Sinner, Rusedski svela l'infortunio: "Ecco cosa deve fare per i prossimi 10 anni
Il forfait di Jannik Sinner agli US Open ha modificato il quadro competitivo dell’ultimo Slam stagionale e ha riacceso l’attenzione sulle condizioni del ginocchio del numero uno del mondo. Dopo il successo ottenuto a Wimbledon, il tennista italiano non è più tornato in campo, alimentando interrogativi sull’origine e sull’entità del problema fisico.
Jannik Sinner, il possibile infortunio al ginocchio a Wimbledon
Greg Rusedski ha provato a individuare il momento in cui Sinner potrebbe aver iniziato ad accusare il fastidio. L’ex numero quattro del ranking mondiale ha concentrato l’attenzione sulla caduta avvenuta durante il match d’esordio a Wimbledon, quando l’italiano è scivolato in modo particolarmente violento.
Secondo la ricostruzione di Rusedski, il ginocchio di Sinner avrebbe subito un movimento anomalo in più direzioni dopo l’impatto con il terreno. Il giocatore è riuscito a rialzarsi, a proseguire l’incontro e a completare l’intero torneo londinese, arrivando fino alla conquista del titolo.
L’ex tennista britannico ritiene possibile che Sinner abbia continuato a giocare nonostante un dolore al ginocchio. La sua ipotesi è che il problema possa essere comparso proprio a Wimbledon e che l’altoatesino abbia trovato il modo di gestirlo fino alla fine della competizione.
Greg Rusedski, l’ipotesi sulle condizioni di Sinner
Rusedski ha presentato la propria ricostruzione con prudenza, precisando che si tratta di una possibilità non confermata da elementi definitivi. Non è quindi possibile stabilire con certezza se l’infortunio sia nato durante la caduta nel torneo londinese oppure in un momento successivo.
Tra gli scenari considerati dall’ex finalista degli US Open rientra anche l’eventualità di un ulteriore problema sviluppatosi durante un allenamento. Dopo Wimbledon, Sinner ha scelto di non partecipare ai tornei di preparazione in vista dello Slam statunitense e ha poi ufficializzato la rinuncia alla competizione di New York.
La rinuncia agli US Open e la scelta del numero uno
Per Rusedski, la decisione di fermarsi rappresenta soprattutto un segnale di responsabilità. Il britannico ha sottolineato l’importanza di proteggere il proprio corpo e salvaguardare la continuità della carriera, invece di forzare il rientro per rispettare gli appuntamenti più prestigiosi del calendario.
La scelta ha sorpreso anche perché, prima dell’infortunio, si discuteva delle possibilità di Sinner di ottenere risultati eccezionali nei Masters 1000 e di imporsi ancora ai massimi livelli. Il tennista, dopo essersi confrontato con i propri medici, ha preferito non disputare tornei di preparazione e rinunciare agli US Open.
Il timore per l’assenza dei grandi protagonisti
Rusedski ha espresso anche una preoccupazione più ampia per il circuito internazionale. L’auspicio è che il problema di Sinner non sia grave e che il campione italiano possa tornare in campo senza dover affrontare un’assenza prolungata.
Il riferimento riguarda la necessità di evitare la contemporanea indisponibilità dei principali protagonisti del tennis mondiale. Dopo il periodo di lontananza dai campi di Carlos Alcaraz, l’eventuale stop prolungato di Jannik Sinner rappresenterebbe una nuova perdita rilevante per il circuito.
Jannik Sinner e Greg Rusedski: i protagonisti
- Jannik Sinner, numero uno del mondo e vincitore di Wimbledon, assente dagli US Open per un problema al ginocchio.
- Greg Rusedski, ex numero quattro del ranking mondiale, finalista degli US Open e oggi opinionista e analista.
- Carlos Alcaraz, citato da Rusedski per il precedente periodo di assenza dai campi.
