Tennis, ad alcaraz il fisico presenta il conto: lo sport è arrivato al limite?

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Tennis,  ad alcaraz il fisico presenta il conto: lo sport è arrivato al limite?

Il tennis professionistico sta affrontando una trasformazione fisica sempre più evidente, con giocatori sottoposti a ritmi, carichi e sollecitazioni superiori rispetto al passato. Gli infortuni, i ritiri durante le partite e i rientri anticipati hanno riaperto il dibattito sulla sostenibilità del calendario e sulle condizioni necessarie per proteggere il corpo degli atleti.

Infortuni nel tennis, la crescita registrata negli ultimi anni

Secondo i dati dell’analisi condotta dalla Professional Tennis Players Association, il numero complessivo degli infortuni è aumentato del 110% rispetto ai primi anni Duemila. Particolarmente significativo è il dato relativo agli arti superiori, dove la crescita raggiungerebbe il 112%.

Anche i ritiri durante le partite hanno registrato un incremento importante, pari al 53%. Le ricadute nella medesima zona del corpo sarebbero invece aumentate di circa il 30%, evidenziando la difficoltà di recuperare pienamente prima di tornare alla competizione.

Tennis moderno, velocità e potenza mettono alla prova il fisico

Il gioco è diventato più intenso sotto il profilo atletico. Gli atleti dispongono di una preparazione muscolare più avanzata, sono più esplosivi e affrontano scambi caratterizzati da spostamenti rapidi, frenate brusche e cambi di direzione continui.

Le sollecitazioni risultano particolarmente marcate sul cemento, superficie presente in una parte rilevante del calendario. Su questo terreno, la combinazione tra velocità, potenza e ripetizione degli sforzi aumenta il carico imposto alle articolazioni e alla muscolatura.

Calendario e attrezzatura aumentano il carico competitivo

Alla maggiore intensità del gioco si sommano l’evoluzione di racchette e corde e un calendario sempre più fitto. L’estensione dei Masters 1000 a dodici giorni ha allungato la durata di numerosi tornei, mentre la successione ravvicinata di partite e trasferte lascia meno tempo per il recupero.

Adriano Panatta ha descritto il cambiamento sottolineando che i giocatori contemporanei si muovono a velocità molto elevate e colpiscono spesso con la massima forza. Secondo il suo confronto con il passato, un torneo disputato oggi comporterebbe un impegno paragonabile a quello di due competizioni dell’epoca precedente.

Sinner e Alcaraz al centro del dibattito sulla sostenibilità

Gli stop di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, insieme alle riflessioni sulla necessità di gestire meglio le pause, si inseriscono in una discussione che supera i singoli episodi. La questione riguarda l’equilibrio tra prestazioni sempre più elevate e capacità del corpo di sostenere carichi prolungati.

Per Panatta, il punto non consiste soltanto nel chiedersi quali problemi abbia Sinner, ma nel comprendere che cosa stia accadendo all’intero tennis. La crescita degli infortuni e la riduzione dei tempi di recupero pongono quindi un interrogativo centrale: il tennis moderno sta imponendo ai suoi protagonisti richieste superiori alla loro capacità fisica di sopportazione?

Personalità citate nel dibattito

  • Adriano Panatta
  • Jannik Sinner
  • Carlos Alcaraz
Jannik Sinner - Carlos Alcaraz
Categorie: Tennis

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