Tardelli rivela: la lite con Brera, l’ira con Sconcerti e un retroscena inedito su Paolo Rossi
Nel cinquantesimo compleanno, una narrazione viva accompagna un viaggio di mezzo secolo tra trionfi sportivi, incontri memorabili e una visione attenta alle storie che plasmano il significato del calcio. In questa rassegna emergono episodi intimi, riflessioni pungenti e momenti di confronto che hanno segnato una carriera di grande rilievo.
tardelli: lite, ricordi dal mundial 82 e rapporti con i giornalisti
gli esordi letterari e la curiosità per la lettura
cent’anni di solitudine di gabriel garcía Márquez è stato il primo libro tra i preferiti, seguito da autori come robbins e morris west. philip roth è stato tra i preferiti, anche se pastorale americana ha suscitato una forte emozione. In viaggio da milano, si è incrociato con roberto calasso, che spesso regalava testi agli amici. Diplomato geometra, non si è mai posto come lettore onnivoro di quotidiani, privilegiando soprattutto le notizie dalla città in cui aveva giocato per dieci anni. La rete tra atleti e giornalisti era vivace: si parlava nello spogliatoio, anche dopo le partite, ma la disponibilità era bilanciata dal desiderio di non creare fraintendimenti e da una tendenza a non leggere troppo le pagelle, pur riconoscendo che a volte la passione atletica non basta da sola.
la lite con brera e il peso delle parole
Durante il mondiale del ’82 in Spagna, una critica su gianni brera arrivò mentre era nel bar del ritiro di pontevedra: si sentì la frase che colpì direttamente. Il commento portò a una forte tensione interiore, alimentata dall’immagine di una pugnalata verbale. In quel contesto, la distanza con il giornalista rimase, nonostante l’atto non avesse una soluzione immediata. L’assenza di una riconciliazione definitiva rimase, anche se si raccontò di un confronto successivo con il figlio dello stesso giornalista in una serata a lodi.
quasi a pugni con sconcerti
Un episodio nato da una scenetta durante un periodo di silenzio stampa, a gavà, nei pressi di barcellona: insieme a gentile e dossena si fingeva di conversare con il radiocronista ezio luzzi, mentre le parole venivano soltanto simulate. giancarlo sconcerti era lontano, ma la tensione tra i due è sembrata reale: ci fu chiesto di incontrarsi fuori dal recinto per chiarire, ma l’intervento di altre persone servì a raffreddare gli animi e a evitare un confronto fisico.
i giornalisti di una volta
Il rapporto con i colleghi televisivi e con chi scriveva per la carta stampata ha rivelato una generazione diversa: mario era presente in molte discussioni, ma l’attenzione era rivolta a una domanda che invogliasse a parlare e a spiegare, piuttosto che a una fredda conferma. Si ricordava gianni mura per la persona e la semplicità senza arroganza, mentre la critica odierna spesso propone domande già chiuse, prive di quell’apertura che permette di raccontare davvero chi si ha davanti.
la controversia sul pareggio contro il camerun e le accuse
Un capitolo doloroso fu l’accusa di aver comprato il pareggio contro il camerun. L’accusa non serviva a garantire il passaggio ma rimaneva una ferita aperta, perché si trattava di una controversia infondata e dannosa per l’immagine di squadra e giocatori. La vicenda fece male, nonostante non fosse accurata nel contesto sportivo.
repubblica: una svolta nel racconto sportivo
la republica rappresentò una novità di formato e linguaggio, capace di offrire una narrazione sportiva più diretta e calda. L’esito fu una riflessione profonda su come lo sport racconta le persone, i percorsi e le scelte, oltre i soli risultati. In momenti difficili, come la perdita di paolo rossi, la voce autorevole di myrta merlino fu decisiva per permettere di raccontare una stagione intera come parte di una storia collettiva. mario rost o platini hanno accompagnato la memoria di quell’epoca, che resta legata all’idea di un gioco che va oltre la vittoria e la sconfitta, aprendosi a valori e relazioni che definiscono una comunità sportiva.
Questi racconti mostrano un percorso in cui le parole si intrecciano con le azioni, offrendo una chiave di lettura sul modo in cui lo sport diventa una lente per comprendere identità, lealtà e responsabilità.
punto di riferimento nel racconto sportivo, il passato rimane una fonte di riflessione su come una carriera possa essere guidata non solo dai traguardi ma anche dall’incontro tra persone, idee e contenuti che hanno modellato un’epoca.
nominativi citati:
- marco tardelli
- gianni brera
- giancarlo sconcerti
- ezio luzzi
- gentile
- dossena
- paolo rossi
- michel platini
- myrta merlino
- gianni mura
- roberto calasso
