Scopri i segreti del flussometro 2026, più complesso e decisivo che mai

Giampiero Colossi • Pubblicato il 09/01/2026 • 4 min

Nel contesto delle vetture turbo‑ibride, il flussometro riveste un ruolo cruciale nel monitoraggio della quantità di carburante che alimenta il motore, garantendo il rispetto dei limiti imposti dalla FIA. Dal 2026 le Power Unit introdurranno una rivoluzione significativa, interessando sia la misurazione sia la gestione del fornitore. Dopo anni in cui la fornitura ha previsto due unità in uso su ogni vettura, la fornitura passerà a Allengra, l’azienda selezionata attraverso la procedura di tender per il nuovo ciclo tecnico. La novità non è solo tecnologica: riflette una strategia di controllo avanzato sui parametri più sensibili della Formula 1.

flussometro allengra 2026: architettura integrata e sicurezza

La soluzione di Allengra prevede l’integrazione di due unità all’interno della stessa struttura compatta: una destinata alle squadre e una criptata, accessibile esclusivamente alla FIA. Questo può essere compreso come un unico elemento, ma con due canali operativi distinti e una gestione di accesso differenziata longui i requisiti regolamentari.

La progettazione si basa su una geometria differente dei tubi in cui scorre il carburante, rendendo meccanicamente difficile la sincronizzazione perfetta tra i due rami anche quando si usa la stessa frequenza di misura. Si ricorre invece a frequenze di misurazione diverse sui due tubi, unite a funzioni di anti‑aliasing che impediscono l’allineamento del segnale. In questo modo le due unità non controllano la flussata con la stessa frequenza, che è variabile nel tempo, offrendo un sistema di sicurezza multilivello che ostacola tentativi di sincronizzazione o manomissione dei dati.

Il nuovo flussometrico è in grado di operare tra 4 e 6 kHz, ovvero fino a circa 6000 misurazioni al secondo. Per validare le misurazioni è stato sviluppato internamente un sistema di riferimento ultrasonico da 20 kHz, che sostituisce i classici sensori utilizzati in fabbrica per la verifica dei dati.

Nell’ottica di una comprensione approfondita, il principio di funzionamento prevede una struttura a forma di “U” schiacciata: il carburante entra da un lato, percorre un tragitto prestabilito e esce dall’altro. Lungo il tragitto si collocano due trasduttori ultrasonici contrapposti che scambiano segnali. Il tempo di volo del segnale tra i due punti rappresenta la variabile chiave: in condizioni statiche consente di stabilire i parametri necessari per definire la velocità del fluido. Con il flusso in movimento, la velocità del segnale è influenzata sia nel senso di avanzamento sia in quello contrario, e misurando la differenza tra i tempi di percorrenza è possibile ricavare la velocità del fluido e, conoscendo il diametro interno del tubo, la portata volumetrica.

La massa del carburante, sensibile a temperatura e condizioni operative, viene calcolata anche grazie a una calibrazione specifica per ogni carburante, tenendo conto della densità e della velocità del suono. Di conseguenza, il valore di portata misurato in kg/h è trasformato in una portata di energia, guidando la gestione regolamentare del carburante in pista. Dal 2026 il limite di portata in massa sarà poco sopra i 70 kg/h.

La FIA introdurrà inoltre un controllo aggiuntivo: sarà verificata la portata energetica di ogni benzina immessa nel motore, con caratteristiche e valori energetici certificati da un ente terzo indipendente prima dell’arrivo in pista. In sostanza, la lettura in kg/h verrà convertita in una portata di energia utilizzando la densità energetica e il potere calorifico inferiore del carburante, secondo le procedure definite in un documento FIA dedicato a ogni tipologia di carburante. Il valore finale non deve superare i 3000 MJ/h. Per esempio, al di sotto dei 10.500 giri/min, il flusso energetico consentito è determinato dall’espressione EF (MJ/h) = 0,27 × N + 165.

Questa evoluzione implica che, a parità di capacità di erogazione, la densità energetica di una benzina influenzerà la quantità di massa necessaria per raggiungere i limiti: carburanti più densi dal punto di vista energetico richiederanno una massa minore di carburante per ottenere la stessa energia, con potenziali riflessi sul peso a bordo e sui costi di ricerca di additivi sostenibili. Il quadro complessivo rappresenta una sfida tecnica e regolamentare di grande rilievo, destinata a guidare lo sviluppo tecnologico nei prossimi anni.

In sintesi, il 2026 segnerà una trasformazione significativa nel controllo del flusso carburante: non solo una misurazione più rapida e sicura, ma anche una nuova modalità di definizione dell’energia fornita al motore, con criteri certificati esternamente e una gestione differenziata delle due unità all’interno della stessa struttura.

Questo scenario è stato oggetto di test in pista durante il 2025, a conferma della validità delle nuove architetture e delle procedure di controllo.

Nelle note visive si riconoscono i contributi di figure coinvolte nel progetto: alcuni nomi rilevanti emergono dalle crediti fotografici e dalle interviste, che hanno accompagnato lo sviluppo della tecnologia e la sua presentazione pubblica.

persone citate:

  • Niels Junker, co‑CEO di Allengra
  • Erik Junius, fotografo
  • Gianluca D’Alessandro, fotografo
Categorie: Formula 1Motori

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