Tadej pogacar racconta l’incidente: ho rotto altre due vertebre e sono felice di essere vivo
Tadej Pogacar ha raccontato nuovi dettagli sulle conseguenze della caduta che lo ha costretto a interrompere la Vuelta di Spagna, proprio quando indossava la maglia roja e sembrava avviato a completare una stagione straordinaria dopo il quinto successo al Tour de France. Gli esami successivi hanno evidenziato condizioni più serie rispetto a quanto inizialmente emerso, accompagnando il recupero fisico con una fase di forte difficoltà psicologica.
Tadej Pogacar e le vertebre fratturate dopo la caduta
In seguito all’incidente, Pogacar era stato sottoposto a un intervento chirurgico per una frattura scomposta della clavicola sinistra. Una TAC eseguita alcune settimane dopo in Slovenia ha permesso di individuare anche ulteriori lesioni alla colonna vertebrale.
Il ciclista sloveno sapeva già di aver riportato una frattura alla vertebra C7, ma gli accertamenti hanno rivelato la presenza di fratture anche a carico delle vertebre T1 e T2. La scoperta lo ha portato a rivalutare il rischio corso e a considerare importante essere rimasto in vita e capace di stare in piedi. Per questo motivo ha accolto con sollievo la mancata partecipazione agli Europei, che rappresentavano inizialmente uno dei suoi obiettivi.
Il recupero fisico di Tadej Pogacar
La situazione attuale è descritta come positiva. Pogacar ha spiegato di non avere più particolari preoccupazioni legate agli infortuni, pur dovendo rispettare alcune precauzioni. Le indicazioni riguardano soprattutto la necessità di evitare nuove cadute in bicicletta, non sollevare pesi con il braccio sinistro e non sottoporre il collo a sforzi eccessivi.
Terminata la fase più delicata, il corridore ritiene di poter riportare gradualmente alla normalità le proprie attività. Il percorso di guarigione ha richiesto attenzione costante e un controllo rigoroso dei movimenti.
Tadej Pogacar e la difficoltà mentale durante la convalescenza
L’infortunio ha avuto conseguenze anche sul piano emotivo. Durante i giorni trascorsi in casa, Pogacar ha descritto uno stato di profonda depressione, caratterizzato dalla mancanza di reazioni e dalla difficoltà a trovare stimoli nelle attività quotidiane. La lunga inattività ha inciso sul suo umore e anche la convivenza con la compagna è diventata più complessa.
Il ritorno agli allenamenti sui rulli e le sedute quotidiane dal fisioterapista hanno rappresentato un passaggio importante. Grazie a queste attività, il ciclista ha iniziato a sentirsi meglio anche mentalmente, pur definendo il recupero una battaglia affrontata giorno dopo giorno.
Il primo rientro fuori casa dopo l’intervento
Un episodio significativo è avvenuto il giorno successivo al rientro a casa, quando Pogacar ha deciso di raggiungere una gelateria situata a circa dieci minuti di distanza. L’uscita si è rivelata molto più faticosa del previsto: dopo aver iniziato a sudare, anche a causa della preoccupazione per i punti, ha vissuto un momento di panico e ha dovuto sedersi per la stanchezza.
Dopo aver terminato il gelato, il ciclista si è sentito a disagio all’esterno e ha cercato di rientrare rapidamente. In quel momento desiderava soltanto tornare a casa, vivendo una delle fasi più difficili del periodo successivo alla caduta.
Tadej Pogacar e le persone citate nel racconto
Il racconto dell’infortunio e della convalescenza coinvolge direttamente il ciclista sloveno e la sua compagna, presente durante il periodo trascorso a casa.
- Tadej Pogacar, ciclista sloveno e corridore della UAE Emirates.
- Urska, compagna di Tadej Pogacar.
