Simone velasco su pogacar e evenepoel: uno è più tirato, l’altro si è trasformato
Il Tour de France di Simone Velasco ha seguito un percorso in due momenti distinti: una partenza condizionata da una caduta e un recupero progressivo nella parte conclusiva della corsa. Il corridore del Team XDS Astana ha raccontato le difficoltà affrontate, il livello sempre più elevato del gruppo e le prospettive per il finale della stagione.
Simone Velasco e l’avvio difficile al Tour de France
Le prime giornate della Grande Boucle sono state compromesse da una caduta che ha coinvolto Velasco e alcuni compagni di squadra. L’atleta ha spiegato di aver cercato di limitare i danni, ritrovandosi già nelle fasi iniziali con diversi corridori a terra. L’incidente ha inciso sull’intero andamento della prima parte del Tour, rendendo particolarmente impegnativa la gestione dello sforzo.
Il caldo intenso ha aumentato ulteriormente la fatica, al punto da far temere a Velasco di non riuscire a portare a termine la competizione. La condizione fisica è migliorata soltanto durante l’ultima settimana, quando il corridore italiano ha potuto puntare a una chiusura più positiva e a un maggiore sostegno per il proprio team.
Team UAE Team Emirates – XRG e dominio di Tadej Pogačar
Velasco ha riconosciuto la forza dell’UAE Team Emirates – XRG, capace di imporre il ritmo quando decideva di controllare la corsa. L’andatura scelta dalla formazione risultava difficile da sostenere per numerosi corridori, anche se alcuni problemi fisici emersi nell’ultima settimana ne hanno limitato parzialmente il rendimento.
Secondo il ciclista, Tadej Pogačar si trova attualmente a un livello superiore rispetto agli altri. La sua superiorità emerge soprattutto nei momenti in cui aumenta ulteriormente l’intensità con uno scatto aggiuntivo, riuscendo a fare la differenza rispetto agli avversari.
Team XDS Astana, obiettivi ridimensionati durante la corsa
La squadra era partita con l’ambizione di conquistare una posizione tra i primi dieci. Le aspettative sono state riviste già dopo la cronometro di Barcellona, che ha modificato i programmi iniziali. La formazione ha trovato un importante sostegno nelle tappe pianeggianti dedicate ai velocisti e, dalla metà del Tour, ha potuto contare anche su Aaron Gate in buone condizioni.
Con il passare dei giorni, l’obiettivo è diventato quello di essere presenti nelle singole frazioni e cercare occasioni di risultato giornata per giornata. La gestione della corsa è stata condizionata dalla caduta e dal successivo recupero fisico.
Il livello delle salite e la trasformazione del ciclismo
Velasco ha sottolineato come il ciclismo moderno richieda prestazioni elevate anche ai corridori destinati alle volate. Oggi non esistono più tappe pianeggianti affrontate a ritmo ridotto: per arrivare nelle condizioni migliori allo sprint è necessario superare le salite senza perdere troppo terreno.
Anche un semplice cavalcavia può diventare determinante, mentre il gruppetto dei velocisti si forma con maggiore difficoltà rispetto al passato. Una giornata meno brillante può quindi rendere complicato restare nel gruppo principale. Il livello medio è cresciuto in modo esponenziale e l’evoluzione delle prestazioni procede con grande rapidità.
Visma | Lease a Bike e la sfida a Pogačar
La Visma | Lease a Bike è apparsa competitiva, nonostante le difficoltà incontrate nelle prime due settimane e il rendimento inferiore alle attese di Matteo Jorgenson. La squadra si è presentata con l’ambizione di poter contrastare Pogačar e, secondo Velasco, il fatto che diversi corridori abbiano dichiarato di essere al massimo delle proprie possibilità conferma l’incremento generale delle prestazioni.
Simone Velasco protagonista a Montmartre
Il miglioramento maturato nell’ultima settimana ha permesso a Velasco di affrontare con maggiore efficacia la frazione conclusiva, caratterizzata dal passaggio sulla salita di Montmartre. Anche l’avvicinamento alla salita ha richiesto un notevole dispendio di energie, a causa dello stress creato dalla posizione nel gruppo e dalla grande intensità della corsa.
L’atmosfera garantita dal pubblico è stata descritta come straordinaria. La partecipazione degli spettatori ha confermato il valore del Tour de France, considerato uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo dopo i Giochi Olimpici.
Le valutazioni su Pogačar e Remco Evenepoel
Velasco ha osservato una crescita fisica e agonistica di Tadej Pogačar negli ultimi due anni, descrivendolo più definito rispetto al passato. Il corridore italiano ha evidenziato anche la trasformazione di Remco Evenepoel, apparso particolarmente migliorato sulle salite lunghe e autore di una prestazione molto positiva.
Il finale di stagione di Simone Velasco
Dopo il Tour de France, Velasco si è concesso una settimana di recupero prima di iniziare la preparazione in altura. Il programma prevede poi la partecipazione alle corse italiane di fine stagione, con l’obiettivo di tornare sui livelli raggiunti negli anni precedenti.
La stagione è stata influenzata anche dalla caduta di febbraio, che ha provocato un versamento a un rene e lo ha costretto a uno stop. La possibile convocazione al Mondiale in Canada resta legata al recupero della condizione abituale. Indossare la maglia della Nazionale rappresenta un onore, ma la priorità è ritrovare le prestazioni precedenti.
Simone Velasco e le personalità citate
- Simone Velasco, corridore del Team XDS Astana.
- Tadej Pogačar, riferimento dell’UAE Team Emirates – XRG.
- Aaron Gate, compagno di squadra ritrovato in buona condizione durante il Tour.
- Matteo Jorgenson, corridore della Visma | Lease a Bike.
- Remco Evenepoel, protagonista di una crescita sulle lunghe salite.
