Sinner e alcaraz, monaco svela il possibile terzo incomodo nella corsa al vertice del tennis

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Sinner e alcaraz, monaco svela il possibile terzo incomodo nella corsa al vertice del tennis

Il finale di stagione offre diversi spunti di analisi sul tennis internazionale e sul rendimento dei principali protagonisti. Guido Monaco ha esaminato la crescita di Jodar e Shelton, il ruolo di possibili antagonisti di Alcaraz e Sinner, le qualità mentali di De Minaur e Zverev e il momento attraversato dai tennisti italiani.

Jodar e il margine di crescita nel tennis di vertice

Secondo Monaco, Jodar riesce a costruire numerose opportunità, ma non sempre sa trasformarle in vittorie. Per completare il proprio percorso deve rallentare occasionalmente il ritmo e imparare a giocare in modo più concreto, anche attraverso soluzioni meno spettacolari.

Il giovane tennista tende ancora a cercare il colpo definitivo per lasciare fermo l’avversario, mostrando sotto questo aspetto caratteristiche da giocatore non ancora pienamente maturo. In stagione sarebbero state almeno cinque le partite condizionate da questo atteggiamento, compresa quella disputata contro Cobolli a Cincinnati.

Per rendimento e risultati, Jodar avrebbe meritato la qualificazione a Torino. La sua stagione è arrivata inaspettatamente, con prestazioni che in molte circostanze hanno evidenziato atteggiamenti da veterano. Il carattere non gli manca, ma deve migliorare la lettura di alcune fasi delle partite.

Alcaraz e l’importanza del servizio

Il servizio rappresenta una delle principali vulnerabilità di Alcaraz nella parte conclusiva della stagione. A Vienna il tennista spagnolo ha rischiato in più occasioni di perdere alcuni set. Un miglioramento anche soltanto del 10% nella resa al servizio potrebbe rafforzare le sue possibilità di raggiungere gli obiettivi di Torino e Bologna, anche se in Coppa Davis il risultato non dipende esclusivamente da lui.

De Minaur e Zverev, rendimento e forza mentale

Le capacità di Alex De Minaur e Alexander Zverev di restare concentrati durante le partite difficili costituiscono un elemento particolarmente significativo. Entrambi riescono a voltare rapidamente pagina dopo una sconfitta, sfruttando la possibilità offerta dal calendario del tennis di tornare subito in campo.

L’esperienza ha contribuito a renderli giocatori molto solidi. Perdono raramente contro avversari posizionati più indietro in classifica e mantengono un rendimento elevato anche quando l’andamento dell’incontro non è favorevole.

La partnership tra Shelton e Ferrero

La collaborazione tra Shelton e Ferrero riflette ambizioni importanti. Shelton ha raggiunto la top 5 senza il supporto di un super coach e il nuovo progetto punta a trasformarlo in un possibile terzo incomodo nella sfida tra Alcaraz e Sinner.

Il lavoro svolto dal padre negli anni precedenti viene considerato positivo, mentre il dritto lascia ancora spazio a valutazioni e miglioramenti. Il servizio, invece, potrebbe diventare l’arma decisiva: potenza e traiettorie gli permettono di aspirare a una condizione di assoluta ingiocabilità.

In alcune partite Shelton non riesce ancora a esprimere tutta la forza di cui dispone. Anche la risposta resta un aspetto da migliorare, soprattutto nel confronto con i migliori giocatori del circuito.

Fils e la corsa al ruolo di terzo incomodo

Shelton possiede una componente istintiva molto marcata, che nel tempo è stata organizzata e resa più efficace. Restano comunque alcune debolezze. Per Monaco, il possibile terzo protagonista nella rivalità tra Sinner e Alcaraz potrebbe essere Arthur Fils, definito una forza della natura.

Fils ha il potenziale per dominare gli incontri e dispone di qualità ancora non completamente espresse. La sua capacità di imporsi negli scambi rappresenta uno degli elementi più interessanti del suo profilo.

Musetti, Cobolli e Bellucci: il momento degli italiani

Musetti e la sfida contro Fery

Nella partita di Vienna contro Fery, Musetti ha affrontato un avversario capace di colpire con una potenza tale da impedirgli di muoverlo con continuità. La prestazione di Fery è stata giudicata eccezionale, al punto da essere considerata superiore persino a quella mostrata a Wimbledon.

La sconfitta potrebbe non avere conseguenze negative in vista di Parigi. Ha invece suscitato sorpresa la concessione del medical time-out per i crampi.

Cobolli tra problemi fisici e reazione emotiva

Cobolli continua a fare i conti con un fastidio comparso durante la partita contro Dimitrov. Dopo il ritiro ha attraversato una crisi che ha fatto pensare a un problema serio, anche se la situazione è stata interpretata soprattutto come un crollo nervoso legato alla preoccupazione per il futuro.

Le sue capacità di recupero potrebbero consentirgli di giocare a Torino e Bologna. Recuperare fisicamente rappresenta però un aspetto diverso dal verificare la risposta nelle partite più importanti. La stagione dei tennisti italiani è stata condizionata da una successione di infortuni, senza che ciò venga attribuito a una mancanza di attenzione da parte degli staff.

Bellucci e un percorso in crescita

Bellucci sembra aver trovato una dimensione più definita. Il suo percorso viene considerato positivo e il tennis espresso appare convincente. Esistono quindi le condizioni per fare bene a Parigi, con ulteriori margini di crescita ancora da sviluppare.

Il protagonista della puntata di TennisMania

La puntata ha ospitato l’analisi e le valutazioni di Guido Monaco, giornalista di Eurosport, intervenuto sui principali temi del finale di stagione e sul rendimento dei giocatori impegnati nel circuito.

  • Guido Monaco
Ben Shelton
Categorie: Tennis

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