Simone giannelli è un campione della pallavolo: perché lo conoscono in pochi fuori sport?

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Simone giannelli è un campione della pallavolo: perché lo conoscono in pochi fuori  sport?

La pallavolo italiana vive una fase straordinaria, sostenuta dai risultati delle Nazionali maschile e femminile e da una generazione di atleti capaci di imporsi ai massimi livelli. Eppure, fuori dall’ambiente più vicino a questo sport, manca ancora un volto riconosciuto da un pubblico ampio. Simone Giannelli rappresenta il campione in grado di colmare questo spazio: un palleggiatore vincente, spettacolare e centrale nella storia recente della pallavolo.

Simone Giannelli, il campione simbolo della pallavolo italiana

A soli 30 anni, compiuti il 9 agosto, il giocatore alto due metri ha già costruito un palmarès di assoluto rilievo, sia con i club sia con la Nazionale. Al 16 settembre 2026 il suo bilancio comprende 4 Scudetti, 2 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 4 Mondiali per Club, 2 Champions League e 1 CEV Cup.

Con la maglia azzurra ha conquistato due ori consecutivi ai Mondiali, un argento olimpico, oltre a un oro, un argento e un bronzo agli Europei. Il suo percorso internazionale comprende anche altri argenti ottenuti in VNL e in Coppa del Mondo. A questi successi si aggiungono numerosi riconoscimenti individuali, tra cui i titoli di MVP in Superlega, Champions League e Mondiale per Club.

Simone Giannelli e i record individuali

Giannelli ha ricevuto il premio di miglior giocatore anche ai Mondiali e agli Europei con la Nazionale. La doppia affermazione all’EuroVolley 2021 e al Campionato del Mondo 2022 lo colloca in un gruppo ristretto: nella storia della pallavolo, soltanto tre giocatori hanno ottenuto entrambi i riconoscimenti. Gli altri sono Vyacheslav Zaytsev, vincitore al Mondiale 1982 e all’Europeo 1985, e Lorenzo Bernardi, premiato al Mondiale 1994 e all’Europeo 1995.

Il suo esordio in Serie A1 è arrivato a 17 anni, 2 mesi e 18 giorni, mentre l’ingresso nella Nazionale maggiore è avvenuto a 18 anni.

Simone Giannelli, la regia che cambia la partita

Il ruolo di Giannelli non è quello dell’attaccante o del miglior realizzatore. È il regista della squadra, il giocatore incaricato di costruire l’azione attraverso il palleggio. La sua efficacia nasce dalla capacità di trasformare ogni ricezione in una minaccia per il muro avversario.

Le alzate a una mano verso i centrali e gli schiacciatori laterali, i palloni giocati in bagher e le soluzioni realizzate con il dorso della mano sono gesti tecnici spettacolari. La differenza principale emerge, però, nell’istante successivo alla ricezione: mentre la palla è ancora in aria, Giannelli osserva la disposizione degli avversari, legge il muro e prepara la scelta.

Le finte di Giannelli contro il muro avversario

Il palleggiatore può far credere che il pallone sia destinato al centrale già in elevazione, all’opposto pronto ad attaccare dalla seconda linea o allo schiacciatore laterale. In alternativa, può optare per una pipe. Questa sequenza di possibilità costringe il muro a reagire in una frazione di secondo, generando dubbi sulla direzione da seguire e sul giocatore da marcare.

Il risultato è una continua alterazione degli schemi difensivi: gli attaccanti vengono liberati e possono trovare situazioni di muro a uno o addirittura senza muro. La velocità delle decisioni, unita alla precisione dei gesti, rende il gioco costruito da Giannelli difficile da leggere e da contrastare.

La pallavolo e la ricerca di un volto riconoscibile

La qualità tecnica di Giannelli non è accompagnata da una notorietà altrettanto ampia al di fuori del pubblico specializzato. La pallavolo italiana sta attraversando una fase di grande successo, ma continua a essere considerata meno capace di imporsi sulle prime pagine e sullo schermo rispetto ad altri sport.

Tra le possibili ragioni rientra anche la difficoltà di valorizzare campioni di questo livello. Leghe, Federazione, media e stampa sono chiamati a interrogarsi sulle strategie adottate per promuovere i protagonisti della pallavolo. Anche la presenza pubblica dello stesso Giannelli, la frequenza delle interviste e l’uso dei social possono incidere sulla percezione del giocatore, senza coinvolgere necessariamente la sua sfera privata.

Una maggiore attenzione alla regia televisiva potrebbe rendere più comprensibili le dinamiche del palleggio. Inquadrature più varie, comprese quelle dai lati corti del campo, aiuterebbero a mostrare finte, salti, traiettorie e letture tattiche anche agli spettatori meno esperti.

Giannelli e il fenomeno dei cartelli sugli spalti

Durante l’Europeo maschile sono comparsi sugli spalti cartelli dedicati a Giannelli, con frasi come “mio padre”, “mio nonno”, “mio marito”, “mio cugino” e “mio fratello”. L’iniziativa è nata per gioco, dopo l’invito rivolto ai tifosi da Lavia e Romanò, e si è trasformata in un fenomeno virale sempre più visibile a ogni partita.

La crescita di questa iniziativa mostra come un gesto semplice possa accendere l’interesse del pubblico. Giannelli avrebbe meritato una notorietà costruita attraverso i suoi risultati e il suo valore sportivo, mentre la pallavolo rischia di perdere un’opportunità importante per consolidare la propria identità popolare.

La pallavolo italiana e il rapporto con le nuove generazioni

Nonostante la diffusione di messaggi e prodotti legati alla pallavolo, l’immaginario sportivo italiano resta ancora fortemente legato al calcio. Le generazioni più giovani, però, stanno seguendo protagonisti di discipline diverse, tra cui Sinner, Antonelli, Tamberi e Curtis.

La pallavolo potrebbe rafforzare la propria presenza anche attraverso l’abbigliamento sportivo. Indossare le canotte delle Nazionali, come accadeva negli anni Novanta con le maglie NBA, contribuirebbe a rendere più riconoscibili i suoi campioni. Tra i nomi da vedere sulle maglie figurano Giannelli ed Egonu, Michieletto e Sylla, Bottolo e Orro, Romanò e Da.

Le personalità citate nella pallavolo italiana

Le figure associate ai risultati, alla storia e alla visibilità della pallavolo comprendono:

  • Simone Giannelli
  • Vyacheslav Zaytsev
  • Lorenzo Bernardi
  • Alessandro Michieletto
  • Paola Egonu
  • Myriam Sylla
  • Mattia Bottolo
  • Alessia Orro
  • Yuri Romanò
  • Lavia
  • Da
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