Vingegaard: "A un passo crollo, serve più dialogo tra ciclisti e squadre

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 3 min

Jonas Vingegaard parteciperà al Giro d’Italia 2026, offrendo agli appassionati una finestra diretta sulle sue pedalate nelle strade italiane e sul percorso che lo attende in una delle corse più prestigiose al mondo. L’annuncio si accompagna a una riflessione approfondita sul momento agonistico recente, illustrata dall’atleta in un’intervista che mette in luce il peso delle sfide fisiche e mentali, nonché la necessaria gestione degli obiettivi con la squadra di riferimento.

jonas vingegaard al giro d'italia 2026: riflessioni sull'esaurimento e sul contributo della squadra

Nel colloquio rilasciato a un media danese, Vingegaard ha ripercorso il periodo recente descrivendo quanto sia stato vicino all’esaurimento. Ha ricordato che lo sport è logorante, richiedendo cicli di allenamento intensi che incidono profondamente sul livello di rendimento. Riferendosi a Simon Yates, ha evidenziato il programma impegnativo che l’inglese ha dovuto affrontare nell’ultimo anno, mostrando comprensione per la severità della situazione e rispetto per la scelta di fermarsi quando si è raggiunto il limite.

Nell’analisi del tema ha aggiunto che non attribuisce colpe alla squadra; è compito dei corridori segnalare quando le richieste diventano difficili da sostenere e che è complesso manifestare pienamente ciò che si pensa. Questo spunto richiama una consapevolezza aggiornata della dinamica tra atleta e gruppo di lavoro, una consapevolezza che può spiegare alcuni momenti difficili vissuti nel passato. L’intervento sottolinea, inoltre, la necessità di una comunicazione chiara e di un allineamento continuo tra l’atleta e la squadra.

l’intervista con feltet e i contenuti chiave

Riflettendo sul contenuto dell’intervista, Vingegaard ha rimarcato che la gestione delle energie e delle aspettative è una questione aperta anche per i corridori di alto livello. Ha sottolineato che la possibilità di avanzare coordinando le esigenze personali con quelle del team richiede un dialogo costante, soprattutto in periodi di intensa programmazione e di gare purissime.

la gestione della pressione e il ruolo della squadra

Un passaggio chiave riguarda la responsabilità individuale di comunicare quando i carichi diventano insostenibili. Secondo il ciclista, l’equilibrio tra ambizioni personali e richieste della squadra è cruciale: non basta chiedere di più, è essenziale poter esprimere limiti e necessità. L’esperienza vissuta porta a riconoscere l’opportunità di cambiare approccio per evitare nuove metriche di fatica e potenziare la sostenibilità del programma.

l'approccio futuro e l'adattamento delle dinamiche di lavoro

Vingegaard ha spiegato che la chiave risiede nel confronto aperto con lo staff tecnico e nel concordare nuove modalità di allenamento e partecipazione alle corse. Se non si fosse parlato, avrebbe rischiato di esaurirsi; invece è riuscito a comunicare la necessità di agire in modo diverso, e la squadra ha accettato di rivedere le strategie. Dialogo e collaborazione sono descritti come elementi decisivi per proseguire nel percorso senza compromettere la salute e la prestazione futura.

Tra i protagonisti citati nell’intervista si individuano:

  • Jonas Vingegaard
  • Simon Yates
Vingegaard: "A un passo  crollo, serve più dialogo tra ciclisti e squadre

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