Shakur stevenson, tim bradley accusa: la sfida a pacquiao è solo un modo per fare soldi facili

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Shakur stevenson, tim bradley accusa: la sfida a pacquiao è solo un modo per fare soldi facili

Shakur Stevenson rischia di trasformare una grande vetrina internazionale in una scelta capace di dividere pubblico e addetti ai lavori. Il possibile confronto con Manny Pacquiao, ormai 47enne, solleva dubbi sul valore sportivo dell’incontro e sulle conseguenze per l’immagine della boxe.

Shakur Stevenson e la sfida controversa con Manny Pacquiao

Tim Bradley ha criticato apertamente l’interesse di Stevenson per Pacquiao, sostenendo che nessuno stia aspettando un combattimento tra i due. L’ex pugile ha messo in discussione anche il coinvolgimento di Zuffa Boxing, accusando il progetto di non rappresentare un cambiamento per la disciplina, ma una sua svalutazione.

Bradley affrontò Pacquiao nel 2012, quando il filippino aveva 33 anni. Stevenson si troverebbe invece davanti a un avversario molto più anziano, che non registra una vittoria ufficiale dal successo ottenuto contro Keith Thurman nel 2019. L’inserimento del nome di Pacquiao nel record di Shakur avrebbe un forte valore commerciale, ma offrirebbe indicazioni limitate sulla sua posizione tra i migliori pugili contemporanei.

Il titolo WBO e le alternative per Stevenson

Stevenson detiene il titolo WBO dei superleggeri, conquistato a gennaio contro Teofimo Lopez. Tim Bradley ha indicato Raymond Muratalla e O’Shaquie Foster come avversari più coerenti con il percorso sportivo del campione.

Un incontro a peso concordato contro Pacquiao sottrarrebbe tempo a una difesa del titolo. La WBO non ha approvato il combattimento proposto e non ha concesso a Stevenson alcuna eccezione. I colloqui restano aperti per l’evento previsto a Cardiff, ma gli accordi ufficiali non erano ancora stati consegnati.

Il rischio per Shakur Stevenson davanti al pubblico di Cardiff

La sfida dovrebbe occupare il ruolo di co-main event nella serata con Tyson Fury e Anthony Joshua. La posizione garantirebbe a Stevenson un’esposizione davanti a spettatori che raramente seguono i suoi incontri, ma comporterebbe anche un rischio significativo.

Se il pugile controllasse la distanza e ottenesse una vittoria ai punti senza grandi scambi, il pubblico potrebbe reagire con fischi e contestazioni. Se invece riuscisse a fermare Pacquiao, molti leggerebbero il risultato soprattutto attraverso l’età avanzata dell’ex campione. Vincere il match e conquistare il pubblico rappresenterebbero due obiettivi distinti.

Secondo una speculazione di Bradley, Floyd Mayweather vorrebbe che Stevenson battesse Pacquiao prima di concedere a Gervonta Davis l’opportunità di affrontare il filippino. Il punto centrale sollevato dall’ex pugile riguarda però la credibilità della carriera di Shakur: un avversario famoso non avrebbe lo stesso peso di un successo contro un campione nel pieno della sua attività.

Riyadh Season, Netflix e le critiche alla scelta

La possibile approvazione dell’incontro da parte di Riyadh Season e Netflix viene considerata da molti puristi una contraddizione rispetto alla reputazione costruita da Turki Alalshikh. Il progetto rischierebbe di apparire distante dalla politica degli incontri equilibrati, delle unificazioni e delle sfide tra pugili al vertice.

La presenza di un campione di livello pound-for-pound ancora nel pieno della carriera contro un ex campione 47enne potrebbe abbassare gli standard percepiti dell’evento, avvicinandolo alle logiche della boxe d’intrattenimento. La collocazione nel programma di Cardiff amplificherebbe il problema, perché gli spettatori si attendono azione, scambi intensi e un confronto spettacolare prima del match tra Fury e Joshua.

Un confronto che può scontentare tutti

Dal punto di vista tattico, Stevenson potrebbe usare il gioco di gambe e il controllo della distanza per costruire una vittoria ordinata e a basso volume. Le gambe di Pacquiao, condizionate dall’età, potrebbero non consentirgli di accorciare lo spazio con continuità.

Un successo ai punti poco combattuto esporrebbe Shakur alla contestazione di circa 80.000 spettatori. Un atteggiamento più aggressivo, concluso con un’interruzione, alimenterebbe invece il disagio per la punizione inflitta a una leggenda quasi vent’anni più anziana. La combinazione di questi scenari potrebbe lasciare il pubblico insoddisfatto e alimentare nuovi dubbi sulla credibilità sportiva dello spettacolo.

Protagonisti del possibile incontro

Le figure citate nel progetto e nelle valutazioni sul combattimento sono:

  • Shakur Stevenson, campione WBO dei superleggeri.
  • Manny Pacquiao, ex campione e senatore filippino.
  • Tim Bradley, ex avversario di Pacquiao e critico dell’incontro.
  • Tyson Fury, protagonista dell’evento principale.
  • Anthony Joshua, avversario designato di Fury.
  • Floyd Mayweather, menzionato nelle ipotesi di Bradley.
  • Gervonta Davis, indicato come possibile interessato a Pacquiao.
  • Turki Alalshikh, figura associata alla programmazione di Riyadh Season.
Image: Tim Bradley Calls Shakur Stevenson’s Pacquiao Pursuit Easy Money

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