Sorrentino: «A Torino serviva prudenza, non azzardi. Il problema è mentale, guardate la Fiorentina, ma Baroni resta»

Giampiero Colossi • Pubblicato il 01/01/2026 • 3 min

Il Torino sta valutando interventi mirati in vista del mercato di gennaio, concentrando l’attenzione sul reparto tra i pali dopo l’addio di Milinkovic-Savic e la scommessa su Franco Israel. Un contesto che l’ex portiere granata Stefano Sorrentino analizza senza giri di parole, offrendo una lettura della situazione e delle possibili strade da percorrere. L’evoluzione recente ha evidenziato la necessità di bilanciare esperienza, affidabilità e stabilità mentale, elementi chiave per evitare derive indesiderate e rafforzare la competitività della squadra.

sorrentino e le riflessioni sul mercato del torino

La gestione della porta è stata influenzata dall’infortunio di Israel, che aveva inizialmente conquistato la maglia da titolare, con Alberto Paleari chiamato a ricoprire il ruolo di riserva. L’ex portiere ricorda come questa dinamicità abbia riacceso domande sulla pianificazione futura e sui criteri di scelta del portiere di ruolo, sottolineando che l’equilibrio non nasce solo dall’aspetto tecnico ma anche da una lettura accurata della piazza.

dopo milinkovic-savic

Secondo Sorrentino, la gestione dell’esito della scommessa Milinkovic-Savic non avrebbe dovuto portare a azzardi, anche se l’esperienza fin qui maturata ha mostrato potenzialità non prive di criticità. La riflessione si concentra sulla necessità di intervenire con criterio, evitando mosse affrettate che possano destabilizzare la dinamica della squadra e la fiducia nello staff tecnico.

il mercato e la piazza

Nel contesto circolano diverse ipotesi, ma è fondamentale individuare una figura che conosca bene l’ambiente e i ritmi della piazza torinese. La conoscenza della realtà locale viene indicata come elemento essenziale per agevolare l’integrazione dei nuovi interpreti e per garantire maggiore continuità alle scelte di mercato.

mandas o perin?

La discussione riguarda la possibile sostituzione tra titolari e interpreti di esperienza. L’opzione Perin viene vista come una possibilità positiva, soprattutto per la sua conoscenza della città; resta però da valutare se possa concretamente tornare al Genoa o se altre soluzioni possano emergere dall’andamento interno al club.

il problema è la testa

Per un salto di qualità è cruciale la componente mentale: la tenuta psicologica dei giocatori, più di quanto accada in altre realtà, può spostare gli equilbri. C’è chi cita l’esempio della Fiorentina, distante dall’essere ultima solo per qualità tecniche, evidenziando come l’aspetto mentale possa fare la differenza tra una stagione positiva e una sfida complicata.

baroni non in discussione

Tra le considerazioni pubbliche, Baroni non viene indicato come oggetto di contestazioni, ma è chiaro che sta affrontando difficoltà simili a quelle già incontrate in passato, senza però mettere in discussione la sua permanenza nel ruolo attuale.

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