Diggia tra luci e ombre: moto eccellente, ma un dettaglio limita il pieno potenziale
Fabio Di Giannantonio ha concluso la Sprint del Gran Premio della Malesia al quinto posto, un risultato che non rispecchia le aspettative maturate dopo le prove del venerdì. Il pilota del VR46 Racing Team aveva individuato un assetto efficace per la sua Ducati, ma alcuni problemi hanno limitato il rendimento sia in qualifica sia durante la gara breve.
Fabio Di Giannantonio e il quinto posto nella Sprint
La giornata era iniziata con il sesto tempo in qualifica, un piazzamento che aveva già evidenziato un margine di competitività inferiore a quello atteso. In gara, Di Giannantonio ha lottato nelle fasi iniziali anche con Pecco Bagnaia, riuscendo a chiudere davanti al pilota piemontese. Il confronto diretto, però, non ha rappresentato una consolazione per il portacolori romano.
Il distacco dal vincitore Pedro Acosta ha superato i cinque secondi e la Ducati numero 49 non è mai riuscita a inserirsi stabilmente nel gruppo di testa. Secondo Di Giannantonio, la moto ha raggiunto un buon livello di equilibrio, ma un elemento ancora irrisolto gli ha impedito di sfruttarne completamente il potenziale.
Fabio Di Giannantonio individua il problema della Ducati
Il pilota ha sottolineato i progressi compiuti nella definizione dell’assetto e la bontà delle soluzioni adottate in relazione alle condizioni del circuito. Allo stesso tempo, ha evidenziato la presenza di un limite capace di provocare un piccolo distacco sia sul giro lanciato sia in gara.
Pur senza indicarlo apertamente, il problema sembra riguardare la velocità massima. La carenza è risultata particolarmente penalizzante nei settori del tracciato in cui era necessario spingere con maggiore intensità. I dati raccolti hanno reso evidente la differenza e il team spera di poter intervenire prima della gara principale.
Fabio Di Giannantonio e le difficoltà con la pioggia
La Sprint è stata condizionata anche dalla presenza di gocce di pioggia molto grosse. Il caldo intenso ha impedito inizialmente all’acqua di bagnare realmente l’asfalto, mentre un acquazzone arrivato nell’ultimo giro ha reso umida la pista proprio nelle fasi conclusive.
Di Giannantonio ha spiegato di aver consumato tutte le pellicole della visiera, necessarie per mantenere una visuale sufficiente durante la gara. Nonostante la situazione, ha continuato a guidare cercando di mantenere un ritmo elevato. Nel finale è riuscito a girare su tempi simili a quelli dei primi e, in alcuni passaggi, è risultato persino più rapido. La rimonta, però, non ha potuto modificare l’esito di una gara compromessa nella parte centrale.
Protagonisti citati nella Sprint del Gran Premio della Malesia
- Fabio Di Giannantonio
- Pedro Acosta
- Pecco Bagnaia
