Ben Shalom esplode contro Zuffa Boxing: “Scelte inaccettabili”
Ben Shalom ha lanciato un duro attacco contro Zuffa Boxing, accusando l’organizzazione di rappresentare una minaccia per l’equilibrio della boxe britannica. Secondo il promotore di BOXXER, il progetto sarebbe orientato soprattutto alla tutela dei profitti degli azionisti, a discapito dei pugili, degli operatori indipendenti e dello sviluppo dello sport nel Regno Unito.
Ben Shalom accusa Zuffa Boxing di voler controllare la boxe britannica
Shalom ha espresso una posizione estremamente severa nei confronti della nuova realtà pugilistica, sostenendo che Zuffa non avrebbe a cuore la boxe né i combattenti britannici. A suo giudizio, l’organizzazione punterebbe a modificare profondamente il sistema nazionale, trasformandolo in un modello centralizzato e orientato alla redditività.
Il promotore ritiene che Zuffa Boxing stia cercando di confezionare un ecosistema separato, nel quale una singola società potrebbe assumere un ruolo dominante nella gestione delle opportunità iridate. Una simile impostazione, secondo Shalom, finirebbe per escludere gli altri operatori e ridurre lo spazio riservato alla concorrenza tra promotori.
Il rischio per i titoli regionali e per i piccoli organizzatori
La principale preoccupazione riguarda il possibile indebolimento della tradizionale filiera della boxe britannica. Shalom sostiene che il modello proposto da Zuffa potrebbe rendere i pugili dipendenti da un’unica organizzazione per ottenere una chance mondiale, mettendo in secondo piano i titoli regionali e britannici.
Secondo il promotore, proprio questi riconoscimenti hanno contribuito per anni a mantenere vivo il movimento nazionale, offrendo agli atleti un percorso competitivo e agli organizzatori indipendenti la possibilità di lavorare nel settore. La crescita di una struttura alternativa potrebbe invece danneggiare le manifestazioni nelle piccole arene, i promotori indipendenti e il percorso che conduce dai titoli di area a quelli britannici e mondiali.
Il ruolo del British Boxing Board of Control
Shalom ha rivolto un appello anche al British Boxing Board of Control, chiedendo all’ente regolatore di assumere una posizione più decisa nei confronti dei piani di Zuffa Boxing. Il promotore ha invitato l’organo a dimostrare maggiore fermezza e ritiene che il governo britannico potrebbe sostenerlo qualora decidesse di opporsi all’espansione del progetto.
La questione, quindi, non viene presentata come una semplice gara tra società per assicurarsi i pugili più importanti. Per Shalom, il punto centrale è la distribuzione del potere nella boxe britannica e la possibilità che un solo soggetto arrivi a stabilire quali atleti possano accedere alle principali opportunità titolate.
Le contestazioni di Simon Jordan e la risposta di Shalom
Simon Jordan ha messo in discussione il momento scelto da Shalom per manifestare la propria indignazione. Secondo Jordan, la posizione del promotore sarebbe diventata più intensa dopo che alcuni pugili sotto contratto con BOXXER hanno iniziato a comparire su altre piattaforme.
Jordan ha inoltre ricordato che i promotori britannici avevano accolto favorevolmente Turki Alalshikh prima del suo coinvolgimento nelle attività pugilistiche di Zuffa. Shalom ha separato le eventuali controversie contrattuali dalla questione più ampia, sostenendo che i conflitti legali debbano essere affrontati nelle sedi giudiziarie competenti.
La sua preoccupazione principale resta quindi la concentrazione del controllo sulle opportunità di campionato. Al di là dei toni accesi, il confronto evidenzia una competizione per assicurarsi pugili, influenza e capacità decisionale all’interno della boxe professionistica britannica.
Le personalità coinvolte nel confronto
Il dibattito sulla possibile trasformazione del panorama pugilistico britannico coinvolge diverse figure del settore e dell’organizzazione sportiva:
- Ben Shalom, promotore di BOXXER e principale accusatore di Zuffa Boxing.
- Simon Jordan, intervenuto per contestare tempi e motivazioni delle dichiarazioni di Shalom.
- Turki Alalshikh, citato in relazione al precedente sostegno ricevuto dai promotori britannici prima del suo coinvolgimento nelle attività di Zuffa Boxing.
