Wout van aert: solo l’8% di possibilità di vittoria, ma il percorso può convincerlo

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Wout van aert: solo l’8% di possibilità di vittoria, ma il percorso può convincerlo

L’assenza di Tadej Pogacar, considerato il principale candidato al successo, lascia aperto ogni scenario per la gara iridata di Montréal riservata agli uomini élite. Il percorso, caratterizzato da numerose salite ravvicinate e da una distanza di 270 chilometri, potrebbe premiare corridori capaci di combinare resistenza, iniziativa e gestione strategica della corsa. Tra i pretendenti alla vittoria figura anche il belga Wout van Aert, che ha valutato le difficoltà del circuito e le proprie possibilità di conquistare il titolo mondiale.

Wout van Aert e la strategia per la gara di Montréal

Van Aert ha spiegato che le sue prestazioni migliori arrivano quando riesce a valorizzare le proprie caratteristiche e ad assumere l’iniziativa. Secondo il corridore belga, attendere esclusivamente la volata può limitare le possibilità di successo, soprattutto nelle classiche più impegnative.

Prendere l’iniziativa e osare nel momento opportuno rappresentano elementi centrali del suo modo di correre. In passato, il belga ha riconosciuto di aver pensato troppo allo sprint, aspettando oltre il necessario. La sua convinzione è che nessuna classica possa essere vinta limitandosi a seguire il gruppo: prima o poi è necessario attaccare e trasformare le proprie qualità in un’azione concreta.

Il momento decisivo sulle salite del circuito

Individuare l’istante adatto per attaccare resta uno degli aspetti più complessi della competizione. Il circuito di Montréal propone una successione rapida di salite, rendendo difficile stabilire quando sia possibile creare una differenza significativa.

Le gare disputate nelle categorie giovanili hanno offerto indicazioni differenti. Tra gli Under-23, Ashlin Barry è riuscito a rimanere al comando dopo un’azione partita da lontano, anche se colmare un distacco di questo tipo si è rivelato complicato. Tra gli juniores, invece, lo sviluppo della corsa è stato opposto. Per Van Aert, il momento realmente decisivo sarà quello in cui un corridore avrà abbastanza forza per imprimere una svolta definitiva alla gara.

Van Aert ed Evenepoel pronti a coordinare gli attacchi

Il belga ha parlato anche del rapporto tattico con Remco Evenepoel. I due conoscono le rispettive idee su come affrontare la prova e possono basarsi su una strategia condivisa. Van Aert ha descritto l’approccio come simile a quello adottato negli anni precedenti.

Secondo il corridore, Evenepoel appare più rilassato rispetto alle precedenti edizioni dei Mondiali. La squadra dispone inoltre di un gruppo considerato solido e ha vissuto una settimana positiva in vista dell’appuntamento iridato.

Le possibilità di vittoria del titolo mondiale

Van Aert ha stimato all’8% le proprie possibilità di conquistare il titolo. Il belga ha già ottenuto il secondo posto al Gran Premio di Montréal del 2022, risultato che conferma la sua familiarità con questo tipo di percorso.

La distanza e le caratteristiche della gara sembrano adattarsi alle sue qualità. Van Aert ha sottolineato di aver dimostrato più volte di poter competere nelle prove di lunga durata e nelle classiche da 270 chilometri. Negli ultimi giri, le salite potrebbero risultare meno esplosive, anche se l’andamento della corsa potrebbe smentire questa previsione. L’elemento determinante sarà soprattutto la resistenza, necessaria per affrontare il finale dopo una lunga successione di difficoltà.

Personalità citate nella gara iridata

  • Tadej Pogacar
  • Wout van Aert
  • Remco Evenepoel
  • Ashlin Barry
Wout van Aert

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