Biabiany ripercorre la carriera: i complimenti di casiraghi e la paura per i problemi al cuore
Jonathan Biabiany, ex attaccante di Parma e Inter, ha ripercorso la propria carriera in una lunga intervista rilasciata a Gazzetta dello Sport. Dal primo impatto con i nerazzurri ai momenti decisivi in campo, fino alle difficoltà legate alla salute e alla rinascita sportiva, la storia raccontata mette al centro emozioni, ricordi e prove superate, con uno sguardo finale all’attualità.
biabiany inter: l’esordio, mancinI e il primo impatto con la prima squadra
Il percorso con l’Inter prende avvio con un episodio legato al suo osservatorio: a Parigi Pierluigi Casiraghi lo avrebbe notato durante una partita di Coppa, salvo poi andarsene senza assistere ai quattro gol segnati. Il ricordo resta vivo perché, secondo Biabiany, a Casiraghi sarebbe rimasto l’impressione di un richiamo allo stile di Henry.
Nel primo passaggio verso la prima squadra, il racconto entra nel dettaglio dell’occasione in cui Mancini lo avrebbe convocato assieme a Bonucci. L’attaccante descrive l’aspettativa iniziale, poi smentita: prima l’ordine di scaldarsi, quindi l’invito a entrare. Il momento viene restituito come una sequenza in cui, dopo un primo avvio privo di sensazioni, subentra la percezione di essere pienamente dentro la partita: gambe e respiro cambiano ritmo.
mondiale per club: la fase decisiva e il gol “quasi al primo pallone”
La prima avventura nerazzurra raggiunge un picco con il trionfo nel Mondiale per club. Biabiany ricorda che, per quell’appuntamento, non avrebbe nemmeno dovuto partire: risultava stirato, ma Rafa gli avrebbe chiesto di presentarsi per valutare le condizioni.
In finale arriva un episodio simbolico: il giocatore racconta di aver trovato il gol quasi al primo pallone toccato. Nella dinamica decisiva, la palla gli viene servita da Stankovic; per Biabiany, la presenza di giocatori con quella qualità avrebbe reso sufficiente il movimento giusto. Il ricordo include anche un dettaglio emotivo legato alla reazione mostrata in video: mani in testa, poi lo sguardo da destra a sinistra mentre si comprende cosa stia accadendo.
aritmia cardiaca e trasferimento saltato: il 2014 e i giorni da brividi
Nel 2014 si profila un trasferimento molto atteso ai cugini del Milan, ma la trattativa salta all’improvviso per una condizione clinica definita grave e latente: aritmia cardiaca. Biabiany colloca il tutto in un contesto complicato, raccontando che anche Lippi al Guangzhou avrebbe mostrato interesse, ma dopo un confronto con Inzaghi l’affare sembrava già delineato, con elementi concreti come foto con sciarpa e maglia di allenamento rossonera.
Il giocatore sottolinea inoltre il ruolo di Galliani, presentato come particolarmente coinvolto nella vicenda: la sua reazione sarebbe stata legata al fatto che, secondo Biabiany, stava saltando tutto per un problema che andava tenuto nascosto, perché riguardava la salute. Il racconto chiarisce che il rifiuto di Zaccardo non sarebbe stato il motivo reale, mentre la causa viene indicata con precisione: aritmia cardiaca.
La paura emerge durante un momento di quotidianità sportiva: mentre stava lavorando su una cyclette, gli altri avrebbero reagito in modo anomalo perché parlavano e restavano a lungo a discutere. A quel punto il procuratore gli avrebbe rivolto una domanda diretta sul cuore. L’elemento più rilevante, nel racconto, è l’assenza di sintomi: zero segnali prima di quel momento, ma nasce comunque un timore profondo, non solo legato alla possibilità di tornare a giocare, bensì anche al rischio di morte.
esami medici e ritorno in campo: idoneità, Boston e il debutto a San siro
Dopo la scoperta della condizione, arrivano controlli medici descritti come massacranti. Per ottenere l’idoneità, Biabiany cita una fase di valutazioni a Boston, dove il professor Baggish avrebbe spiegato in modo analogo a quanto sostenuto dal professor Carù: il futuro sarebbe stato possibile, ma gli esami sarebbero stati duri.
Il racconto prosegue con una prova fisica intensa: un’ora di corsa veloce in salita sul tapis roulant. Poi, scendendo, Biabiany avrebbe maturato un pensiero netto: se non fosse accaduto nulla quel giorno, allora il rischio peggiore non si sarebbe presentato nemmeno sul campo. Viene aggiunto anche l’aspetto della seconda fase, con il cuore portato al limite durante esami ancora più impegnativi: scosse elettriche durante l’ingresso da un’arteria, con una sensazione fisica forte, descritta come cuore in gola e la convinzione che potesse esplodere.
Superato tutto, arriva la normalità sportiva con una precauzione quotidiana: l’estate viene raccontata come un periodo di allenamento con un defibrillatore vicino. Il ritorno al campo produce uno dei momenti più significativi nella memoria del giocatore: la gioia di tornare in campo e segnare subito a San Siro, contro il Frosinone. Nell’elenco ideale dei ricordi più alti, Biabiany inserisce anche il debutto con l’Inter e il gol nel Mondiale per club.
oggi: Parma, Inter e il tricolore interista di Inzaghi
Guardando all’attualità, Biabiany esprime soddisfazione verso due piazze legate al proprio percorso: il Parma viene definito come seconda casa calcistica e viene collegato alla giusta dinamica di una salvezza che rende coerente il valore della stagione. Nel finale, l’attenzione si sposta sul tricolore interista conquistato dai ragazzi di Inzaghi.
Il commento sullo scudetto viene presentato come un riconoscimento pieno: secondo Biabiany l’Inter è stata ed è stata la più forte, e per questo risulta bello essere tifoso della squadra.
personaggi citati da biabiany
- Jonathan Biabiany
- Pierluigi Casiraghi
- Henry
- Mancini
- Bonucci
- Rafa
- Stankovic
- Lippi
- Inzaghi
- Galliani
- Zaccardo
- Baggish
- Carù
- Frosinone
- Parma
- Inter
