«Sono certo che l’Italia si qualificherà ai Mondiali. Sul rigore del 2006? Ho avuto un sussulto di speranza»
In una prospettiva che unisce passato e presente del calcio italiano, si tratteggiano i ricordi del Mondiale di Berlino 2006 e le riflessioni sullo stato attuale del gioco. Fabio Grosso ripercorre quei giorni in un’intervista condotta da Paolo Condò, offrendo uno sguardo chiaro sui momenti chiave e sulle dinamiche che hanno plasmato la sua carriera e il panorama contemporaneo.
mondiale 2006: ricordi, follia e il cammino verso la gloria
la follia di quegli istanti e le giocate decisive
Grosso ricorda una fase in cui una sana follia sembrava guidare l’entusiasmo della squadra. Nella semifinale contro la Germany mette a segno due tunnel nella prima frazione, un gesto che rimane simbolico di audacia e spontaneità, quasi impossibile da spiegare razionalmente.
il momento decisivo e la corsa verso il dischetto
Nel momento in cui arriva la rete di Sagnol, il giocatore sente di essere in cammino verso un traguardo speciale. Si dirige verso il dischetto con una determinazione che, pur partendo da una stagione di grande fiducia, riconosce un pizzico di incoscienza. Non c’è inferno interiore, ma piuttosto la consapevolezza di un percorso che si apriva a una ricompensa molto bella.
il presente e la gestione del gruppo
Gli interrogativi sui compagni di squadra emergono in chiave pratica: la gestione del presente ha la precedenza sulla retorica delle glorie passate. Si privilegia ciò che è utile al momento, evitando di rispolverare nostalgie. Il focus resta sui risultati concreti.
la dinamica dei ritiri e i cambiamenti recenti
Riguardo l’atmosfera di ritrovo e le interazioni, si osserva una trasformazione: le battute restano presenti, ma lo stile di relazionarsi è cambiato, in parte per l’evoluzione tecnologica e per nuove abitudini nei ritiri.
la famiglia e l’orizzonte dei figli
Si fa cenno ai membri della famiglia: Filippo, maggiore età, è presente in un contesto che lo vede impegnato nel mondo del calcio; Giacomo, anch’egli citato, è descritto nel percorso verso opportunità nel calcio giovanile, evidenziando la continuità tra generazioni e percorsi individuali.
la nazionale e le prospettive future
Riguardo la nazionale, si osserva che molto è cambiato negli ultimi vent’anni, ma restano critiche comuni sulla gestione e sulle dinamiche interne del calcio italiano. Le risorse per sfidare le rivali storiche non mancano, ma l’obiettivo immediato è qualificarsi, poi si valuterà il resto. La riflessione è pragmatica: guardare avanti senza rinunciare al senso di identità.
un confronto con Gattuso
Un dialogo con Gennaro Gattuso avviene nel corso di un giro tra i club: entrambi esprimono fiducia nei rispettivi obiettivi. Gattuso è visto come portatore di uomini pronti a competere ai Mondiali, mentre Grosso punta a consolidare la stabilità del Sassuolo in Serie A. L’augurio è di centrare gli obiettivi prefissati e di espandere le potenzialità della squadra.
fare giocare di più gli italiani
La domanda sul fair play della titolarità italiana è complessa. La risposta è orientata a privilegiare chi sa giocare, indipendentemente dalla nazionalità. Il calcio richiede la padronanza della palla e una tecnica aggiornata: una volta questa era tipica degli italiani, ora il processo di recupero delle posizioni va avviato partendo da tali basi.
Personalità citate nell’intervista:
- Fabio Grosso
- Paolo Condò
- Gennaro Gattuso
- Filippo Grosso
- Giacomo Grosso
