Abete esce allo scoperto obbligo di italiani in campo norme ue conte ct e verità sulla figc
Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha analizzato i principali nodi che stanno attraversando il calcio italiano, concentrandosi su giovani, regole europee, ruolo dei club e criticità sportive nazionali. Le considerazioni sono state presentate durante l’evento di presentazione del progetto nazionale “Vinciamo Insieme” al Grattacielo Piemonte di Torino, in un contesto in cui è stato dato spazio ai temi più complessi e alle dinamiche che incidono sul sistema.
giovani e regole europee: i limiti dell’obbligo
Al centro delle dichiarazioni è emersa la questione dell’obbligo di schierare talenti locali. Abete ha chiarito che le possibilità di intervento incontrano confini ben definiti dalle istituzioni internazionali, spiegando che l’Unione europea non ha riconosciuto una specificità per il calcio.
Secondo il presidente LND, il calcio viene ricondotto a un’attività paragonabile a un lavoro dipendente, e per questo gli effetti delle regole restano determinanti. Ha inoltre indicato che, nel tempo, i tentativi di introdurre un vincolo sull’utilizzo dei giovani avrebbero sempre incontrato un ostacolo normativo insuperabile.
buon senso dei club come strada praticabile
Nel delineare l’unica impostazione considerata percorribile, Abete ha richiamato la necessità di evitare soluzioni che finiscano per essere incompatibili con le normative europee. La linea indicata passa dalla capacità di autogestione e dalla possibilità di scelta da parte dei club, con un maggiore impiego dei giovani soprattutto nelle serie maggiori.
crisi nazionale, stranieri e competitività del calcio
Abete ha poi affrontato la crisi nazionale, collegandola alla terza esclusione consecutiva dai Mondiali. L’impostazione proposta è orientata ai contenuti, con l’obiettivo di costruire un progetto che possa riportare competitività a un livello che risulta venuto meno.
Il ragionamento si estende oltre la Nazionale e coinvolge anche i club. È stata infatti richiamata una difficoltà generale del calcio italiano, evidenziata anche sul piano europeo, con l’Atalanta indicata come l’unica squadra capace di raggiungere gli ottavi di finale.
stranieri: limiti e impossibilità di imporre vincoli nel professionismo
Quanto alla presenza di calciatori stranieri, Abete ha ricordato un punto legato alle categorie e alle regole interne dei campionati: una squadra di Serie C può schierare undici stranieri. In base a questa impostazione, ha sostenuto che non siano realizzabili obblighi o imposizioni sul tema nel contesto del calcio professionistico.
Antonio Conte come ipotesi tecnica
Interpellato sull’eventualità di vedere Antonio Conte come commissario tecnico, Abete ha espresso una valutazione legata al profilo professionale: l’allenatore avrebbe fatto bene e la squadra sarebbe stata competitiva agli Europei. Il presidente ha poi precisato che non spetta a lui sostenerne l’indicazione, definendolo comunque tecnico di primissimo livello.
futuro FIGC e commissariamento: chiarimenti netti
Le dichiarazioni si sono chiuse con un passaggio dedicato al futuro della FIGC, con un riferimento ironico al proprio possibile coinvolgimento, sostenendo che il nome sarebbe stato citato solo per ordine alfabetico. A quel punto è stata ribadita la necessità di una riflessione strategica sul calcio in Italia, chiarendo che il tema non riguarda esclusivamente i risultati della Nazionale.
commissariamento: esclusione tecnica della misura
Riguardo a un commissariamento della Federazione, la posizione è stata categorica: secondo quanto affermato, tecnicamente non sarebbe previsto e non sarebbe possibile. È stato aggiunto che una misura simile potrebbe scattare solo in caso di gestione amministrativa impropria, e non in relazione a questioni di natura sportiva.
Personaggi citati:
- Giancarlo Abete
- Antonio Conte
- Atalanta
