Vincenzo fanizza rompe il silenzio: cosa non ha funzionato questa estate
L’estate delle nazionali giovanili maschili di pallavolo si è chiusa con un bilancio lontano dalle aspettative, nonostante il bronzo conquistato ai Giochi del Mediterraneo. La squadra italiana ha superato la Turchia soltanto al tie-break, dopo aver perso in semifinale contro la Grecia, mentre le altre rappresentative di categoria avevano già raccolto risultati deludenti. Per Vincenzo Fanizza, direttore tecnico del settore giovanile maschile, la medaglia ottenuta a Taranto rappresenta comunque il risultato di un percorso fondato sulla crescita dei giovani e sulla loro progressiva esperienza ad alto livello.
nazionali giovanili maschili, un’estate sotto le aspettative
Il percorso delle selezioni italiane era iniziato con diverse difficoltà. La Nazionale Under 22 è stata eliminata nella fase a gironi dell’Europeo, l’Under 18 ha chiuso al quarto posto nella rassegna continentale e l’Under 17 si è fermata agli ottavi del Campionato del Mondo. Una serie di risultati che ha reso i Giochi del Mediterraneo l’ultimo appuntamento utile per evitare una stagione senza medaglie.
La manifestazione aveva un significato particolare per la Federazione, anche per il forte legame con la Puglia. Le squadre azzurre sono state ospitate in un albergo di prestigio a Taranto, invece di alloggiare sulla nave da crociera destinata agli atleti, con l’obiettivo di mantenere la massima concentrazione.
Giochi del Mediterraneo, il bronzo conquistato a Taranto
La sconfitta più pesante è arrivata in semifinale contro la Grecia, al termine di un tie-break combattuto. Fanizza aveva definito gli ellenici una squadra seniores destinata a disputare il prossimo Europeo. La Grecia ha poi perso nettamente la finale contro la Francia, battuta dall’Italia in tre set durante il torneo. Il risultato ha alimentato il rammarico per un’occasione considerata concreta per puntare all’oro.
Il sostegno del pubblico del PalaMazzola, sempre gremito e capace di spingere gli azzurri con un entusiasmo da stadio, non è bastato per raggiungere l’atto conclusivo. L’Italia ha chiuso la competizione al terzo posto, imponendosi sulla Turchia soltanto dopo cinque set. La formazione avversaria non è apparsa superiore, ma gli errori commessi dagli azzurri hanno reso particolarmente complicata la conquista della medaglia.
Per Fanizza, il valore del bronzo non dipende dal colore della medaglia. Il tecnico ha sottolineato la soddisfazione per essere arrivati fino in fondo e ha evidenziato la capacità della squadra di recuperare le energie dopo la semifinale, disputata appena quattordici ore prima. La reazione mostrata nel quinto set è stata indicata come un segnale positivo per il futuro di diversi giocatori molto giovani.
Vincenzo Fanizza e la gestione degli infortuni
Durante la sfida contro la Turchia, l’Italia ha dovuto fare i conti con tre problemi fisici. Orioli ha accusato un colpo, Truocchio ha avvertito un affaticamento e Alessandro Fanizza ha segnalato un dolore. Il palleggiatore ha chiesto il cambio nel quarto set, sul punteggio di 16-16, permettendo a Mancini di entrare in campo.
La sostituzione era stata preparata anche in virtù delle caratteristiche differenti dei due palleggiatori. Fanizza ha spiegato che Mancini non era stato convocato per ricoprire un ruolo marginale e che doveva essere pronto a intervenire in qualsiasi momento. La sua prestazione ha consentito alla squadra di affrontare il finale della partita nonostante le difficoltà fisiche.
Argilagos, l’assenza motivata da un grave lutto
Tra le assenze più discusse c’è stata quella di Bryan Argilagos. Il giocatore aveva perso il padre all’inizio di agosto e aveva già attraversato un periodo familiare molto difficile. Era stato inserito nel gruppo dei tre palleggiatori durante il collegiale, ma non aveva partecipato nemmeno al percorso dell’Under 22.
La mancata convocazione è stata legata esclusivamente alla tragedia personale vissuta dall’atleta. La Federazione e lo staff hanno scelto di non rendere pubbliche le motivazioni al momento delle convocazioni, per tutelare la privacy del ragazzo.
Il progetto del settore giovanile maschile
Fanizza ha chiarito che la nazionale più forte deve essere sempre destinata alla selezione seniores. Il lavoro con le rappresentative giovanili serve soprattutto a offrire spazio e responsabilità a giocatori che devono costruire il proprio percorso. Tra gli esempi citati c’è Pardo Mati, coinvolto nell’Under 22 e poi capace di ritagliarsi spazio in Superlega.
La formazione impegnata a Taranto comprendeva atleti con esperienza nel massimo campionato italiano, alcuni dei quali avevano già giocato titolari nei rispettivi club. La squadra non era composta da elementi chiamati soltanto per completare il gruppo, ma da giocatori considerati meritevoli dopo una stagione particolarmente lunga, iniziata il 21 maggio.
Il direttore tecnico ha ricordato anche le numerose indisponibilità che hanno condizionato le convocazioni. Barotto, Gironi e Magalini erano infortunati, mentre Manuel Zlatanov aveva affrontato problemi fisici e avrebbe potuto essere inserito nel gruppo se il recupero fosse arrivato prima. Nonostante le assenze, nell’Under 22 sono stati utilizzati con continuità quasi tre giocatori nati nel 2008.
La strategia indicata da Fanizza punta sulla programmazione a lungo termine. Eventuali risultati inferiori nell’immediato devono essere valutati insieme alla crescita dei giovani, con l’obiettivo di valorizzare atleti che potrebbero diventare protagonisti nei prossimi anni. La prospettiva indicata è quella di lavorare con lungimiranza, anche quando la rosa non può contare su tutti i suoi elementi migliori.
Taranto e il futuro della pallavolo giovanile
Il PalaMazzola ha registrato il tutto esaurito in ogni partita, offrendo alla nazionale un sostegno costante. Fanizza, originario di Francavilla Fontana e particolarmente legato al territorio tarantino, ha definito l’accoglienza ricevuta straordinaria e ha riconosciuto il potenziale della città per ospitare un progetto federale dedicato ai giovani.
La possibilità di costruire un’iniziativa stabile nella zona, anche dopo la scomparsa di una squadra di Serie A, non rientra però nelle competenze del direttore tecnico. Le decisioni spettano al presidente, al vicepresidente e al consiglio federale. L’entusiasmo del pubblico e la partecipazione registrata durante i Giochi hanno comunque evidenziato la presenza di un ambiente favorevole allo sviluppo della pallavolo giovanile.
Protagonisti del percorso azzurro
- Vincenzo Fanizza, direttore tecnico delle nazionali giovanili maschili.
- Alessandro Fanizza, palleggiatore della nazionale italiana.
- Mancini, palleggiatore entrato durante la sfida per il bronzo.
- Bryan Argilagos, palleggiatore assente dai Giochi del Mediterraneo per motivi familiari.
- Pardo Mati, atleta cresciuto nell’Under 22 e approdato a un ruolo in Superlega.
- Manuel Zlatanov, giocatore condizionato da precedenti problemi fisici.
- Orioli, atleta colpito durante la partita contro la Turchia.
- Truocchio, costretto a gestire un affaticamento nel corso della gara.
- Barotto, Gironi e Magalini, assenti per infortunio.
