Chris Froome sincero ringrazia Dio di non affrontare Pogacar e dice oggi non arriverei nei 20

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Chris Froome sincero ringrazia Dio di non affrontare Pogacar e dice oggi non arriverei nei 20

Il ciclismo contemporaneo sta vivendo un momento storico e i numeri di Tadej Pogacar continuano a ridefinire i parametri della prestazione. Dopo aver conquistato pochi giorni fa il suo quinto Tour de France, lo sloveno ha aggiunto un altro capitolo a una carriera già eccezionale, sostenuta da risultati che negli ultimi sette anni includono anche due secondi posti nel 2022 e nel 2023. L’eco di quanto fatto resta forte anche tra chi ha dominato la scena in epoche diverse, come Chris Froome, chiamato a confrontare l’era passata con quella attuale.

tadej pogacar e la nuova dimensione delle prestazioni

In un’intervista ad Adam Blythe per Eurosport, Chris Froome ha descritto con precisione la distanza percepita tra il livello del proprio periodo e quello del presente. La valutazione ruota attorno al rapporto tra tempi e capacità espresse dagli atleti nelle fasi decisive delle gare.

Secondo Froome, Pogacar riesce a produrre una resa che, nel confronto temporale, risulta enorme: “Tadej Pogacar riesce a fare per più di 40 minuti quello che io facevo per circa 10 minuti”. In questo modo, il britannico ha evidenziato come la prestazione non sia soltanto un picco isolato, ma un’abilità capace di durare a lungo nelle circostanze che contano di più.

asticella spostata in alto

Il senso del confronto diventa ancora più chiaro quando Froome sottolinea l’effetto trasformativo dei nuovi standard. La sua impressione è che la distanza tra epoche diverse sia diventata più ampia proprio per la crescita complessiva del rendimento: “È cambiato tutto, davvero tanto, è difficile da dire come andrei oggi, perché l’asticella è stata spostata molto più in alto”.

il confronto tra froome e il ciclismo di oggi

Froome ha poi esteso la riflessione a un terreno più tecnico, citando l’idea di confrontare tempi di scalata e wattaggio. Questo approccio mira a dare concretezza alla percezione di un salto di livello, mettendo in relazione ciò che i corridori ottengono oggi con i numeri raccolti in passato.

numeri del passato e collocazione attuale in classifica

Nel ragionamento del britannico emerge un limite netto legato agli standard attuali. Con i dati dei sette o otto anni fa, Froome afferma: “Probabilmente non arriverei nei primi 20 ora”. La conclusione si collega a un’osservazione diretta delle gare e dei risultati in salita: “Questo è ciò che penso, vedendo le gare e guardando i tempi che fanno registrare i corridori in salita”.

gratitudine per la carriera e consapevolezza del livello odierno

Pur riconoscendo l’enorme valore di quanto ottenuto nella propria carriera, Froome non nasconde l’impatto che ha avuto l’evoluzione del ciclismo moderno. Il suo punto di vista si traduce in una sintesi emotiva e realistica, che passa dalla riconoscenza alla distanza percepita rispetto al presente.

La frase con cui descrive il sentimento nei confronti di Pogacar è molto netta: “Sono davvero grato per la mia carriera ma, allo stesso tempo, quando vedo Pogacar correre penso che grazie a Dio non sono in gruppo ora”.

personaggi citati

  • Tadej Pogacar
  • Chris Froome
  • Adam Blythe
Chris Froome

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