Ben shelton critica la regola sulla posizione di attesa alla prima di servizio: è stupida

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Ben shelton critica la regola sulla posizione di attesa alla prima di servizio: è stupida

Il ritmo del servizio nel tennis è tornato al centro dell’attenzione dopo la finale degli US Open, in particolare per la lunga routine con cui Alexander Zverev prepara la battuta. Il numero di rimbalzi impressi alla pallina prima del servizio ha alimentato il confronto sul tempo che il giocatore in risposta deve trascorrere in posizione di attesa.

Alexander Zverev e la routine prima del servizio

La consuetudine di Alexander Zverev di far rimbalzare numerose volte la pallina prima di servire è stata discussa nel post partita. Il comportamento ha riaperto il dibattito sull’applicazione della regola che impone al tennista in risposta di mantenere la posizione per un massimo di trenta secondi prima dell’inizio dello scambio.

Ben Shelton ha spiegato di non ritenere realistico che un atleta resti immobile per trenta secondi con le ginocchia piegate e il corpo in tensione, in attesa che l’avversario completi la propria preparazione. Secondo il tennista statunitense, il giocatore in risposta dovrebbe poter attendere senza essere obbligato a mantenere continuamente una posizione di massima concentrazione fisica.

Ben Shelton critica l’obbligo di restare in posizione

Durante la finale, Shelton ha avuto un confronto con l’arbitra, che gli avrebbe chiesto di portarsi in anticipo sulla linea di risposta. Il giocatore ha chiarito di essere pronto a ricevere non appena Zverev avesse iniziato la sua routine, assicurando che non si sarebbe verificata alcuna situazione in cui il servizio fosse eseguito mentre lui non era preparato.

La posizione espressa da Shelton riguarda soprattutto l’obbligo di rimanere già sulla linea mentre l’avversario effettua numerosi rimbalzi. Secondo il tennista, essere pronti al momento dell’avvio del gesto di servizio dovrebbe essere sufficiente, anche quando la preparazione precedente richiede diversi secondi.

Le proposte di modifica della regola sui 25 secondi

Shelton ha definito poco sensata una norma che costringe il giocatore in risposta ad attendere fermo davanti a una routine particolarmente lunga. La sua proposta prevede una maggiore libertà sulla prima di servizio: il battitore potrebbe utilizzare tutti i 25 secondi disponibili, senza obbligare l’avversario a restare anticipatamente in posizione.

Per la seconda di servizio, il tennista ha ipotizzato l’introduzione di un criterio differente, capace di limitare il tempo senza consentire attese illimitate. Una regolamentazione più precisa sarebbe necessaria per evitare pause eccessive, considerate difficili da sostenere sia per i protagonisti sia per gli spettatori.

I protagonisti del confronto sul servizio

Il dibattito sulla durata della preparazione al servizio ha coinvolto direttamente Alexander Zverev, autore della routine osservata durante la finale, e Ben Shelton, che ha sollecitato una revisione delle disposizioni sul tempo di attesa e sulla posizione del giocatore in risposta.

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Ben Shelton
Categorie: Tennis
Tag: #Pugilato

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