Vuelta a españa 2026: percorso completo, 21 tappe e livelli di difficoltà

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Vuelta a españa 2026: percorso completo, 21 tappe e livelli di difficoltà

La Vuelta a España 2026 propone un percorso estremamente vario, con cronometro, tappe per velocisti, lunghe giornate di media montagna e numerosi arrivi in salita. Il tracciato concentra diverse difficoltà già nella prima settimana e presenta alcuni appuntamenti destinati a incidere sulla classifica generale, tra cui Andorra, Alto de Aitana, Calar Alto e Sierra de La Pandera.

Vuelta a España 2026: le tappe iniziali

Tappa 1: Monaco-Monaco, 9,6 km

La corsa prende il via dal Principato di Monaco con una cronometro individuale di 9,6 chilometri. Il percorso non presenta salite rilevanti, ma richiede grande precisione nella guida e capacità di spingere rapporti lunghi. La prima frazione assegnerà la Maglia Rossa e potrebbe premiare gli specialisti delle prove contro il tempo.

Tappa 2: Monaco-Manosque, 215,2 km

Con oltre 215 chilometri, è la frazione più lunga dell’edizione. Il dislivello supera i 3.000 metri, nonostante siano previsti soltanto due GPM ufficiali: l’Alto Châteauneuf-Grasse, lungo 12,7 chilometri al 3%, e il Col de Saint-Andrieu, di 4,3 chilometri al 5,2%. Nel finale compaiono ulteriori strappi, compreso un tratto di 2,8 chilometri al 6,2% posto a circa 50 chilometri dall’arrivo. Gli ultimi 5 chilometri verso Manosque salgono leggermente.

Tappa 3: Gruissan-Font-Romeu, 166,7 km

La prima giornata significativa per gli uomini della classifica si concentra negli ultimi 35 chilometri. Il Col de Mont-Louis misura 19,1 chilometri al 5%, mentre dopo la discesa restano altri 9,8 chilometri al 4,9% fino a Font-Romeu. Il finale comprende quasi 27 chilometri di ascesa continua con una pendenza media del 4,5%, una sequenza capace di creare i primi distacchi tra i favoriti.

Tappa 4: Andorra la Vella-Andorra la Vella, 104,9 km

La frazione di Andorra è breve, ma presenta oltre 3.000 metri di dislivello. La prima difficoltà è il Port d’Envalira, 25 chilometri al 5% con punte dell’11%. Seguono la Collada de Beixalis, lunga 6,7 chilometri all’8,5% e con rampe fino al 16%, il Coll d’Ordino, di 9,8 chilometri al 7,1%, e l’Alto de la Comella, 4,2 chilometri all’8,1%. Il tratto conclusivo di quest’ultima salita aumenta ulteriormente la selezione.

Tappa 5: Falset-Roquetes, 171,1 km

Dopo la dura giornata andorrana, il percorso diventa più accessibile. La prima parte è prevalentemente pianeggiante, mentre negli ultimi 50 chilometri si susseguono diversi strappi. Il principale è l’Alto de Pauls, 3,5 chilometri al 7,2% con punte del 12,2%, situato a poco più di 24 chilometri dal traguardo. La salita può creare problemi ad alcuni velocisti, ma dopo la discesa restano circa 10 chilometri: la volata rimane possibile.

Tappa 6: Alcossebre-Castelló, 177,4 km

Il finale pianeggiante non riflette la difficoltà complessiva della frazione. Dopo circa 40 chilometri si affronta il Puerto de la Serratella, lungo 16,6 chilometri al 4,4%, seguito dal Col de la Bandereta, di 4,5 chilometri al 6,9%. La zona del Desierto de las Palmas viene percorsa due volte e la seconda scalata conduce al Puerto de Bartolo, 9,1 chilometri al 7,2%, con circa 3 chilometri su sterrato e pendenze a doppia cifra. La corsa può accendersi proprio su questo segmento.

Tappa 7: Vall d’Alba-Aramón Valdelinares, 149,8 km

La parte finale è caratterizzata da una successione quasi ininterrotta di salite. Si comincia con il Puerto de Remolcador, 12 chilometri al 4,4%, e l’Alto de Zucaina, 5,3 chilometri al 4,8%. Il Fuente de Rubielos, 6,1 chilometri al 6,1%, introduce il settore decisivo. A circa 20 chilometri dall’arrivo è prevista un’altra ascesa non classificata, poi il Puerto de San Rafael, 9,5 chilometri al 4,4%, con gli ultimi 1,7 chilometri al 7%. L’arrivo a Valdelinares misura 8,3 chilometri al 6,5% e raggiunge quota 1.961 metri. Il dislivello complessivo supera i 3.500 metri.

Tappa 8: Puçol-Xeraco, 171 km

Il tracciato è quasi interamente pianeggiante e presenta circa 1.300 metri di dislivello. Non si segnalano salite in grado di impedire alle squadre dei velocisti di controllare la corsa e preparare lo sprint. Il gruppo, però, potrebbe arrivare già molto ridotto dopo una prima settimana particolarmente impegnativa.

Vuelta a España 2026: la prima tappa regina

Tappa 9: La Vila Joiosa-Alto de Aitana, 187,4 km

La prima grande tappa di montagna presenta un dislivello vicino ai 5.000 metri. Le difficoltà iniziano quasi subito con il Puerto de Tárbena, 6,7 chilometri al 5,4%, e proseguono con il Puerto El Miserat, breve ma molto severo: 5,1 chilometri al 10,1%. Seguono il Port de Tollos, il Port de Tudons e il Port de Benifallim. Dopo un tratto più agevole arriva la salita finale verso l’Alto de Aitana, lunga 21,2 chilometri al 5,9%, con gli ultimi 6,6 chilometri al 7,8%. I distacchi tra i favoriti possono diventare pesanti prima del giorno di riposo.

Giorno di riposo: lunedì 31 agosto.

Vuelta a España 2026: le tappe dopo il primo riposo

Tappa 10: Alcaraz-Elche de la Sierra, 184,7 km

La ripartenza propone una frazione ondulata con difficoltà distribuite lungo tutto il percorso. Sono presenti il Puerto de las Cruces, con gli ultimi 3,2 chilometri al 5%, il Puerto de Peralejo, lungo 4,9 chilometri al 4,5%, e un’ulteriore salita di circa 8 chilometri al 4%. Nel finale si affronta il Puerto de Socovos, 9,8 chilometri al 3,5%, la cui vetta è collocata a circa 20 chilometri dall’arrivo. Dopo un’altra rampa, gli ultimi 3 chilometri salgono appena. Il percorso favorisce una fuga, anche se resta possibile uno sprint a ranghi ridotti.

Tappa 11: Cartagena-Lorca, 151,3 km

Si tratta di una delle poche frazioni realmente favorevoli agli sprinter. Il dislivello è limitato e il finale non presenta salite importanti. Dopo le montagne della prima settimana e la difficoltà della ripartenza, rappresenta una delle occasioni più adatte alle ruote veloci ancora in gara.

Tappa 12: Vera-Calar Alto, 166,6 km

La corsa torna in alta montagna con una tappa destinata a incidere sulla classifica. Il percorso comprende il Puerto de Los Barrancos, l’Alto Cóbdar e il Collado García, ma il momento decisivo arriva negli ultimi 44 chilometri. L’Alto de Velefique misura 13,2 chilometri al 7,3%, con un tratto iniziale molto impegnativo e l’ultimo chilometro fino al 15%. Subito dopo si sale verso Calar Alto per 15,5 chilometri al 6%, con i primi 2 chilometri intorno al 12%. L’ascesa finale alterna pendenze, falsopiani e brevi recuperi. Il dislivello complessivo raggiunge circa 4.460 metri.

Tappa 13: Almuñécar-Loja, 192,8 km

La frazione si sviluppa su un terreno di media montagna e accumula circa 3.400 metri di dislivello. Non è presente una salita singola capace di decidere la corsa, ma il percorso propone una lunga serie di strappi e saliscendi. La conformazione favorisce una fuga di qualità, soprattutto dopo l’impegno della tappa di Calar Alto.

Tappa 14: Jaén-Sierra de La Pandera, 154,5 km

Con oltre 4.000 metri di dislivello, questa è una delle giornate più importanti della seconda parte della Vuelta. Il traguardo è posto sulla Sierra de La Pandera, salita di circa 8,4 chilometri al 7,8% con numerosi passaggi in doppia cifra. Le difficoltà precedenti porteranno i corridori all’ultima ascesa con le gambe già affaticate. Gli uomini della classifica saranno chiamati a confrontarsi direttamente.

Tappa 15: Palma del Río-Córdoba, 189,7 km

Il percorso successivo alla Sierra de La Pandera resta ondulato e presenta circa 2.850 metri di dislivello. Non ci sono salite abbastanza dure o vicine al traguardo da rendere probabile un nuovo duello tra i favoriti. La fuga può avere buone possibilità di arrivare, mentre i velocisti più resistenti possono superare gli strappi e contendersi la vittoria a Córdoba.

Giorno di riposo: lunedì 7 settembre.

Vuelta a España 2026: l’inizio della terza settimana

Tappa 16: Cortegana-La Rábida, Palos de la Frontera, 181,1 km

La terza settimana si apre con una frazione ondulata, caratterizzata da un andamento progressivamente più impegnativo.

Vuelta a españa 2026: percorso completo, 21 tappe e livelli di difficoltà
Categorie: Ciclismo

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