Scodata di De Chiesa: Trocker , De Aliprandini giusto restare se glielo fanno fare
Il bilancio delle gare di Soelden offre indicazioni differenti per il settore femminile e per quello maschile. Le assenze di Federica Brignone e Sofia Goggia hanno modificato le aspettative sulla squadra femminile, mentre tra gli uomini sono emersi segnali interessanti da Alex Vinatzer e Giovanni Franzoni, insieme a interrogativi sulle scelte federali e sul percorso di crescita dei giovani.
nazionale femminile a soelden: risultati e indicazioni
Senza Brignone e Goggia, la squadra femminile si è presentata al via con presupposti diversi. Elena Zenere ha disputato una prima manche convincente e, grazie a una seconda parte di gara caratterizzata da un recupero importante, è riuscita a risalire fino al quinto posto.
La prestazione di Roberta Melesi Della Mea è apparsa meno efficace sul piano tecnico nella prima manche, mentre nella seconda frazione l’azzurra ha mostrato una risposta migliore. Giulia Pazzaglia ha evidenziato buone qualità sugli sci e una giovane età ancora da valorizzare: dopo una prima manche positiva, nella seconda ha adottato un atteggiamento più prudente, frenando in alcuni passaggi.
anna trocker e la prova delle giovani
Da Anna Trocker era attesa una prestazione più solida. La sciata è tecnicamente valida, ma sul terreno è mancata la necessaria consistenza e l’atleta è sembrata troppo leggera. Il muro del Rettenbach richiede controllo e continuità: considerando quanto mostrato nel finale della stagione precedente, ci si attendeva una maggiore capacità di mantenere il ritmo.
Le altre giovani non hanno fornito risposte convincenti. Sono mancate sezioni particolarmente veloci, guizzi tecnici e una sciata efficace, elementi indispensabili per emergere su una pista impegnativa come quella di Soelden. Le prossime gare serviranno a verificare la capacità di reagire e di compiere un passo avanti.
mikaela shiffrin e la gestione della seconda manche
Le ultime tre concorrenti hanno affrontato condizioni di visibilità molto difficili, peggiorate rapidamente nel giro di pochi minuti. Mikaela Shiffrin ha scelto correttamente di non esporsi a rischi inutili nella seconda manche.
Nella prima frazione l’americana aveva mostrato una sciata di riferimento, nonostante il vento contrario le avesse fatto accumulare tre decimi di ritardo al primo intermedio. L’unica atleta apparsa inizialmente più veloce era Julia Scheib, uscita dopo due intermedi. In prospettiva Coppa del Mondo generale, Emma Aicher sembra invece avere ormai il livello per puntare al podio in quattro discipline, a condizione di rimanere integra fisicamente.
alex vinatzer, un piazzamento che dà fiducia
Alex Vinatzer ha disputato una prima manche discreta e una seconda frazione più efficace, nella quale ha recuperato numerose posizioni. Il risultato conferma la possibilità di vederlo con continuità tra i primi dieci del gigante, una dimensione considerata adatta alle sue caratteristiche.
Il principale limite resta la continuità. In passato gli errori hanno compromesso più volte prestazioni avviate su buoni livelli. Il piazzamento di Soelden rappresenta quindi uno standard da consolidare, in attesa di un risultato di maggiore rilievo.
giovanni franzoni e il ritorno al gigante
Giovanni Franzoni ha affrontato nuovamente il gigante dopo una lunga pausa e dopo il grave incidente di Wengen. Nella prima manche ha realizzato il miglior tempo sul piano finale, facendo la differenza rispetto a tutti gli avversari, compreso Marco Odermatt.
La seconda manche si è conclusa con un errore nel tratto finale. Franzoni ha affrontato il primo dosso del piano con un tempo e un assetto non corretti, venendo sorpreso dal passaggio e finendo in rotazione. Il suo futuro nel gigante resta legato a diverse incognite, perché competere ad alto livello in tre discipline rappresenta un’impresa riservata a pochissimi specialisti. Attualmente Odermatt è considerato l’unico atleta capace di riuscirci pienamente.
Sarà necessario valutare la risposta fisica e mentale di Franzoni. Il suo corpo si è irrobustito, motivo per cui il tentativo nel gigante appare sostenibile, anche se per un discesista è molto complesso raggiungere la piena competitività nella specialità durante la stagione.
de aliprandini a 36 anni e le scelte federali
La prosecuzione dell’attività di De Aliprandini è resa possibile dalla Federazione e si inserisce in una tendenza già osservata negli ultimi anni, come nel caso di Christof Innerhofer nelle discipline veloci. La questione riguarda soprattutto la gestione delle risorse, considerando che diversi atleti hanno dovuto sostenere personalmente il costo del viaggio in aereo per raggiungere Ushuaia.
In questo contesto viene messo in discussione l’investimento su un atleta di 36 anni, destinato a partire con il numero 44. La volontà di proseguire è legittima, anche perché l’atleta sembra trovare ancora motivazioni nell’attività agonistica, ma la scelta federale solleva interrogativi quando vi sono sciatori ormai vicini alla fine della carriera.
Il confronto con il passato evidenzia una regolamentazione un tempo molto rigida: a 30 anni era necessario rientrare tra i primi 15 al mondo per continuare a gareggiare. In una stagione, il piazzamento ottenuto fu il sedicesimo posto, con la conseguente esclusione. Una regola simile appariva allora eccessiva, mentre oggi il criterio opposto può favorire una permanenza prolungata senza risultati di vertice.
settore giovanile e futuro dello sci italiano
La mancanza di giovani immediatamente pronti a subentrare rende più complessa la valutazione delle scelte federali. Servono decisioni coraggiose e una diversa distribuzione degli investimenti, evitando di concentrare risorse soltanto sugli atleti a fine carriera.
Il sistema giovanile viene considerato profondamente inefficace. Il modello norvegese prevede che fino ai 12 anni non si partecipi alle gare, favorendo invece l’eclettismo e la pratica di più sport. Una formazione esclusivamente basata sui pali rischia di trasformare gli sciatori in atleti automatici, privi di una preparazione più ampia. Una riforma radicale del sistema richiederebbe scelte difficili e potrebbe incontrare l’opposizione degli Sci Club, con conseguenze anche per chi fosse chiamato a guidare la Federazione.
personalità citate nel bilancio di soelden
Le principali personalità menzionate nelle valutazioni sono:
- Federica Brignone
- Sofia Goggia
- Elena Zenere
- Roberta Melesi Della Mea
- Giulia Pazzaglia
- Anna Trocker
- Mikaela Shiffrin
- Julia Scheib
- Emma Aicher
- Alex Vinatzer
- Giovanni Franzoni
- Marco Odermatt
- De Aliprandini
- Christof Innerhofer
