Vuelta a españa 2026, percorso e tappe della seconda settimana dopo il giorno di riposo

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Vuelta a españa 2026, percorso e tappe della seconda settimana dopo il giorno di riposo

La Vuelta a España osserva il primo giorno di riposo dopo una fase iniziale intensa e ricca di sviluppi. La pausa consente ai corridori di recuperare parte delle energie fisiche e mentali, prima di affrontare una seconda settimana caratterizzata da percorsi ondulati, salite impegnative e arrivi in quota. La classifica generale resta aperta dopo il ritiro di Tadej Pogacar e il successivo primato di Enric Mas.

Vuelta a España, la corsa riparte dopo il giorno di riposo

L’avvio della competizione aveva rispettato le previsioni, con Tadej Pogacar subito in maglia rossa, tre successi di tappa e un vantaggio che sembrava difficile da colmare. La caduta e il conseguente ritiro del corridore hanno modificato gli equilibri, riaprendo la lotta per la vittoria finale. Il successo all’Alto de Aitana ha permesso a Enric Mas di conquistare il primo posto, ma il risultato conclusivo rimane ancora incerto.

Decima tappa, Alcaraz-Elche de la Sierra

La decima frazione misura 184,7 chilometri e presenta un tracciato ondulato, con tre Gran Premi della Montagna e un dislivello complessivo di 2720 metri. Nella prima parte sono previsti il Puerto del Peralejo, salita di terza categoria lunga 5,2 chilometri al 4,2%, e il Puerto de Aýna, anch’esso di terza categoria, lungo 7,7 chilometri al 4%. Il Puerto de Socoyos, 9,8 chilometri al 3,5%, rappresenta l’ultima difficoltà principale. Il finale comprende una nuova rampa e gli ultimi tre chilometri in salita.

Undicesima tappa, Cartagena-Lorca

Il percorso di 153,8 chilometri è prevalentemente pianeggiante e favorisce un possibile arrivo del gruppo compatto. L’unica salita prevista nel finale è l’Alto de Aledo, terza categoria di 7,8 chilometri al 4,5%. Le pendenze contenute non sembrano destinate a provocare una selezione significativa.

Dodicesima tappa, Vera-Calar Alto

Con 166,6 chilometri, cinque GPM e un dislivello di 4530 metri, la dodicesima tappa rappresenta uno degli appuntamenti decisivi. Nei primi novanta chilometri si susseguono l’Alto del Cabecico, l’Alto de Cóbdar e il Collado García. La fase determinante arriva con l’Alto de Velefique, prima categoria di 13,1 chilometri al 7,2%, e con il successivo Calar Alto, lungo 17,6 chilometri al 5,6%.

Tredicesima tappa, Almuñécar-Loja

La frazione di 192,8 chilometri propone 3410 metri di dislivello, tre GPM e numerosi strappi. L’Alto de la Venta de la Cebada, prima categoria di 14,1 chilometri al 5,1%, apre la parte impegnativa della giornata. Seguono l’Alto del Legionario e, nel finale, il Puerto de Granada, seconda categoria di 6,5 chilometri al 6,2%.

Quattordicesima tappa, Jaén-Sierra de La Pandera

La quattordicesima tappa costituisce uno snodo cruciale della Vuelta. I 154,5 chilometri includono 4170 metri di dislivello e tre ascese, con arrivo in salita. Dopo il Puerto de Los Villares e il Puerto de Locubín, il gruppo affronta la Sierra de La Pandera: una salita di circa 8,4 chilometri al 7,8%, caratterizzata da diversi tratti con pendenze a doppia cifra.

Quindicesima tappa, Palma del Río-Córdoba

L’ultima frazione considerata misura 189,7 chilometri e presenta un dislivello di 2850 metri. Il percorso ondulato comprende il Puerto de la Forestal nella fase iniziale, seguito dall’Alto de Villaviciosa de Córdoba e dal Puerto Artafi. Quest’ultima salita, lunga 5,9 chilometri al 5,4%, è collocata a meno di quaranta chilometri dal traguardo.

Vuelta a España, i protagonisti della classifica

Gli equilibri della corsa sono stati segnati soprattutto dalle prestazioni e dagli eventi legati a due corridori. Pogacar ha dominato la prima parte prima del ritiro, mentre Mas ha assunto il comando dopo il successo all’Alto de Aitana.

  • Tadej Pogacar
  • Enric Mas
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Categorie: Ciclismo

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