USA 0-3: cosa imparano le azzurre nelle sperimentazioni senza drammi
L’Italia sperimentale nelle prime settimane di VNL incappa nella seconda sconfitta consecutiva. Dopo il passo falso contro il Brasile, chiuso al termine di un tie-break, la nazionale azzurra affronta gli Stati Uniti con una partita segnata da continuità difficoltosa e controllo intermittente. Il risultato finale fotografa un divario netto: 0-3 per gli americani con parziali 25-27, 20-25 e 16-25.
italia usa: 0-3 e difficoltà costanti
Contro gli Stati Uniti, l’Italia non riesce a costruire una regia stabile né a mantenere ritmo e sicurezza in tutte le fasi. La squadra si ritrova più volte a inseguire, con scambi che si spostano a favore delle avversarie. Il primo set si chiude con un margine minimo a favore degli Stati Uniti, mentre nel secondo e nel terzo i momenti di reazione non si trasformano in svolte decisive.
Il punteggio finale, 25-27 nel primo parziale, 20-25 nel secondo e 16-25 nel terzo, rende il senso dell’andamento: per l’Italia gli errori in attacco e la gestione del muro dell’avversario risultano fattori determinanti nell’accumulo dello svantaggio.
novità nello starting seven: velasco modifica l’assetto
Una scelta rilevante cambia l’impostazione di partenza: nello starting seven Julio Velasco decide di non schierare Antropova titolare. Al suo posto viene inserita Omoruyi in una configurazione che prevede Nervini con un reparto impostato con attenzione alla fase in campo e alle rotazioni.
Per il resto restano conferme importanti: la diagonale principale è formata da Cambi-Obossa, la coppia centrale vede Fahr-Nwakalor, mentre Eleonora Fersino ricopre il ruolo di libero.
primo set italia e stati uniti: inseguimento fino al tie-break mancato
L’avvio presenta subito un copione complicato. Le azzurre sono quasi costantemente sotto di pochi punti, con il match che passa attraverso parziali ravvicinati. L’Italia riesce a pareggiare sul 12
Un nuovo tratto di difficoltà riporta lo svantaggio sul -4 (12-16). A quel punto Velasco interviene proprio sulla diagonale principale: entrano Scola e Adigwe e la risposta arriva anche tramite tanti muri vincenti. L’Italia riprende ritmo e torna in scia agli Stati Uniti, con il rientro fino a 22 che porta al timeout di Sullivan.
Nel finale, l’Italia conquista il primo set-point con un monster block, ma la reazione americana ribalta la situazione. Il set si chiude dopo un altro cambio di polarità: 24-25 e, grazie alle scelte di palla alta, l’ultimo punto assegna il parziale agli Stati Uniti con 25-27.
secondo set: equilibrio iniziale e crollo nella parte centrale
Il secondo parziale offre un andamento più equilibrato nelle fasi iniziali. Le squadre si rispondono punto su punto, fino all’11, con un break dell’Italia ottenuto grazie a un grande attacco di Omoruyi (13-11).
A incidere, però, sono anche le americane a muro: le centrali statunitensi si rendono decisive e riportano la situazione in parità sul 15 grazie a O’Neal e McCage (nuova parità ai 15).
Velasco prova a cambiare tre elementi: entrano Scola, Adigwe e Antropova. La scelta non produce l’effetto cercato: gli Stati Uniti si portano avanti di due (16-18), anche per via di ricezioni perfette firmate da Banks. Il margine aumenta ulteriormente, fino a 18-22.
Nel tentativo di raddrizzare la traiettoria, Velasco richiama la squadra sul punto critico: non si tratta solo di muro, ma soprattutto di attacco e gestione degli errori, legati alle soluzioni avversarie. La difficoltà si estende alla ricezione con free-ball concessi più volte, e il set si chiude definitivamente a favore degli Stati Uniti con 20-25.
terzo set: velasco cambia ancora, italia sotto controllo avversario
Nel terzo parziale Velasco ricorre a ulteriori aggiustamenti, dopo aver confermato la stessa formazione nei primi due set. L’Italia parte con Cambi-Adigwe, Omoruyi-Giovannini in banda, Meli-Fahr al centro e Fersino libero.
La partenza non porta punti immediati: l’Italia si ritrova sotto 2-7 e Giovannini viene riportata in panchina per Nervini. Il divario si allarga fino a 5-11, con Velasco che blocca il gioco per indicare una linea precisa: costringere le avversarie a tirare la parallela e agire meglio nel coinvolgimento delle traiettorie attaccate, anche perché l’avanzamento americano deriva da una frequenza di attacchi in diagonale che l’Italia fatica a toccare.
In risposta, l’Italia tenta di eseguire, con Fersino che sostiene l’attacco in parallela di Samedy e con la squadra che “appoggia” invece di chiudere. Le avversarie contrattaccano in diagonale con Wank e la reazione non regge: sotto 8-14, l’Italia prova a rimettere in carreggiata il punteggio con un parziale di 5-2.
Una fase più produttiva arriva con Meli, che consente di ridurre lo svantaggio fino a -2 (15-17). Poi si torna a scivolare indietro: 16-22. Velasco inserisce Moro in seconda linea e prova anche Antropova da opposta, ma la squadra non riesce a trovare punti continui. Il set si chiude con 16-25 e con il match che termina 0-3.
formazione e protagonisti citati
Nel corso del confronto compaiono diversi elementi della squadra azzurra e riferimenti a specifiche giocatrici statunitensi nei momenti decisivi del gioco.
- Julio Velasco
- Antropova
- Omoruyi
- Nervini
- Cambi
- Obossa
- Fahr
- Nwakalor
- Eleonora Fersino
- Scola
- Adigwe
- Sullivan
- Samedy
- Giovannini
- Meli
- Moro
- O’Neal
- McCage
- Banks
- Wank
