Atletica, Troiani: "Crescono gli atleti ma non i fondi. Ho scritto a Mei, obiettivo Los Angeles
Virginia Troiani ha costruito un percorso atipico nell’atletica italiana: la trentenne lombarda, specialista dei 400 metri, gareggia senza appartenere a un gruppo sportivo militare e porta avanti l’attività agonistica senza essere una professionista. La sua stagione è stata segnata da cambiamenti nell’allenamento, risultati importanti in staffetta e diversi problemi fisici, senza cancellare l’obiettivo di arrivare fino ai Giochi di Los Angeles.
Virginia Troiani e una stagione tra cambiamenti e difficoltà
L’annata è iniziata con una preparazione invernale complessa, anche a causa dello scioglimento del gruppo con cui Troiani si allenava da quando aveva 18 anni. Ritrovarsi sola in pista ha avuto conseguenze non soltanto sul piano sportivo, ma anche su quello psicologico. Per concentrare le energie sugli appuntamenti all’aperto, l’atleta ha scelto di non partecipare alla stagione indoor, caratterizzata da numerosi impegni nazionali e internazionali.
Essendo tesserata per una società civile, Troiani attribuisce inoltre grande importanza ai campionati di società. Il rapporto con il tecnico Vittorio Ramaglia è proseguito dopo circa 18-19 anni di collaborazione, descritta come una delle più longeve nel panorama dell’atletica. La preparazione è stata organizzata con un modello ibrido: gli allenamenti tecnici sono rimasti affidati a Ramaglia, mentre altri lavori si sono svolti con il gruppo di Beppe Cappelletti, nel quale è presente anche Vittoria Fontana.
Staffette mondiali e infortuni nei 400 metri
Il momento più positivo della stagione è arrivato ai Mondiali di staffetta, con una prestazione convincente sia in batteria sia in finale. In quell’occasione Troiani ha corso una delle frazioni lanciate più rapide della propria carriera, fermando il cronometro a 50”6 in finale. Il risultato sembrava indicare un ritorno a un livello particolarmente competitivo.
Dopo i campionati di società, la situazione fisica è peggiorata. Una forte sciatalgia ha condizionato gli allenamenti e le gare successive. All’inizio di giugno, durante un meeting, l’atleta ha riportato anche uno stiramento al retto femorale. Da quel momento è iniziato un lungo inseguimento della condizione migliore, senza riuscire a raggiungere la forma desiderata nella stagione estiva.
Un parziale miglioramento è arrivato durante l’ultimo raduno prima degli Europei, ma per Troiani l’appuntamento centrale restava quello dei Campionati Italiani.
Il sostegno dell’atletica civile e l’esclusione dall’AEC
La mancata conferma del tempo realizzato a inizio stagione ha avuto conseguenze anche sul piano del sostegno sportivo. Il crono è risultato soltanto un centesimo più lento rispetto a quello dell’ultima atleta qualificata alle batterie degli Europei. Per questa differenza minima, Troiani è rimasta fuori dall’Atletica Elite Club, il programma della FIDAL dedicato al supporto degli atleti.
La velocista ha sottolineato il peso che una simile esclusione può avere per chi, oltre a non essere una professionista, non dispone del supporto di un gruppo sportivo militare. Nella stagione considerata, la staffetta italiana aveva conquistato la qualificazione ai Mondiali di Pechino stabilendo il record italiano. Troiani ha quindi scritto al presidente Stefano Mei per cercare una soluzione che le permetta di ottenere un sostegno adeguato.
Nonostante i 30 anni, l’atleta considera ancora concreto l’obiettivo di Los Angeles e ritiene importante poter contare su condizioni di supporto che consentano di proseguire la carriera.
Il lavoro da biologa nutrizionista e la preparazione atletica
Troiani concilia l’attività sportiva con il lavoro di biologa nutrizionista. L’assenza di orari rigidi le consente di organizzare gli allenamenti in base agli impegni professionali. La gestione quotidiana richiede comunque un equilibrio costante, perché alla corsa in pista si aggiungono appuntamenti come le sedute dal fisioterapista.
Nonostante la complessità degli incastri tra lavoro e sport, la velocista è riuscita a trovare una soluzione funzionale per mantenere entrambe le attività.
Virginia Troiani, dagli inizi nel karate ai 400 metri
Prima dell’atletica, Troiani ha praticato karate per quasi dieci anni, fino alla prima media. Il passaggio alla corsa è avvenuto attraverso le competizioni scolastiche, anche grazie a una passione già presente per la corsa e per l’atletica vista in televisione.
La scelta dei 400 metri è stata inizialmente indirizzata dall’allenatore. Con il tempo, però, questa specialità è diventata una decisione personale e stabile, trasformandosi nella disciplina principale della sua carriera.
Gli obiettivi futuri di Virginia Troiani
Il programma sportivo guarda a una serie di appuntamenti internazionali. Il traguardo principale resta la partecipazione ai Giochi di Los Angeles, con l’ambizione di passare anche dai Mondiali di Pechino, dai Mondiali di staffetta e dagli Europei. L’intero percorso è orientato alla possibilità di concludere la carriera internazionale con la presenza olimpica a Los Angeles.
Le personalità legate al percorso sportivo
- Virginia Troiani, atleta lombarda specialista dei 400 metri.
- Vittorio Ramaglia, allenatore che segue Troiani da circa 18-19 anni.
- Beppe Cappelletti, tecnico del gruppo con cui Troiani ha svolto parte degli allenamenti.
- Vittoria Fontana, atleta presente nel gruppo di allenamento di Cappelletti.
- Stefano Mei, presidente della FIDAL al quale Troiani ha scritto per chiedere sostegno.
- Ferdinando Savarese, conduttore del programma Sprint Zone.
