Stalker di rae: le minacce continuano nonostante la condanna

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Stalker di  rae: le minacce continuano nonostante la condanna

Daria Rae vive ancora con la consapevolezza che il suo stalker potrebbe tornare a perseguitarla dopo aver scontato la pena detentiva. Philip Thomas II sta infatti affrontando una condanna a 15 anni di carcere, ma durante l’interrogatorio avrebbe dichiarato di voler riprendere le molestie una volta tornato libero.

Daria Rae e l’irruzione nella sua abitazione

La vicenda è iniziata nell’agosto del 2020, quando Philip Thomas II si è introdotto nella casa di Daria Rae. Dopo l’accaduto, Rae ha ottenuto nei suoi confronti un’ordinanza restrittiva permanente e si aspettava che il caso arrivasse a processo.

La procedura giudiziaria, però, non si è conclusa con un dibattimento. Secondo quanto raccontato da Rae, il suo avvocato ha scelto di proporre a Thomas un accordo che avrebbe potuto comportare una pena più lunga rispetto a quella ipotizzata in caso di processo. L’uomo ha accettato e, di conseguenza, è stato condannato a 15 anni di reclusione.

La futura scarcerazione resta una preoccupazione

La permanenza di Thomas in carcere garantisce a Rae una certa distanza dagli eventi, ma non elimina la paura legata al momento della sua liberazione. La donna ha spiegato che l’uomo avrebbe cercato di contattarla più volte attraverso degli avvocati mentre si trovava in prigione.

Durante l’interrogatorio, inoltre, Thomas avrebbe chiarito di voler tornare a perseguitarla dopo la scarcerazione. Rae ha raccontato che l’uomo possedeva gli indirizzi dei suoi familiari e fotografie delle scuole frequentate dai figli di questi ultimi. Avrebbe anche tentato di raggiungere un’abitazione collegata a una sua ex fidanzata, convinto che Rae vivesse lì.

Daria Rae pensa alla sicurezza futura

Rae ha ammesso di voler raggiungere una condizione economica tale da poter adottare tutte le misure necessarie per proteggersi. Secondo i suoi calcoli, potrebbero mancare circa dieci anni alla scarcerazione di Thomas, considerando anche il periodo di pena già scontato.

Tra le ipotesi prese in considerazione figurano guardie del corpo e sistemi di sicurezza. Subito dopo l’irruzione, la paura era stata così intensa da spingerla persino a parlare con il padre della possibilità di costruire un fossato intorno alla casa, arrivando a chiedergli quale tipo di escavatore sarebbe servito.

Le persone coinvolte nella vicenda

La storia riguarda direttamente le seguenti persone:

  • Daria Rae, vittima delle persecuzioni e dell’irruzione nella propria abitazione;
  • Philip Thomas II, condannato a 15 anni di carcere per i fatti descritti;
  • Il padre di Daria Rae, al quale la donna si è rivolta durante il periodo di maggiore paura.
Sonya Deville
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