Wilder afferma di essere al massimo della forma, ma i suoi ultimi incontri raccontano una storia diversa

Giampiero Colossi • Pubblicato il 03/01/2026 • 3 min

Nel contesto delle trattative di inizio 2026 per un possibile incontro, Deontay Wilder sostiene di essere nel pieno della propria carriera, nonostante le domande sul possibile declino fisico. Usyk, campione unificato dei pesi massimi e fresco vincitore su Daniel Dubois, resta al centro delle discussioni. L’analisi prende in esame la traiettoria recente di Wilder e le dinamiche che potrebbero incidere su un ipotetico match di alto livello.

deontay wilder: prime o declino

Wilder ribadisce di essere ancora in prima linea, attribuendo la sua condizione a un avvio tardivo al pugilato: ha iniziato a 21 anni, una scelta che, secondo lui, ha limitato l’usura rispetto a chi è salito sul ring da teenager. A 40 anni, l’atleta afferma di conservare potenza e velocità, elementi che ritiene possano sostenere un margine competitivo ancora consistente. La realtà sul ring però racconta una storia diversa, con segnali di rallentamento che emergono in modo chiaro ai livelli più alti.

stile e prestazioni recenti

Negli ultimi sei incontri, Wilder ha registrato quattro sconfitte nette, segnali concreti di una fase meno brillante. Nel dicembre 2023, Joseph Parker controllò i tempi e la distanza per dodici round, costringendo Wilder a rincorrere senza soluzioni efficaci. Circa sei mesi dopo, Zhilei Zhang impose una pressione costante, costringendo lo sfidante a reagire in ritardo e spegnendo progressivamente le sue opportunità. L’esito di quel confronto corroborò l’impressione di un rallentamento di riflessi e reattività. Il successo contro Tyrrell Herndon fu utile ai fini del punteggio, ma non cambiò la narrativa: Wilder trovò due knockdown e concluse al settimo round, senza restituire l’immagine di un atleta al massimo della forma.

potenziale confronto con usyk

Se emergesse la possibilità di affrontare Usyk, la questione non ruota solo attorno alla potenza di Wilder, bensì all’integrità del ritmo e della gestione del tempo. Usyk non aspetta errori; asfissia l’avversario, sottrae tempo e forza, costringendolo a combattere a un ritmo imposto per ogni minuto di ogni round. Contro un simile avversario, la dipendenza da un singolo punto di uscita potrebbe trasformarsi in una vulnerabilità. La fiducia da sola non deciderà l’esito di un incontro del genere.

andamento recente e sfide tecniche

La dinamica di Wilder mostra una dipendenza da un’unica finestra di kg di potenza, che, quando non arriva al momento giusto, lascia spazi ampi a chi è in grado di gestire la distanza e di lavorare al proprio ritmo. La gestione del tempo e la reattività, in presenza di un avversario come Usyk, risultano elementi decisivi. In tal contesto, i precedenti recenti hanno sottolineato come la capacità di cambiare direzione sia stata meno efficace rispetto al passato, aumentando l’esigenza di soddisfare condizioni tecniche molto diverse da quelle di dominio di anni fa.

dinamiche del possibile incontro con usyk

La sfida contro Usyk richiede una gestione impeccabile del tempo e della distanza, insieme a un livello di potenza che sia pronta a capitalizzare anche minimi margini. Usyk impone ritmo costante, conserva la concentrazione e costringe gli avversari a lavorare per ogni minuto. In un contesto del genere, la centralità della meccanica di lancio e la capacità di offrire risposta immediata diventano fattori determinanti. Wilder dovrà dimostrare di aver superato le fasi di difficoltà recenti e di poter reagire con velocità e precisione anche quando la pressione è alta.

nominativi principali citati:

  • Deontay Wilder
  • Oleksandr Usyk
  • Daniel Dubois
  • Joseph Parker
  • Zhilei Zhang
  • Tyrrell Herndon
Image: Wilder Says He’s in His Prime. The Fights Say Otherwise
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