Scopri la presa d'aria nascosta che migliora le prestazioni della SF-26
Nella fase di shakedown a Fiorano, la SF-26, anche nella configurazione più basilare, ha mostrato elementi interessanti che anticipano le direzioni di sviluppo previste per Barcellona. L’osservazione si concentra su scelte di raffreddamento, gestione dell’airbox e impatti sulla aerodinamica, offrendo una lettura chiara delle differenze tra diverse interpretazioni delle nuove vetture, restando fedele a una filosofia Ferrari riconoscibile.
sf-26 e raffreddamento: airbox triangolare come tratto distintivo
La vettura di Maranello mantiene una forma dell’airbox triangolare, un segno distintivo che continua a definire la linea superiore della carrozzeria. Rispetto ad altre monoposto viste finora, la SF-26 propone un’interpretazione che privilegia una configurazione leggermente più asciutta in alto, con una gestione del raffreddamento distribuita lungo le pance. Questo approccio mira a liberare volume utile per l’aerodinamica anteriore e centrale, concentrando parte del raffreddamento dove è meno impattante sull’efficienza complessiva.
l’impostazione aerodinamica di Ferrari punta a liberare spazio lungo il profilo laterale, riducendo turbolenze nella zona posteriore e facilitando un flusso diretto verso l’ala e il retrotreno. In questa direzione, le due protuberanze laterali dell’airbox appaiono come elementi funzionali: contribuiscono a dirigere l’aria verso il basso, in un contesto regolamentare che ha limitato l’area disponibile per l’ala posteriore.
airbox triangolare: scelta distintiva di ferrari
La SF-26 mantiene una linea superiore definita dalla presenza dell’airbox triangolare, con la parte interna orientata a favorire una gestione del flusso verso il cofano e le zone di raffreddamento di pance. Le prese d’aria delle pance presentano una configurazione non solo orizzontale ma anche estesa verticalmente lungo il telaio, conferendo una forma a profilo a “L” rovesciata. Ciò consente di mantenere una porzione significativa del raffreddamento nelle zone laterali, senza saturare la sezione superiore.
In aggiunta, un piccolo ingresso aggiuntivo sotto l’airbox supporta in misura contenuta il raffreddamento, radicato in soluzioni che la casa ha già sperimentato in momenti precedenti. L’obiettivo è bilanciare l’apporto termico con la necessità di conservare spazio per i cavi e per i piloti durante gli interventi di manutenzione, oltre a evitare turbolenze ricadenti sul casco del pilota.
presa d’aria e gestione del calore
La zona sottostante l’airbox, ora più chiusa, è soggetta a turbolenze, ma richiede studi mirati per far fluire l’aria dove serve senza creare disturbi. Nella filosofia Ferrari, la scelta di un airbox meno ingombrante si contrappone a quanto osservato sui rivali, dove le prese d’aria superiori hanno dimensioni maggiorate al fine di aumentare il carico aerodinamico. L’insieme riflette una strategia di raffreddamento attentamente calibrata per le nuove monoposto, dove la gestione termica si integra con l’architettura complessiva.
confronti con rivali: differenze di layout e raffreddamento
Mercedes adotta una soluzione intermedia, mantenendo l’airbox tripartito ma con una pinna significativamente più ampia, suggerendo una disposizione diversa dei radiatori sotto il cofano. Haas, proseguendo l’evoluzione iniziata nel 2024, mantiene l’airbox suddiviso in tre sezioni ma con dimensioni ampliate rispetto al passato. In entrambi i casi, la direzione scelta privilegia maggiore libertà di configurazione del raffreddamento rispetto al 2023, permettendo al tempo stesso un profilo superiore meno ingombrante rispetto a quello delle ultime generazioni.
Nella risalita verso Barcellona, la strategia di Ferrari resta focalizzata su una linea che riduca la resistenza al flusso e massimizzi l’efficienza aerodinamica, anche se si osservano differenze significative rispetto ai colleghi di squadra e ai rivali diretti nelle scelte di dimensioni e posizionamento delle prese d’aria.
raffreddamento e gestione del flusso: limiti e opportunità
Lo sviluppo in corso privilegia soluzioni che mantengano un profilo superiore netto, facilitando la gestione termica nelle pance e davanti al radiatore centrale. Le soluzioni adottate dalla SF-26 mirano a limitare l’impatto del flusso d’aria sull’ala posteriore, mantenendo una efficienza termica stabile durante le fasi di guidaattiva. Le differenze tra le case mostrano una tendenza comune verso un raffreddamento modulare, capace di adattarsi alle nuove esigenze di potenza e gestione del calore, senza compromettere la stabilità geometrica della vettura.
Nomi di riferimento presenti nel contenuto:
- Arvid Lindblad, Racing Bulls
