Spalletti su Chiesa: «Ha talento, ma gli manca aggressività»
Al termine della gara di Champions League tra Juventus e Benfica, le dichiarazioni di Luciano Spalletti hanno fornito una chiara lettura sull’andamento della sfida, evidenziando punti di forza, criticità da migliorare e le direttrici su cui lavorare. L’allenatore ha mostrato una lettura lucida della partita, sottolineando dinamiche di gioco, gestione della palla e ritmo della manovra, senza inutili proclami.
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analisi della gara e gestione dei momenti decisivi
Spalletti descrive una serata con equilibrio generale: la Juve ha avviato la gara con aggressività, ma nel corso del primo tempo ha subito le marcature in pressione avversaria, con vuoti che hanno richiesto ricomposizioni rapide. errori semplici sul possesso hanno alimentato la tenuta del Benfica e hanno costretto la squadra a reagire in condizioni non facili. Nel secondo tempo la gestione è migliorata e la squadra ha ripreso controllo, mantenendo un baricentro meno alto ma più coeso. Gli episodi da gol sono stati pochi, ma chiari: due occasioni reali avute dalla Juventus e una chance isolata per Miretti, mentre un’occasione importante di David si è spezzata su una respinta del portiere. Secondo l’allenatore, la lettura degli episodi e la gestione della palla restano aree su cui lavorare per evitare la pressione avversaria.
rigore e decisioni arbitrarie
Riguardo al rigore assegnato, Spalletti sottolinea che si tratta di una situazione che può essere evitata: non serve intervenire a ogni costo, ma è possibile leggere in anticipo le evoluzioni della situazione per gestirle al meglio.
prossimo step da fare
Il prossimo passo riguarda la velocità nel prevedere gli attacchi avversari e la riaggressione, elementi che hanno guadagnato importanza nel calcio moderno. Recuperare palla richiede azioni rapide e una gestione della palla che sia immediata, con un radar costantemente acceso sulle dinamiche circostanti. Se non si compiono subito quei passaggi a favore, si rischiano 4-5 palloni persi che alimentano la frenesia e la pressione. In questa direzione, la squadra mostra segnali di miglioramento grazie al coinvolgimento di tutti i reparti.
david, yildiz e la fase difensiva
David possiede qualità tecniche utili, ma necessita di maggiore determinazione e di esperienza per aumentare l’impatto indesiderato sulle azioni avversarie. La disputa è piena di spunti da sviluppare per trasformare le opportunità in occasioni concrete. Yildiz è descritto come l’elemento diverso all’interno del gruppo, ma la sua fase difensiva non è paragonabile a quella di McKennie; per progredire è necessario integrare quelle capacità con altre responsabilità di squadra, così come Openda e gli altri elementi offensivi.
persone citate
- Luciano Spalletti
- Miretti
- David
- McKennie
- Fernando Llorente
- Yildiz
- Openda
