Aston Martin, Newey ammette: la scommessa del rake spinto sulla AMR26 non ha funzionato

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Aston Martin, Newey ammette: la scommessa del rake spinto sulla AMR26 non ha funzionato

Aston Martin guarda già al 2027 dopo aver modificato in modo significativo la AMR26. Il progetto ha evidenziato i limiti di una scelta aerodinamica molto aggressiva, mentre gli aggiornamenti introdotti in Ungheria hanno riportato la vettura verso un’impostazione più equilibrata. Le difficoltà iniziali sono state aggravate dal ritardo nell’avvio dello sviluppo e dai problemi di calibrazione della nuova galleria del vento.

aston martin AMR26 e il cambio di filosofia aerodinamica

La AMR26 era stata progettata attorno a un assetto ad alto rake, con il posteriore più alto rispetto all’anteriore. La soluzione era stata considerata compatibile con le caratteristiche dei regolamenti 2026, che hanno reintrodotto il fondo piatto, ma i risultati ottenuti in pista non hanno confermato le aspettative.

Durante il Gran Premio d’Ungheria, Aston Martin ha presentato un ampio pacchetto di aggiornamenti. Oltre alla riduzione del peso, il team ha modificato il concetto aerodinamico della monoposto, abbandonando l’impostazione più estrema e adottando una configurazione intermedia. Adrian Newey ha spiegato che la scelta dell’alto rake era stata influenzata anche dalle circostanze in cui era stato sviluppato il progetto.

aston martin e i ritardi nello sviluppo della vettura 2026

La ricerca aerodinamica della vettura 2026 non è iniziata nei tempi programmati. Le attività hanno preso forma soltanto ad aprile, quando la nuova galleria del vento è diventata operativa dopo la risoluzione dei problemi di calibrazione. Il ritardo ha spostato in avanti di circa quattro mesi anche la progettazione della AMR26.

Il tempo ridotto a disposizione ha spinto Aston Martin a valutare soluzioni particolarmente aggressive. Newey ha riferito che, al suo arrivo all’inizio di marzo, era stato svolto ancora poco lavoro di ricerca aerodinamica. Le scadenze ravvicinate per il rilascio dei componenti principali, della carrozzeria e delle ali hanno lasciato al gruppo tecnico un periodo di studio molto limitato.

aston martin AMR26 e i limiti dell’alto rake

Secondo Newey, l’alto rake presentava alcuni vantaggi, ma anche debolezze che sono diventate evidenti durante l’utilizzo della vettura. Con i regolamenti attuali, gli ingegneri dispongono di meno libertà per realizzare soluzioni capaci di controllare le turbolenze prodotte dalle gomme posteriori.

Il comportamento della monoposto è legato anche alle altezze da terra, un aspetto emerso con maggiore chiarezza sui tracciati caratterizzati da numerose sconnessioni, come quello di Austin. La versione B della AMR26 ha compiuto un passo avanti deciso e ha mostrato qualità telaistiche più convincenti, nonostante le carenze del motore Honda e alcuni problemi di guidabilità.

Le caratteristiche del telaio sono risultate particolarmente evidenti in Malesia, soprattutto nei tratti del circuito in cui era necessario generare carico aerodinamico. La vettura ha dimostrato un potenziale maggiore rispetto alla configurazione iniziale, anche se il progetto ha richiesto un ridimensionamento della scelta tecnica originaria.

aston martin AMR26, rake e altezze da terra

Il tema del rake è strettamente collegato al funzionamento del fondo. Con le precedenti vetture a effetto suolo, i team tendevano a mantenere le monoposto molto vicine all’asfalto per ottenere il massimo carico possibile e contenere il porpoising. Il ritorno al fondo piatto aveva lasciato ipotizzare un nuovo aumento dell’assetto picchiato.

Rispetto alla stagione precedente, il rake è effettivamente cresciuto, ma le configurazioni più estreme sono state progressivamente abbandonate. Diversi team hanno finito per abbassare il posteriore, trovando in questa direzione un miglioramento delle prestazioni.

aston martin AMR26 e il punto di ottimo aerodinamico

Andrea Stella ha sottolineato che non esiste una relazione automatica tra una minore altezza da terra e un aumento delle prestazioni. Anche con i regolamenti precedenti era presente un punto di ottimo, oltre il quale avvicinare ulteriormente il fondo all’asfalto non garantiva benefici.

Il comportamento aerodinamico dipende dalla relazione tra più componenti. Tra gli elementi considerati rientrano le alette collocate in prossimità delle ruote e il fondo, che si muove rispetto a parti fissate a un’altezza stabile. Quando la distanza tra queste superfici cambia, anche il funzionamento del fondo può modificarsi, determinando una variazione del carico generato.

aston martin AMR26 e il ruolo dell’ala anteriore

Un altro fattore rilevante è la posizione dell’ala anteriore. Con un’altezza posteriore elevata, l’ala anteriore può viaggiare molto vicina al terreno. In passato, soprattutto tra il 2010 e il 2011, questa configurazione offriva vantaggi consistenti. I regolamenti attuali, invece, non garantiscono necessariamente lo stesso rendimento da un’ala anteriore così vicina all’asfalto.

La definizione dell’altezza ideale deve quindi tenere conto dell’intero equilibrio della monoposto. La prossimità del fondo al terreno non è l’unico parametro determinante: contano anche la geometria del fondo, la gestione delle turbolenze esterne, il comportamento delle componenti collocate vicino alle ruote e la capacità di mantenere stabile il carico aerodinamico.

Con le regole precedenti, la maggiore estensione della superficie del fondo rendeva la distanza dall’asfalto un elemento dominante. Nel 2026, la superficie del fondo è più ridotta e il suo funzionamento è influenzato da un numero maggiore di interazioni aerodinamiche.

protagonisti del progetto aston martin AMR26

Le valutazioni tecniche sul rake, sulle altezze da terra e sullo sviluppo della vettura sono state associate alle dichiarazioni di figure centrali del panorama della Formula 1.

  • Adrian Newey, responsabile delle scelte tecniche legate al progetto Aston Martin;
  • Andrea Stella, intervenuto sull’interazione tra fondo, altezza da terra e ala anteriore;
  • Fernando Alonso, pilota Aston Martin;
  • Honda, fornitore della power unit della AMR26.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Categorie: Formula 1Motori

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