Walter De Raffaele: il club deve restare in Serie A e costruire un futuro solido
La scelta di allenare Cantù porta con sé motivazioni precise, legate tanto all’evoluzione professionale quanto alla responsabilità verso la memoria sportiva del club. Walter De Raffaele ricostruisce il percorso che lo ha portato sulla panchina e indica gli elementi su cui si fonda il lavoro attuale, con un obiettivo immediato chiarissimo: raggiungere la salvezza.
perché Walter De Raffaele ha scelto Cantù
Intervistato da Fabrizio Fabbri sul Corriere dello Sport, Walter De Raffaele spiega che, terminato il contratto con Tortona, aveva dato priorità a un’esperienza all’estero. Con l’Aris Salonicco la trattativa era in una fase avanzata, vicina a una conclusione positiva. A cambiare lo scenario è arrivata la telefonata di Santoro, descritta come l’occasione giusta per comprendere rapidamente la volontà di puntare su una crescita costruita tramite una programmazione oculata. La risposta, quindi, è stata affermativa.
memoria storica e identità del club
De Raffaele richiama il valore della storia: osservare la bacheca dei trofei e percorrere la piazza cittadina delle stelle richiama un immaginario “alla Hollywood”, cioè un passato ormai fissato nella storia. Il punto centrale è che quel modello non è più replicabile, perché apparteneva a un’epoca in cui l’equilibrio tra giocatori italiani e stranieri di grande livello prevedeva una presenza diversa: in sintesi, due stranieri di grande livello per squadra. La memoria, però, resta un dovere da custodire e tradurre in un’identità contemporanea.
la visita in occasione della partita Sam Hines
Domenica, secondo la ricostruzione, Walter De Raffaele ha seguito dal vivo la partita Sam Hines. L’allenatore precisa che, durante quell’occasione, ha dovuto spiegare a Ballo e agli altri chi fosse Hines, cosa avesse fatto e ha accompagnato il gruppo fino a farlo entrare con la squadra anche negli spogliatoi, inserendo la conoscenza della figura nel contesto della giornata sportiva.
cantù verso la salvezza: obiettivo e calendario
Il presente, per Cantù, è orientato al raggiungimento della salvezza. De Raffaele sottolinea un aspetto positivo: la squadra ha il futuro nelle proprie mani e quindi non dovrà dipendere in modo determinante dai risultati degli altri. Resta comunque necessario mantenere alta la concentrazione, perché il periodo decisivo comprende quattro gare complessive, con una giornata di riposo.
Acqua S.Bernardo e costruzione di un futuro
Nel delineare la direzione del lavoro, l’allenatore afferma che Acqua S.Bernardo merita di rimanere in Serie A, con la prospettiva di ricostruire un percorso solido e duraturo. Questo passaggio viene collegato anche a un progetto infrastrutturale in corso: i lavori per completare il nuovo Palazzo dello Sport stanno proseguendo e, secondo le indicazioni fornite, si prevede la possibilità di avere la nuova casa a breve.
nuovo palazzo dello sport: impatto sulla vita della squadra
Al momento Cantù gioca a Desio e si allena a Seveso. De Raffaele evidenzia che la distanza dalla città incide, perché il territorio vive di basket e vorrebbe mantenere un contatto costante con i giocatori e tutto lo staff. L’ingresso nel nuovo impianto è presentato come un momento importante per consolidare la costruzione di un futuro stabile.
ritorno in Europa come prospettiva
Il progetto a medio termine è legato anche a un traguardo europeo: De Raffaele esprime l’auspicio che, dopo l’impianto del percorso e con una base più forte, arrivi presto la capacità di tornare in Europa. In chiusura ribadisce la convinzione che Cantù abbia diritto a un posto tra le grandi del Vecchio Continente.
persone citate nel racconto
- Walter De Raffaele
- Fabrizio Fabbri
- Santoro
- Tortona
- Aris Salonicco
- Sam Hines
- Ballo
- Acqua S.Bernardo