Tardozzi: "A Buriram abbiamo subito una lezione, ma la verità emergerà sui circuiti futuri
La corsa di Buriram ha segnato una giornata in cui la Ducati ha dovuto confrontarsi con dinamiche impreviste e con una prestazione meno incisiva rispetto alle attese, nonostante una pista che, sulla carta, potesse favorire il pacchetto italiano. In quest’occasione si è posta l’esigenza di analizzare cosa sia andato storto e quali indicazioni trarre per il prosieguo della stagione.
ducati in moto gp thailand: esito e riflessioni
ducati in moto gp thailand: dinamiche di gara e incidente marc marquez
Nella gara asiatica la striscia di podi Ducati si è conclusa a quota 88, con Marc Marquez che ha tentato di mantenere alto il vessillo della casa italiana prima di un incidente a cinque giri dalla fine. Uscendo largo in curva 4, ha urtato il cordolo, causando una ammaccatura al cerchio e la perdita di pressione della gomma, situazione confermata anche dal fornitore di pneumatici e dal team manager. La sequenza ha portato al ritiro dello spagnolo, segnando un punto di svolta in una giornata già complicata per le Desmosedici GP.
«Marc è salito sul cordolo e lì c’è stato uno spigolo», ha spiegato il team manager ai microfoni di Sky Sport MotoGP. La gomma ha mancato pressione e, nel paddock, si è verificata anche una foratura della ruota posteriore dello scooter di servizio. Con l’assenza di Marquez, la Ducati ha dovuto guardarsi altrove per la classifica.
ducati in moto gp thailand: prestazioni e dichiarazioni del team
La miglior rappresentante della casa di Borgo Panigale è risultata Fabio Di Giannantonio, autore di una quinta o sesta posizione a oltre 15 secondi dal vincitore Marco Bezzecchi. Il pilota romano ha fatto buona figura, ma l’ago della bilancia è gravemente inclinato verso Aprilia, che ha piazzato quattro moto nelle prime cinque posizioni, evidenziando una crescita significativa del pacchetto di Noale. Pedro Acosta, secondo al traguardo, ha consolidato la leadership in classifica iridata dopo la Sprint, segnando una giornata impegnativa per la squadra italiana e una conferma della competitività delle rivali dirette.
Nel corso delle dichiarazioni, Davide Tardozzi ha riconosciuto che i cambiamenti di condizioni rispetto ai test hanno penalizzato particolarmente le Desmosedici GP. La pista era diversa, l’umidità diversa e, in generale, le performance della casa italiana hanno mostrato un calo rispetto ad altre motociclette, come la KTM di Acosta e le Aprilia. Non si tratta di scorciatoie, ma di una situazione da analizzare con attenzione per comprendere i reali valori della competitività in scenari differenti. Secondo il dirigente, dopo i passaggi difficili subiti, occorre identificare cosa possa essere migliorato per riportare i piloti Ducati ai piani alti della classifica.
In chiusura, si è sottolineato che la pista possa aver influito negativamente su una componente, ma che Gigi Dall’Igna sia perfettamente conscio delle esigenze. I prossimi appuntamenti su tracciati come Austin, Qatar e Jerez saranno determinanti per avere una fotografia più chiara della situazione e per decidere le azioni da intraprendere per rendere le Ducati competitive al pari delle rivali. Non si tratta di accampare colpe, ma di lavorare su una strategia che riporti i piloti sulla linea di podio.
La giornata ha evidenziato una necessità: confrontarsi con condizioni di gara diverse, rivedere l’assetto e mantenere alta la concentrazione su ogni dettaglio tecnico per non perdere terreno rispetto agli altri costruttori più incisivi.
Nell’immediato, la squadra ha ribadito l’impegno a riportare le moto Ducati in condizioni di lottare per i podi, con una attenzione rinnovata alle verifiche di setup e alle dinamiche di gara che emergono quando cambiano le condizioni della pista e dell’umidità.
Nominativi chiave citati nel resoconto:
- Marc Marquez
- Fabio Di Giannantonio
- Marco Bezzecchi
- Pedro Acosta
- Davide Tardozzi
- Gigi Dall’Igna
