aggressione, avvenuta durante un violento furto, ha portato a un processo nei confronti di tre presunti responsabili, per i quali la procura francese ha avanzato richieste di condanna comprese tra sei e dieci anni di carcere.
Rapina a Donnarumma a Parigi: l’aggressione nella notte
I fatti risalgono alla notte tra il 20 e il 21 luglio 2023, quando alcuni malviventi entrarono nella casa parigina di Gianluigi Donnarumma. Il portiere italiano e la compagna Alessia, oggi sua moglie, furono aggrediti fisicamente durante l’irruzione.
La vicenda si verificò nel periodo in cui Donnarumma militava ancora nel Paris Saint-Germain. L’esperienza del portiere italiano nel club francese si è conclusa con il trasferimento al Manchester City, mentre il procedimento relativo alla rapina continua il proprio percorso davanti alla giustizia francese.
Processo per la rapina a Donnarumma: le richieste della procura
La procura francese ha chiesto pene detentive comprese tra sei e dieci anni di reclusione. Per gli imputati sono state inoltre richieste sanzioni economiche che possono arrivare fino a 100.000 euro.
Gli imputati accusati di aver organizzato il colpo
Tra le persone chiamate a rispondere dei fatti figurano Khyan Mamouni, 22 anni, e Ilyas Kherbouch, 21 anni. Per Mamouni l’accusa ha richiesto nove anni di carcere e una multa di 100.000 euro.
Per Kherbouch sono stati richiesti dieci anni di reclusione e una sanzione dello stesso importo. Secondo la ricostruzione della procura, entrambi avrebbero avuto un ruolo nell’organizzazione della rapina. Kherbouch sarebbe stato indicato come il possibile capobanda.
Il ruolo contestato a Moktar Diop
Per Moktar Diop, 24 anni, la procura ha chiesto sei anni di reclusione, con due anni sospesi. L’imputato è accusato di avere svolto il ruolo di palo durante il furto e avrebbe riconosciuto il proprio coinvolgimento nell’episodio.
Donnarumma e Alessia assenti all’udienza
Gianluigi Donnarumma e Alessia non erano presenti in aula durante l’udienza. La donna aveva già fornito agli investigatori una testimonianza sulla notte dell’aggressione, descrivendo sia le violenze subite sia le richieste avanzate dai rapinatori.
Alessia avrebbe riferito di avere comunicato ai malviventi di essere incinta. Secondo la sua dichiarazione, sarebbe stata tirata per i capelli e colpita più volte, mentre gli aggressori pretendevano di conoscere il codice della cassaforte.
Il procedimento prosegue con le richieste formalizzate dalla procura francese nei confronti dei tre imputati.
Persone coinvolte nella vicenda
- Gianluigi Donnarumma, portiere italiano e vittima della rapina.
- Alessia, moglie di Donnarumma e vittima dell’aggressione.
- Khyan Mamouni, imputato per il quale sono stati richiesti nove anni di carcere.
- Ilyas Kherbouch, indicato dall’accusa come possibile capobanda.
- Moktar Diop, accusato di avere svolto il ruolo di palo.


