Abodi sulla sfiducia della FIGC a Infantino: «Me lo sono trovato fatto, io sarei stato più cauto»

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Abodi sulla sfiducia della FIGC a Infantino: «Me lo sono trovato fatto, io sarei stato più cauto»

La scelta della FIGC di ritirare il sostegno a Gianni Infantino in vista delle elezioni presidenziali della FIFA previste a marzo ha aperto un confronto istituzionale sul metodo seguito e sugli equilibri tra gli organismi del calcio internazionale. La decisione italiana, maturata in sintonia con la linea della UEFA, ha generato reazioni critiche all’interno del movimento calcistico nazionale, soprattutto per l’assenza di un passaggio collegiale tra le diverse componenti federali.

FIGC e Gianni Infantino: il ritiro del sostegno alla presidenza FIFA

La Federcalcio italiana ha formalizzato pubblicamente la propria posizione nei confronti del presidente della FIFA Gianni Infantino, interrompendo il sostegno in vista della prossima consultazione elettorale. L’iniziativa si è inserita nel più ampio orientamento assunto dalla UEFA e ha evidenziato la necessità, per la FIGC, di mantenere una linea coerente con l’organizzazione continentale di cui fa parte.

Le modalità della decisione hanno provocato malumori tra i vertici del calcio italiano. La principale contestazione ha riguardato il mancato coinvolgimento preventivo delle componenti federali su una questione considerata strategica per il futuro dei rapporti internazionali.

Serie A, Ezio Maria Simonelli critica la mancanza di collegialità

Il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli ha espresso perplessità sulla procedura adottata dalla FIGC. Secondo la sua posizione, una scelta di tale rilevanza avrebbe richiesto un confronto condiviso tra gli organismi del calcio nazionale.

L’assenza di una discussione comune ha fatto emergere una distinzione netta tra la governance della Serie A e i vertici federali di Via Allegri. Il tema non riguarda quindi soltanto il rapporto con Infantino, ma anche il funzionamento dei processi decisionali all’interno del sistema calcistico italiano.

Andrea Abodi tra allineamento UEFA e cautela istituzionale

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato la vicenda a margine di un evento pubblico. Abodi ha spiegato di aver preso atto di una decisione già assunta e ha sottolineato come l’allineamento della FIGC alla UEFA fosse prevedibile, considerando l’appartenenza dell’Italia all’organizzazione e il ruolo del Paese nel calcio europeo.

Il ministro ha ricordato anche l’importanza dell’organizzazione degli Europei del 2032, competizione che Italia e Turchia ospiteranno. Per Abodi, questo impegno rende necessaria una relazione coordinata con la UEFA e una sintonia istituzionale stabile.

Il ruolo delle organizzazioni internazionali del calcio

Abodi ha invitato a valutare la questione non soltanto sul piano personale, legato alla figura del presidente FIFA, ma anche in relazione alle funzioni e ai ruoli delle grandi organizzazioni sovranazionali. Il ministro ha quindi richiamato ogni organismo alle proprie responsabilità, mantenendo una posizione prudente sulla gestione dei rapporti tra FIGC, UEFA e FIFA.

La scelta della Federcalcio si colloca nel quadro degli equilibri internazionali che precedono le votazioni di marzo. L’avvicinamento agli Europei del 2032 rafforza il valore della collaborazione con la UEFA, mentre resta aperto il confronto sulle modalità con cui la FIGC gestirà i rapporti istituzionali con la FIFA.

Personalità coinvolte nella vicenda FIGC e FIFA

Il confronto sulla posizione italiana coinvolge i principali rappresentanti degli organismi calcistici e delle istituzioni sportive nazionali:

  • Gianni Infantino, presidente della FIFA;
  • Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani;
  • Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A.
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Categorie: CalcioSerie A

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