Udinese patteggia: confermata multa per il caso Mandragora sulle plusvalenze

Giampiero Colossi • Pubblicato il 15/01/2026 • 2 min

Inquadramento sintetico della vicenda: una casistica di plusvalenze legate al trasferimento di un calciatore tra Udinese e Juventus è stata chiusa tramite patteggiamento, con il Tribunale Federale Nazionale della FIGC che ha archiviato ufficialmente il procedimento e ha fissato una linea sanzionatoria definita. L’esito è stato formalizzato con deposito il 14 gennaio 2026, e riguarda le ripercussioni contabili delle operazioni intervenute tra le due società nelle stagioni seguenti, evidenziando come la gestione economica sia stata oggetto di verifica e di chiarimento.

plusvalenze mandragora: patteggiamento tra udinese e procura federale

La situazione trae origine dall’operazione realizzata nel 2018, la quale, nei documenti della Lega Serie A, appariva come una cessione con diritto di opzione a favore della Juventus per un eventuale riacquisto nel 2020/21. Formalmente la Juve disponeva della sola facoltà, e non dell’obbligo, di riportare Mandragora a Torino.

Le indagini hanno tuttavia evidenziato un quadro differente: sarebbe stato siglato un accordo parallelo che imponeva un riacquisto irrevocabile, non comunicato nei moduli federali e pertanto in contrasto con le norme di trasparenza richieste dalla FIGC per le operazioni di mercato.

Le prove raccolte hanno incluso bozze contrattuali, scambi di mail e messaggi tra dirigenti, oltre a una scrittura privata che formalizzava l’impegno al riacquisto. In alcuni documenti interni della Juventus, la cifra destinata al riacquisto veniva contabilizzata come debito verso l’Udinese.

Le testimonianze hanno confermato che l’obbligo di riacquisto era considerato parte integrante dell’accordo fin dall’inizio. Anche il padre del giocatore ha riferito che il trasferimento a Udine era stato accettato sulla base di una garanzia – puramente verbale – di un ritorno certo alla Juventus. Il riacquisto, avvenuto nel 2020, si è concretizzato a condizioni economiche diverse da quelle indicate nel testo originario del 2018.

Secondo la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di registrare vantaggi contabili e fiscali nei bilanci 2019-2021, presentando l’operazione come una semplice cessione con opzione piuttosto che come un trasferimento destinato a concludersi con un riacquisto obbligato.

Le sanzioni hanno previsto un patteggiamento che ha evitato conseguenze più pesanti. Il Tribunale ha riconosciuto corretta la qualificazione dei fatti e ritenuto adeguate le sanzioni concordate, considerandoli validi e chiudendo ufficialmente il procedimento.

Le pene hanno previsto ammende da 10.700 euro per ciascuno dei due dirigenti dell’Udinese coinvolti all’epoca e per la società stessa, senza alcuna penalizzazione in classifica per il club friulano.

Nominali principali della vicenda:

  • Rolando Mandragora
  • Juventus
  • Udinese
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