Buffon lascia la Nazionale: «Mi assumo le responsabilità e mi faccio »
Gianluigi Buffon ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera e della vita calcistica, soffermandosi su errori personali, responsabilità, scelte difficili e passaggi delicati vissuti con la Nazionale italiana e con la Juventus. Nel podcast condotto da Ivan Zazzaroni, l’ex portiere azzurro ha raccontato il proprio modo di affrontare le difficoltà e di assumersi in prima persona le conseguenze delle decisioni.
Gianluigi Buffon tra errori e crescita personale
Secondo Buffon, anche le fasi di disagio possono trasformarsi in occasioni di maturazione. Nel calcio, come nella vita, può accadere di non riuscire più a svolgere con naturalezza attività abituali. La crescita passa soprattutto dalla capacità di riconoscere i propri errori, esporsi e accettarne il peso.
L’ex numero uno ha ricordato di aver commesso numerosi sbagli durante il percorso professionale, spiegando di essere sempre riuscito a perdonarsi. Il valore dell’esperienza, per Buffon, nasce dalla disponibilità a metterci la faccia e a pagare personalmente le conseguenze delle proprie scelte.
Gianluigi Buffon e l’addio alla Nazionale dopo la Bosnia
Uno dei temi centrali ha riguardato il rapporto con la Nazionale italiana e la decisione di lasciare il gruppo dopo l’eliminazione contro la Bosnia. Buffon ha descritto quella scelta come un atto di responsabilità, sostenendo di aver affrontato l’uscita dalla Nazionale con serenità e convinzione.
L’ex portiere ha inoltre ribadito il proprio sostegno a Gennaro Gattuso, indicato come commissario tecnico adatto al periodo di ricostruzione che la squadra stava attraversando. Buffon ha dichiarato di aver spinto per il suo incarico e di mantenere ancora oggi la stessa posizione, precisando che un rigore sbagliato non avrebbe modificato la sua opinione.
Gianluigi Buffon analizza il futuro del Como
Nel corso del dialogo, Buffon ha commentato anche la crescita del Como sotto la guida di Cesc Fabregas. L’ex portiere ha ridimensionato le aspettative legate a una possibile candidatura della squadra alla vittoria dello scudetto, indicando diversi traguardi in base al piazzamento finale.
Per Buffon, un terzo posto rappresenterebbe un vero miracolo, mentre il quarto costituirebbe un risultato straordinario. Un piazzamento tra il quinto e il sesto posto sarebbe comunque positivo, soprattutto considerando la partecipazione alla Champions League. La necessità di disputare partite di alto livello ogni tre giorni potrebbe creare difficoltà ai calciatori meno abituati a questo ritmo. In caso di terzo posto, Fabregas meriterebbe quindi un riconoscimento eccezionale.
Gianluigi Buffon e il periodo più difficile alla Juventus
Buffon ha ricordato anche il momento più complesso vissuto con la Juventus, segnato da un grave infortunio alla schiena e dal cambiamento della dirigenza con l’arrivo di Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Fabio Paratici.
In quella fase, l’ex portiere non si sentiva più pienamente coinvolto nel progetto bianconero e ha riconosciuto che una parte della responsabilità dipendeva anche dal proprio carattere. Ha spiegato di non aver mai fatto pesare il proprio status, chiedendo però che la sua posizione non venisse sfruttata. Il rapporto con la nuova società fu poi ricucito grazie a un dialogo basato su chiarezza, trasparenza e logica.
Protagonisti del racconto di Gianluigi Buffon
Le dichiarazioni hanno coinvolto diverse figure del calcio italiano e internazionale, legate alla carriera di Buffon, alla Nazionale e al percorso del Como.
- Gianluigi Buffon, ex portiere della Nazionale italiana e della Juventus;
- Ivan Zazzaroni, conduttore del podcast;
- Gennaro Gattuso, sostenuto da Buffon per il ruolo di commissario tecnico;
- Cesc Fabregas, allenatore del Como;
- Andrea Agnelli, ex dirigente della Juventus;
- Beppe Marotta, ex dirigente della Juventus;
- Fabio Paratici, ex dirigente della Juventus.


