Bagnaia: urlo sulla moto, non al box, ma ora mi sento umiliato
Francesco Bagnaia ha chiuso la Sprint di Misano al 13° posto, migliorando solo parzialmente la posizione di partenza, ma senza riuscire a ritrovare il comportamento necessario per sfruttare la Ducati Desmosedici GP26. Il pilota continua a incontrare difficoltà soprattutto in frenata e nella ricerca di aderenza al posteriore, mentre anche il lavoro dei tecnici non ha ancora prodotto una soluzione efficace.
Francesco Bagnaia e le difficoltà con la Ducati a Misano
Il passaggio dal 19° al 13° posto rappresenta un progresso limitato rispetto alle aspettative. Bagnaia resta il pilota Ducati più in difficoltà e non riesce a esprimere il potenziale della moto, in una situazione che si trascina dall’inizio della stagione e che si è aggravata dopo il ritorno dalla pausa estiva, a partire da Silverstone.
Il problema principale riguarda la capacità di fermare la moto e di ottenere grip dalla ruota posteriore. Il pilota ha spiegato di avere poco, se non addirittura nessun feeling, sottolineando quanto sia evidente la differenza tra il comportamento della sua Desmosedici e quello delle altre Ducati.
La lettura dei dati rende il confronto ancora più difficile da accettare. Bagnaia ha descritto il momento come particolarmente pesante dal punto di vista personale, pur ribadendo la volontà di continuare a lavorare per migliorare la situazione.
Qualifica di Misano senza vantaggi dalla gomma nuova
La giornata era iniziata con segnali leggermente più incoraggianti durante la FP2. Bagnaia aveva percepito un miglioramento, anche se la sua scelta tecnica differiva da quella degli altri piloti Ducati: lui utilizzava la gomma media all’anteriore, mentre gli avversari avevano optato per la soft.
Marc era riuscito a realizzare il miglior tempo nell’ultimo giro con una gomma soft anteriore usata. Bagnaia, invece, non ha trovato un beneficio concreto quando ha montato una copertura nuova in Q1. Il livello di aderenza è rimasto simile a quello garantito dalla gomma utilizzata per dodici giri nelle prove libere.
La mancanza di rendimento lo ha costretto a spingere oltre il limite disponibile, provocando diversi errori. Nel secondo tentativo della Q1 non è riuscito a completare nessun giro senza sbavature, confermando la difficoltà della moto a curvare nel modo desiderato.
La frustrazione di Bagnaia durante il fine settimana
La tensione è emersa anche attraverso un pugno al serbatoio della Ducati. Il pilota ha spiegato di voler mantenere un atteggiamento più positivo, pur riconoscendo che l’approccio mentale non modifica direttamente il risultato ottenuto in pista.
La frustrazione nasce dal divario tra le proprie ambizioni e la posizione occupata. Bagnaia considera la possibilità di lottare per le prime posizioni ogni domenica, mentre a Misano si è ritrovato a competere per un piazzamento intorno al 15° posto. La reazione è quindi legata all’importanza attribuita al proprio lavoro e alla consapevolezza delle difficoltà ancora irrisolte.
Francesco Bagnaia, protagonista della Sprint di Misano
Il fine settimana di Misano ha evidenziato una differenza marcata tra il rendimento di Bagnaia e quello degli altri piloti della Casa di Borgo Panigale. La ricerca di una spiegazione tecnica prosegue, mentre restano centrali il feeling, la frenata e l’aderenza al posteriore.
- Francesco Bagnaia, pilota Ducati protagonista della Sprint di Misano.
- Marc, autore del miglior tempo in FP2 con una gomma soft anteriore usata.
